La gara, invece, è stata vinta da Matteo Lucchese in 3:04:50, al secondo posto Marco Serasini con 3:05:10 e al terzo posto Paolo Massarenti con 3:05:20. Prima donna è risultata Lisa Borzani con 3:34, seconda Maria Chiara Parigi con 3:36 e terza Monica Barchetti con 3:38.
La IUTA ha inaugurato il calendario delle sue gare trail con una prova piatta e scorrevole, quasi a volere preparare gradualmente i suoi iscritti alle asprezze delle rimanenti undici manifestazioni, che porteranno ad una graduatoria individuale maschile, femminile e a squadre.
Il Presidente, Gregorio Zucchinali, non ha voluto mancare a questo primo appuntamento, che ha presenziato e corso. Con lui c’erano i migliori ultramaratoneti, con in testa Mister Spartathlon, Ivan Cudin. E’ superfluo dire che i suoi atleti hanno dominato la corsa. Con la sua presenza, ha voluto rendere omaggio alla gara organizzata da uno dei suoi più fidi collaboratori, Enrico Vedilei, responsabile delle gare trail.
La manifestazione si è svolta su un percorso di 9,3 km da ripetere 5 volte. Aveva una forma di rettangolo allungatissimo, i cui lati minori erano rappresentati da due ponti asfaltati sulle acque cineree del Lamone e i lati maggiori dai suoi argini erbosi.
Tipicamente invernale e padano il paesaggio che, dalle alte sponde, si è presentato ai concorrenti. Cielo grigio su, alberi spogli giù, nebbia dappertutto, freddo e pioggerellina finale.
A gara ultimata, i partecipanti hanno trovato caldo nel vicino bar e, soprattutto, nel refettorio della scuola, dove sono stati serviti, riveriti ed abbondantemente rifocillati. Tutto quello che la piccola frazione di Traversara poteva dare, l’ha dato. Certo, la partenza-arrivo, di una precedente edizione cui avevo partecipato, nell’ellittica Piazza Nuova di Bagnacavallo era tutt’altra cosa. A proposito, se capitate in questa piazza, dicono che due sassi raccolti sul selciato e tenuti in tasca per tre lune, riaccendono l’amore nelle coppie in crisi.
Grandi affari hanno fatto gli organizzatori della 100 km del Passatore. Sfruttando il fatto che il Passatore era nato in una frazione di Bagnacavallo, a Boncellino, hanno fatto incetta d’iscrizioni. Pascoli, alla ricerca di una introvabile rima, lo chiamò il Pasador cortese, in realtà era un tagliagole e un tagliaborse. Passatore perché il padre faceva il traghettatore su quel fiume dove, oggi, i podisti si sono dati battaglia.



