
Già da un paio d’anni avevo “messo in canna” questa maratona marchigiana. Ma per varie coincidenze non è stato possibile partecipare. Oggi ho corso con il desiderio di poterla correre presto, magari nel 2021. Dai racconti dei runners e dalle cronache degli anni passati, leggo di una gara ricca di parecchi saliscendi, ma anche di tanta simpatia e accoglienza da parte degli organizzatori e di chi si prende cura dei podisti lungo il percorso e all’arrivo.
Mi piacciono i percorsi “mossi” (soffro un po’ le discese), perché mi sembra ricalchino il cammino della vita che è fatta naturalmente di alti e bassi. La salita ci richiama l’esigenza di elevare la nostra esistenza, la discesa ci aiuta a capire che quando la velocità aumenta non dobbiamo perdere il controllo della situazione. Il giro casalingo che ho allestito per queste prime maratone è stato abbastanza variegato: cemento, terra e tappeto per quanto riguarda il fondo, breve discesa al 10%, due salite anch’esse brevi, tre giri di boa, per quanto riguarda il percorso. La vita è così. Oggi abbiamo superato la metà delle 11 maratone della speranza: felice di far parte del gruppo.


