AVVENIRE ARTICOLO CON IL CLUB DEL 14/5/2020 Frodeno e le sfide solidali dei runner in quarantena

I più fortunati hanno comprato un tapis-roulant, gli altri hanno fatto il possibile. Ma anche l’impossibile. Come il tedesco Jan Frodeno, il Ronaldo pluricampione mondiale del triathlon, dove nella sua villa di Girona in Spagna , dove sta scontando la quarantena, in diretta social si è sparato un Ironman in 8 ore 33’. Ovvero ha nuotato nella piscina ad acqua corrente che ha sul tetto di casa ben 3,8 km di nuoto, poi ha fatto 180 km sui rulli in bici duellando sui social con l’iridato della bici Fabian Cancellara ed infine è salito sul tapis per la maratona da 42,195 km. Un’impresa enorme. Che rimarrà negli annali della sua immensa carriera anche perché in quelle ore ha avviato una raccolta fondi che ha totalizzato ben 200 mila euro. Ma le imprese dei tanti non professionisti di tutto il mondo non sono mancate. Anche in Italia, dove per fantasia e solidarietà non siamo secondi a nessuno. Gianluca Di Meo, noto per le sue gare estreme in montagna, sul balcone lungo solo 8,8 metri in 18 ore consecutive ha percorso 100 km, percorrendolo avanti ed indietro per ben 11.370 volte: “Per me era un balcone – ha raccontato Di Meo – l’ho affrontato con lo stesso spirito delle altre avventure in natura. In qualunque condizione non bisogna perdersi d’animo, nemmeno in questo periodo”. Oltre alle migliaia iniziative dei singoli c’è anche la maratona “ Stay Home” tutta made in Abruzzo : “ Un risultato eccezionale – riferisce Claudio Mizii, il presidente dell’associazione sportiva 361° – chi lo avrebbe mai detto : nell’epoca del Covid -19 se gli americani fanno le maratone virtuali, gli italiani fanno le maratone reali, in casa e nel rispetto della normativa vigente”. L’esempio eclatante è Mario Federico, uno dei 100 soci dell’associazione, che ha corso la maratona tra le mure domestiche in 4h18’ lo stesso presidente Mizii, a Pasqua , camminando nel perimetro di piazza Acquaviva di Atri e compiendo 212 giri ha percorso i 42 km. Bello il segnale di John Nagy Domino, che si avvicinò alla squadra 361° durante una conferenza sul diabete: pesava circa 170 kg, ora praticando attività motoria ha perso 70 kg. Lodevole l’iniziativa del Club Super Marathon , associazione speciale dove possono accedere solo coloro che hanno corso almeno 50 maratone nella vita. Gente che corre i fatidici 42 km una domenica si e l’altra pure. La sfida lanciata è stata quella di correre in casa le “ Maratone della Speranza”, gare che si sarebbero dovute svolgere veramente ma con nomi leggermente riadattati. Fatte la Milano “resisti” Marathon del 5 Aprile, il 19 Aprile la “Che il Santo ci aiuti!” Padova Marathon devota a Sant’Antonio e questa domenica 17 maggio la “9 Colli oltre la speranza” e così via per un totale di 11 appuntamenti fino a Giugno. “ Sono Maratone di solidarietà aperte a tutti, divertirsi e donare gli obiettivi – fa sapere il Presidente Paolo Gino – vogliamo aiutare chi è in prima linea per la lotta al Covid. Al posto di comprare il pettorale vero chiediamo un offerta libera in beneficenza, ad oggi sono stati raccolti oltre 22mila euro ed ancora ci sono diversi appuntamenti”. Il cuore grande dei podisti batte forte anche con il Coronavirus.

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