C’è un momento, ogni anno, in cui il calendario delle gare si ferma e lascia spazio a qualcosa di più grande: dieci giorni di corsa, di sole, di birra e di amicizia. Bad Blumau, ancora una volta, non ha deluso.
Erano presenti alla “10 Marathon in 10 Tagen” Alessandro Petrini, Barbara Cosma, Ferdinando Gambelli, Luciano Ferrari, Antonio Salvatore, Ettore Pavirani e Vito Piero Ancora, ai quali si sono aggiunti verso il finale anche Mauro Tomasi e Francesco Diani.
Dieci gare, giorno dopo giorno, tra maratone e mezze maratone, in un crescendo di fatica e allegria che ha unito atleti italiani, austriaci, tedeschi, svizzeri e sloveni in un’unica grande famiglia. Otto, Gregor, Elfie, Felix, Oliver e tanti altri amici di sempre, insieme al segretario del Club delle 100 Marathon Austria, hanno reso questi giorni ancora più speciali. E il Lago d’Orta ha fatto la sua bella figura, quasi come uno spot televisivo dal vivo: le iscrizioni alla Quattro Orta e alla Dieci e Dieci sono andate avanti giorno dopo giorno, con adesioni arrivate non solo dall’Austria, ma anche dal Nepal e da altre parti del mondo.
Ma la vera notizia è come la squadra italiana si sia difesa: alla grande. Nella classifica generale, sommando i risultati delle dieci gare, Barbara Cosma ha conquistato lo splendido secondo posto assoluto nella maratona, mentre Alessandro ha chiuso al terzo posto assoluto nella mezza maratona. Alle premiazioni finali, la soddisfazione si è moltiplicata: diversi atleti italiani sono saliti sul palco a ritirare i propri riconoscimenti, in una sequenza di applausi che ha reso ancora più dolce la vacanza.
E poi, la festa. Perché a Bad Blumau ogni traguardo si festeggia insieme: fiumi di birra, alcolica e analcolica, hanno accompagnato ogni arrivo. Il consiglio direttivo, “in trasferta” ma mai fermo, ha continuato a discutere il futuro del club anche a bordo piscina — presenti in tre su sette membri, a testimonianza di quanto questa trasferta sia sentita e partecipata anno dopo anno. E a tenere banco, come sempre, ci ha pensato Anna, moglie del grande Luciano Ferrari: colombe, panettoni, cioccolatini, ma anche prosciutto, ossocollo e culatello, un vero e proprio banchetto di specialità nostrane portato fin lassù per festeggiare insieme, condiviso con gioia anche con gli amici austriaci, sempre entusiasti di scoprire i sapori italiani.
Il clima ha fatto il resto: giornate calde, anche 40°, ma un caldo secco, senza afa, che scalda senza spegnere. Le sere, invece, regalavano un fresco quasi alpino, 19°, coperta sul letto e sonno tranquillo.
Un grazie speciale va anche al presidente organizzatore, sempre presente e instancabile nel curare ogni dettaglio della manifestazione. Alle 8 in punto, puntualissimo come da tradizione, lo start: i bambini della scuola locale, schierati adiacenti alla partenza, hanno accolto i concorrenti tra applausi, regalando a tutti un’emozione in più prima di lanciarsi sul percorso.
Negli ultimi due giorni il percorso ha cambiato volto, lasciando le terme per un giro nel cuore del paese, mentre accanto alle distanze più brevi ha fatto il suo ingresso anche la 24 ore.
E qui merita una menzione a parte il grande Mauro Tomasi, arrivato per tre giorni a correre tre maratone al nostro fianco con la sua inseparabile “Ferrari”. L’organizzazione della 24 ore non lo ha ammesso all’iscrizione, sostenendo che la carrozzina avrebbe potuto intralciare il passaggio su un ponte lungo il percorso — un ponte che, a dire il vero, non era così stretto da giustificare il divieto. Ma niente santi in paradiso: la decisione non si è potuta cambiare. Mauro, però, non si è certo fermato: si è creato un percorso alternativo ad hoc, macinando chilometri ben oltre la distanza di una maratona, fuori gara ma con lo stesso spirito di sempre. Bravo Mauro — nessun rammarico, perché la strada, con o senza pettorale, resta sempre la stessa gioia.
L’ultimo giorno, la direttrice delle terme è venuta personalmente a salutarci, con la promessa — anzi, la certezza — di ritrovarci anche il prossimo anno.
Dieci giorni, dieci gare, un podio pieno di colori italiani: Bad Blumau 2026 resterà negli annali come una delle edizioni più belle di sempre.



































