Il dietro le quinte Pesaro 2020

MUSICA: e parlando di Sanremo non poteva mancare la musica. Tutto era pronto come da programma avevamo anche il DJ sudamericano scatenato, un mega impianto, una scaletta trascinante che avrebbe concluso la festa in allegria. Ma ci si è messa di mezzo la Siae Pesaro che per un’ora di musica pretendeva dalla nostra associazione 750 euro più Iva. Non c’è stato verso, nonostante l’intervento dei gestori dell’hotel, di riuscire a pagare quel che si paga di solito nei locali cioè una cifra che si aggira dai 90 ai 200 euro. Un’esagerazione che non ho voluto elargire. Peccato proprio nella città della Rossini Opera Festival.

PETTORALI: Dice Graziano Guerrieri: “Per quanto riguarda l’assemblea, consiglierei di sveltire il sorteggio per i pettorali gratuiti. Dopo un po’ viene a noia. Si potrebbe fare il sorteggio anticipatamente con alcuni soci che ne certificano la regolarità, e poi distribuirli durante l’assemblea. Ci sarebbe poi piu’ tempo e meno caos per fare eventuali cambi”. Come non dargli ragione avrei dovuto avere Fiorello per ravvivare quelle 2 ore e mezza che sono durate le estrazioni. Ma dalle 17.30 alle 20.00, sono state 2 ore e mezza cioè 150 minuti dove ognuno dei 220 soci presenti è salito per 40 secondi sul palco ricevendo voucher della vincita, canotta e pergamena. Questo per me è il momento topico dell’Assemblea dove per pochi attimi possiamo vedere soci nuovi o tanti che non conosciamo. Purtroppo il nostro back stage è stato poco fluido per 2 inconvenienti: canotte divise male e posizioni degli addettia alla distribuzione non rispettate. Il mio intento è di far partecipare il più possibile ognuno presentandolo e cedendogli la parola in quei 40 secondi anche perché molti dei nostri soci sono parte attiva di organizzazioni e volontariato.

CAMBI: E’ curioso come la borsa di New York assomigli solo lontanamente alla sala delle contrattazioni dei pettorali durante la cena. Come broker che si muovono nella borsa da un recinto all’altro portando ordini di acquisto o vendita agli specialisti, i vincitori con il voucher in mano corrono tra i tavoli cercando di piazzare una sei ore per una 24, due Rieti per una Curinga, Catania per Milano. Da un paio d’anni lo specialista che sta all’interno del recinto e si occupa dei cambi è Franco Scarpa a cui va il mio fervido ringraziamento per avermi sostenuto in tutta la filiera dei pettorali: ottenimento, lista, assegnazione, cambio, certificazione, verbale. Anche a Massimo Faleo un grazie per il l’aiuto nell’ottenimento e inutile dire ai tanti amici organizzatori che ce li hanno omaggiati.

NON CAMBI: Tutti mi han chiesto perché i pettorali delle gare organizzate dal Club non si cambiano. Su 211 sono 41. E’ prevalsa l’idea che indipendentemente dagli impegni personali, essendo iniziative nostre ci si debba partecipare. Anche per vedere qualche faccia nuova ogni tanto.

CANOTTE: Pur essendo divise male alla fine la nostra super segretaria Cristiana è riuscita a districarsi. Le ha consegnate a tutti i prenotatti entro il 15 gennaio. Per due mesi le aveva raccolte e catalogate sognandosele anche la notte. Un grosso sforzo anche economico per il Club. Il colpo d’occhio della mattina seguente ha ripagato di tutto e la copertina di FB del Club è un mare bianco e blu. Curiose poi le scritte che ognuno si è dato. Correndo a Fano le si leggevano tutte. La più veloce è certamente MICHELE POCO FA! (Belnome), la più lenta INCOMINCIO AL 38° (Pasquale Guerino). la più mistica …IO E L’ARIA (Chiavoni), la più romantica QUANDO CORRO LA MI ANIMA VOLA (Paolo Grilli), la più allegra S.S.T (Gemma), la più triste IL VECCHIO e IL MARE (GINO)*, la più neuro MATTO BILLERA (Magi), la più bipolare IO CORRO CON SABRINA (Sabrina Tricarico), la più nostalgica AMARCORD RUNNER (Boglioni), la più libera IN QUEI 42 SEI COMPLETAMENTE LIBERO (Cappucci). Una settimana dopo correndo a Terni purtroppo di quei bagliori bianco celesti ne ho rivisti solo una ventina, bagliori di chi già se la metteva, come se tutti volessero sfuggire dall’omologazione o la propria individualità e/o società tornasse a prevalere. Ma dico W la Libertà. W la maratona. W il Club.

* Pensava al mare come a “la mar”, come lo chiamano in spagnolo quando lo amano.
…….. il vecchio pensava sempre al mare al femminile e come qualcosa che concedeva o rifiutava grandi favori e se faceva cose strane o malvagie era perché non poteva evitarle. (Da il vecchio e il Mare di Ernest Hemingway)

FILMATI: La notte è troppo corta per montare filmati. E’ più facile scrivere un lungo articolo come questo. L’occasione di avere dopo tanti anni e assemblee claustrofobiche uno spazio idoneo con megaschermo non poteva che indurre in tentazione di produrre più filmati possibile rovistando tra vecchie foto, droni e riprese varie. Tutte le gare del Club hanno avuto uno spot nuovo, anche la Sabbia con foto antiche e curiose. L’inarrestabile Paolo Saviello ha poi cercato tutti i volantini abbinati da estrarre. Ha preparato un menù con più di trecento tra immagini e video da proiettare durante la serata e soprattutto nella lunga estrazione dei pettorali dando un immagine o uno spot a ciascuno. Un lavoro immane: grazie Paolo.

COMMOZIONE: in un paio di momenti è scesa la lacrima. Quando si è parlato degli ex soci per l’inserimento nell’albo d’oro e le procedure da adottare, per le quali ringrazio Mariolino Liccardi il nostro ex segretario tecnico per l’interessamento. L’apice della commozione è giunta durante il collegamento in diretta con Atene vedendo Daniele Alimonti che ha indossato la divisa del Club al km 2000 dei 5000 che deve  correre e poi coomozione e apprensione quando si parlava delle sue condizioni e di come l’avremmo trovato al suo arrivo previsto il 15 marzo prossimo, giorno in cui correremo un 12 ore accanto a lui per sostenerlo.

OSPITI: tra i tanti ospiti e organizzatori sicuramente ha impressionato Antonio Tallarita che ha presentato la sua sfida cioè il giro della costa Siciliana di corsa. A fine serata non essendo socio mi ha confessato che visto dall’esterno non avrebbe mai pensato che ci fosse un tale attaccamento dei membri al Club. Giorgio Calcaterra che da qualche anno è diventato Socio Onorario del Club ha come al solito focalizzato l’attenzione di tutti con il tatto e la impressionante modestia che lo contraddistingue.

STRANIERI: In assemblea qualcuno ha proposto di fare classifiche epurate dai soci stranieri per dare la giusta obbiettività al nome Italia incluso nel nostro nome, devo dire che sarebbe tornare indietro di anni e vanificare tutto il lavoro fatto per farci conoscere all’estero e fraternizzare con altri Club e culture. Come si fa a togliere Sivabalan Pandian il nostro socio che ha fatto praticamente una settima di viaggio per venire appositamente dall’India per la nostra convention annuale e che tra l’altro è arrivato primo nella classifica annuale del Nostro Club con 114 gare corse una buona metà in Italia?

MENU’ alle 24 di sabato notte grazie alla intraprendenza o alla fame dell’Arrotino alias Sergio Tempera, il nostro fotografo, siamo riusciti a stanare nel back stage delle cucine un piatto di ravioli. Per cui non c’ero e no so come è andata. Posso solo dire  che abbiamo sbudgettato di 3 euro a testa per offrirvi un menù più ricco. Questo era quello che era previsto non so se c’era tutto. ANTIPASTI – Carpaccio di Tacchinella rucola e grana all’agrodolce – Scelta di insalate con salsa agli olii delle regioni (carote – cetrioli – insalate verdi – mais ) – Fantasie di verdure al vapore: broccoletti, patate dolci, carote, spinaci – Insalatina di finocchi con arance e scaglie di mandorle – Triangolini di Piadina farcita : stacchino e rucola  e ai salumi  ( 2 farcitura ) – Pizzette fantasia dello Chef: mozzarella, alla cipolla e  alle patate – Cascata di prosciutto crudo e scaglie di parmigiano – Piatto di fornaggi misti per i vegetariani – Cous cous alle verdure e gamberetti – Riso venere alle verdurine PRIMI – Ravioli farciti con ricotta e verdure alle melanzane e concassè di pomodorini – Sedanini Pomodorini freschi e basilico SECONDI – Nocetta di vitello al limone – Patate nocciola al rosmarino – Filetto di salmone al timo DOLCI – Piccolo buffet delle delizie dello Chef:   crostate alla marmellata – torta di mele e ciambella all’uvetta  – Frutta a pezzi di stagione – Caffè

C’è poi chi era contento del buffet perché ha potuto caricare la cartuccera, chi non gli garbava perchè doveva alzarsi, chi lo voleva più caldo e chi voleva più fresco. Vi garantisco che con trecento persone è molto lungo e complicato far servizio ai tavoli e ne va del prezzo e della socializzazione

HOTEL: Il Baia Flaminia è stat una scelta obbligata perchè è la struttura vicino più vicina a Fano di quella capienza, e come ben sapete a Fano non ce ne sono. La scelta obbligata si è rivelata una sorpresa, e certamente se Rossini fosse tornato a Pesaro avrebbe alloggiato di fronte a questa splendida baia ancora per metà priva di strade, case e presenze. Prenotando per tempo le camere  si possono avere le camere proprio sulla Baia, e sotto le sale riunioni c’è una gradevole Spa che d’inverno non guasta e fa ricordare i bei tuffi estivi.

PAVAROTTI: Guardando in su vicino al faro si vede la casa che dal colle San Bartolo domina Baia Flaminia dove ha villeggiato per anni Pavarotti. E’ proprio guardando l’Adriatico in inverno come noi in quei giorni  è nato il Pavarotti International. Si chiama  Villa Giulia e qui  nel 1995 Bono ha incontrato il Maestro. Nel 1994 è toccato a Sting raggiungere, in elicottero, Pesaro. Stessa sorte per Carreras al momento di mettere in piedi, con Domingo, lo storico spettacolo che riuniva i Tre Tenori. Ma la casa si apriva anche per i suoi amici pesaresi, per contraccambiare una cena di pesce o, come nell’agosto del 1996, per celebrare una grande festa in occasione del concerto dell’inaugurazione del nuovo palasport di Pesaro.

SCHRODER: Anche il cancelliere tedesco Gerard Schroeder con la moglie Doris e la figlia Klara trascorrevano le vacanze nella villa del pittore Bruno Bruni sul colle San Bartolo a Pesaro. La conoscenza e l’amicizia dell’artista con Schroeder, allora giovane emergente della sinistra tedesca, risale al 1978.

BUS: Abbiamo speso 250 euro per affittare un pulmann da 60 posti per far ritornare chi alloggiava a Fano a fine festa perché i molti che arrivavano in treno ce l’avevano richiesto. Risultato alle 23:00. Solo il prode Marco Simonazzi si è presentato davanti all’Hotel per prendere il Pullmann. Avrà sicuramente viaggiato comodo.

SUPERMARATHON: Riguardo alla Supermarathon di Domenica tutto è filato liscio come il nuovo asfalto che abbiamo inaugurato, e ringraziamo per questo l’amministrazione comunale, che se non fosse stata presa dal turbolento Carnevale avrebbe come promesso presidiato all’inaugurazione del nuovo massetto. Il sole i lampi bianco celesti delle canotte anno colorato il nero dell’asfalto nuovo di zecca. Ma dietro le quinte non tutto è filato liscio come doveva e qualcosa si può migliorare.  Di seguito un po’ di commenti giuntemi via mail con soci che ci tengono ad aiutarci:

CONSIGLI DI CESARE MAMMARELLA Lo scrivente Cesare Mammarella, in qualità di Socio e di podista ultramaratoneta, illustra quanto segue:  Domenica 9 febbraio 2020 a Fano, si è svolta la manifestazione podistica 4° SuperMarathon, organizzata dal Club SuperMarathon Italia che ha visto la partecipazione di oltre 430 podisti nelle diverse gare in programma. Si evidenzia in premessa, il lavoro, la passione, la dedizione degli Organizzatori e di quanti hanno collaborato con vera dedizione. Certamente l’impegno nelle 2 giornate di sabato (Assemblea) e domenica (gare) hanno richiesto uno sforzo notevole e veramente, non si può non ringraziare quanti si sono impegnati. La presente nota, viene inviata al Presidente del Club e, per correttezza, anche agli Amici Massimo e Francesco che ne fanno parte, ai quali esprimo la mia gratitudine più sincera. La mancanza di premi nelle categorie, va nello spirito giusto dello sport amatoriale che non ha bisogno di elargire denaro, prosciutti, salami e formaggi. Purtroppo, a mio modesto parere, durante lo svolgimento delle gare ci sono stati problemi da superare assolutamente e provo a descriverli.

Già nella edizione del 2019 ed in particolare nella 6 ore, il vincitore (che ha fatto il BIS nel 2020), per tutta la gara è stato ignorato ed al termine della stessa, se non ci fosse stata l’insistenza della squadra e di qualche amico, l’errore clamoroso nel cronometraggio (e conteggio dei giri), la vittoria sarebbe stata assegnata al 2° assoluto. Durante la gara di quest’anno, stava per accadere la stessa cosa (il 1° era già 2°), ma il disguido è stato superato rapidamente. Ma per non essere impeccabili, nella pubblicazione delle classifiche sul sito che ha eseguito il cronometraggio, è stata pubblicata una foto, dove nel gruppetto di podisti si vede il 2° assoluto nella 6 ore. Non è obbligatorio, ma di norma si pubblica la foto del vincitore(ed in modo particolare quando c’è il bis -2019 e 2020).

La logistica del traguardo è una confusione totale: gli assembramenti nella zona traguardo (dove TRANSITANO i podisti) vanno eliminati; il ristoro (da aumentare come consistenza) va ubicato lontano dal traguardo; le premiazioni delle varie gare non si possono fare nella zona traguardo. In poche parole, la zona traguardo deve essere riservata ai podisti che non hanno ancora terminato la gara.

Parlando di RISTORO: non possono terminare i sali minerali e i bicchieri; al ristoro, occorrono più spazio e più persone. Il ristoro per chi ha terminato la gara, non può essere lo stesso usato durante la gara. Al termine delle gare più lunghe (maratona e 6 ore), mancando i bicchieri, come si fa? Dopo 6 ore, chi non ha bisogno di bere? Chi non aveva provveduto a portarsi acqua e sali a sufficienza, dopo 4 ore di corsa ha rischiato di farsi male. Immaginate che ognuno sia autosufficiente: logisticamente come si risolve? Personalmente negli ultimi 3 giri della 6 ore non ho trovato i bicchieri (ed avevo esaurito la mia provvista).

Infine credo che nel monitor dove si vede la situazione dei podisti che hanno appena transitano sul chip, non sia una impresa titanica mettere anche la posizione in categoria (anche se non ci sono premiazioni).Per concludere, ancora GRAZIE di cuore agli Organizzatori e  collaboratori e, “in bocca al lupo” per le prossime manifestazioni.  Cesare Mammarella

RISPOSTA GINO: Grazie Cesare ci hai dato un’ottima idea. Infatti basta fare il ristoro alle spalle rispetto a dove è adesso. Non ci avevo pensato mai. Per le premiazioni vediamo dove farle forse un po’ più avanti nella zona ora riservata all’ambulanza che potrebbe essere il retro ristoro. Potrebbe essere un teatro di accoglienza e di commiato essendo vicino all’ingresso Per i bicchieri è un problema perché ormai non si trovano facilmente essendo fuorilegge. E 5000 a disposizione son finiti subito colpevole anche i 19 passaggi minimi per 300 fa circa 6000 più le gare brevi eravamo sotto di circa 2000. A questo proposito avendo organizzato più di 110 gare e corse 5 volte tante ho sempre tenuto con me il bicchiere con mr in queste a giro passando a volte anche per ridicolo, ma io vo pianissimo e non fo testo. Non è una fissazione, ma un nuovo comportamento che dovremo adottare di portare un contenitore con noi. I Sali c’erano ma il personale non era in grado di prepararli dopo che son finiti i gatorade alla quarta ora. Il cronometraggio ha in qualsiasi gara l’aggiornamento in progress. Icron è  uno dei maggiori player a livello nazionale con un briciolo di umanità che non guasta. Per la fine della sei ore avevamo anche i cinisini da lasciare a terra ma nessun volontario si è preso la responsabilità di distribuirli. Ammetto che lasciare il pettorale a terra è scomodo come aspettare al freddo i giudici e mi dispiace. Grazie ancora e  presto un abbraccio Paolo Gino

RISPOSTA DREAMRUNNERS: Un maggior ordine nella “logistica” agevola di molto anche il ns lavoro, quindi benvenuta la proposta di Cesare che sposo in pieno! Riguardo alla foto mea culpa (preso da mille altre cose) non sono riuscito a farne una per tempo, sarebbe utile qualcuno che in via amichevole si occupi di fotografare le fasi salienti e le metta a disposizione immediatamente. Se avete una foto del vincitore sul traguardo la pubblico subito. Al ritoRno dalla trasferta mi sono messo a ragionare su come dare un servizio informativo efficace in una manifestazione con tanti partecipanti. Abbiamo partorito una cosa che credo sia molto interessante, un pannello nel quale l’atleta di passaggio digitando il proprio pettorale possa vedere la situazione dei giri (si può rendere disponibile anche per lo speaker e il pubblico). Quanto sopra affiancato al classico monitor che purtroppo nelle gare con molti partecipanti diventa scarsamente fruibile. Un saluto a tutti, Aniello Greco

RISPOSTA GUERRIERI: per risolvere il problema dei bicchieri e dare una mano all’ambiente. Come in tante corse a cui ho partecipato, si puo’ mettere nel pacco gara un bicchiere di plastica riutilizzabile all’infinito da portarsi dietro o metterlo su un tavolo numerato col proprio numero di pettorale da utilizzare quando uno passa. Nei trail e’ sempre stato cosi’ (bicchiere o recipiente personale), ma penso che presto si arrivera’ anche nelle maratone. Per i bicchieri metterei quelli di gomma pieghevoli che trovo solitamente alla bombolon run, quindi trasportabile anche appeso alla cintura, oppure il bicchiere di plastica rigida con il nome scritto vicino, come al castello di Brescia. Bisognerebbe mettere poi dei tavoli appositi lontanto dalla attuale zona passaggio chip, oppure spostare il tappetino magnetico, così come il tabellone per evitare assembramento di persone che giustamente vogliono vedere i loro giri. Ciao Graziano

RISPOSTA SAVIELLO: Concordo sulla posizione di categoria: ci divertiamo e ci piace farlo, ma è pur sempre una gara. Una bellissima competizione agonistica; quanto più siamo più importante è il risultato, soprattutto di categoria. Ognuno nel suo piccolo vuole giustamente la sua soddisfazione; è una gara! Concordo su location per premiazioni. Sugli errori… che dire… nelle gare a giri putroppo succede spesso…  Ma Aniello è persona squisita e disponibile. Oltre che bravo nel suo lavoro ha, come dici te, una buona dose di umanità, necessaria e sempre poca nel mondo in cui viviamo, ed è sempre pronto e veloce nel risolvere i problemi, ripeto, comuni a molte gare. Per me Aniello for ever. Sulla quantità di sali sui ristori, non saprei dirti perché non li prendo mai. Da mangiare era certamente sufficiente e infine anche io credo che il ristoro finale sia necessario farlo da altra parte; per esempio vicino dove sono gli spogliatoi, basterebbe all’interno della cancellata con pena squalifica chi ci va prima della fine della sua gara; giusto per evitare gli scostumati che non mancano mai in ogni gara. In fondo all’articolo, anche per stemperare, scriverei: “Tutto è perfettibile, si ringrazia per gli elogi e in particolar modo le critiche costruttive: sono necessarie e fanno crescere. Cerchiamo di fare sempre il meglio con tutto noi stessi, ci mettiamo l’anima, ma in fondo siamo solo esseri umani.” Cordialità Paolo Saviello

COMMENTI: se avete commenti, proposte, critiche. Inviatemele via mail. E le pubblicherò sotto quest’articolo. Purtroppo da due anni il sito non permette di commentare direttamente. Abbiamo provato per circa sei mesi ad introdurre i nuovi aggiornamenti, ma entravano in conflitto con molti articoli messi prima del 2015 e corriamo il rischio di perdere quasi 5000 articoli e la storia del Club. Resta la possibilità di commentare sull’effimero FB ma dopo due giorni tutto si perde nel mare magnum dei social.

PROSSIMA ASSEMBLEA 6 FEBBRAIO 2021: contrariamente a quanto annunciato la convention del 2021 sarà il 6 Febbraio nella stessa location, in quanto il Baia Flaminia ha libera solo quella data e il comune di Fano ci rilascia il patrocinio se facciamo parte delle manifestazioni del Carnevale. Ci saranno le elezioni del nuovo direttivo pensateci di lavoro ce ne è per tutti. Grazie a chi c’era e alla prossima per chi ci sarà e buone corse.

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