Aurelia Rocchi racconta i suoi 221 km corsi in Ungheria

Al traguardo della 13^ Ultrabalaton 2019 su 300 partecipanti sono giunti 107 atleti di cui 90 uomini e 17 donne, con alcuni italiani oltre Maggiola: 59° Antonello Volpe (30h29’19”), 63° Michele D’Errico (30h40’48”), 64° Roberto Boiano (30h42’20”), 88° Stefano Castoldi (31h24’56”). La 53enne Aurelia Rocchi Vlaicu si è classificata al 100° posto assoluto e 3^ nella categoria W50 in 31h41’56”. Con questa gara, l’atleta di origine moldava, che risiede da alcuni anni a Roma ed è tesserata per l’ASD Villa de Sanctis, ha concluso la sua 91^ maratona + ultra ed è lanciata per tagliare l’ambito traguardo di 100. Aurelia cortesemente ci ha raccontato la sua esperienza, rispondendo ad alcune semplici domande anche con l’augurio che altri ultramaratoneti possano leggerla e nel prossimo futuro parteciparvi.

Com’è andata la gara? Benissimo. É stata la gara obiettivo della stagione. Ho lavorato tanto per questa gara con allenamenti anche bigiornalieri.

Soddisfatta del tuo tempo e piazzamento in classifica? Sì. Gara molto dura per i cancelli orari assai rigidi.

Difficile il percorso? Sì, la prima parte specialmente, i primi 50 km duri per i saliscendi.

Perché hai scelto proprio questa gara? É stata una gara corsa negli anni passati da atleti miei amici: Adalberto Sabatella, presidente della mia società, Gianluca Metelli, Giovanni Battista Torelli. Ho pensato che se l’hanno corsa loro, allora potevo farcela pure io.

Le condizioni meteorologiche sono state favorevoli o meno? Percorso duro durante le ore notturne per la temperatura elevata intorno al lago.

Cosa hai assunto in gara? Tutti alimenti naturali: frutta secca e oleaginosa come noci e uvetta, frutta fresca come banana, mela e anche formaggio ai ristori. Oltre ad acqua e pasticche di sali minerali.

Come ti eri preparata alla gara? Molto bene, buone prestazioni nelle gare invernali e in questa primavera, specialmente il 1° maggio alla 50 km di Rieti.

Cosa hai pensato al momento i cui hai tagliato il traguardo? Gli ultimi chilometri non percepivo più la fatica. Ho concluso la gara nelle braccia di Antonio Tallarita, che ha esclamato: «Aurelia sei stata un eroe!». Sotto il traguardo mi hanno avvolta in una fascia con scritto il mio nome e cognome. Sono riuscita a superare me stessa.

Nel prossimo anno parteciperai alla medesima manifestazione? É una gara che va fatta una volta nella vita, come quella nel deserto, che ho corso l’anno scorso in Turchia a settembre.

Cosa dovrà essere migliorato nell’organizzazione di questa manifestazione ungherese? Quali le maggiori criticità? Ho constatato ottimi punti di ristoro, non mancava nulla, anche punti di massaggio. Però non ho visto alcuna ambulanza per strada. Ultramaratona molto positiva rispetto ad analoghe manifestazioni che si svolgono in Italia. Ai ritirati italiani sono dovuti però venire a prendere i loro familiari.

Il rapporto qualità/prezzo lo ritieni positivo? Il prezzo intorno ai 150 euro non è eccessivo.

Quale episodio in particolare ricordi? La gara è stata bellissima.

Cosa hai pensato in gara? Solo il pensiero di arrivare al traguardo nel tempo massimo di 32 ore fissato dagli organizzatori.

Prossimi obiettivi? Mi piacerebbe correre la 6 giorni del Pantano nel prossimo settembre, che è una gara che non ho mai corso.

Ricordiamo che tra gli illustri vincitori dell’Ultrabalaton ci sono stati il campione greco Yannis Kouros con il tempo di 19h27’52” nel 2008, ma il percorso era di 212 km e Ivan Cudin con 18h30’12” nel 2014, ancora sui 212 km.

         STEFANO SEVERONI

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