Barletta on my Hearth

Ci sono corse che si corrono e altre che ti ronzano in testa e qualcuna che ti sta in fondo al cuore.

Senza retorica, senza strappi di sipari ma dopo aver partecipato per due anni all’organizzazione della Maratona dei Trulli a Locorotondo è stata una grande emozione partecipare attivamente  con Massimo Faleo ed Enzo Cascella a questo grande evento la barletta Marathon

Oltre 3.000 partenti al via sulle tre distanze e quel che più conta per il popolo delle lunghe, con nutrita pattuglia di maratoneti che si sono dati battaglia partendo dall’affascinante cornice dello stadio dedicato a Pietro Mennea, teatro poi anche dell’arrivo.

Nel segno del Club anche la vittoria tra gli uomini, che ha arriso al nostro socio Alberico Di Cecco già vincitore lo scorso gennaio dell’Ecomaratona della Capitale, che ha vinto in 2 ore 50 minuti e 33 secondi.


L’atleta dell’ASD Vini Fantini di Pescara ha preceduto sul podio Giovanni Rizzi, dell’Atletica Pro Canosa, e Antonio Biagio Fanuli della Nuova Atletica Copertino.

Tra le donne invece, il successo è andato  a Luana Chiara Piscopo dell’associazione Runners Levante Bari, che ha fermato il cronometro su 3 ore 22 minuti e 59 secondi, medaglia di argento per Teresa Lelario del Running Club di Torremaggiore e terza Laura Potenza dell’ASD ZZW Triathlon di Brindisi.

Dunque appuntamento all’edizione 2026 che spero venga confermata dagli organi Nazionali il 8 febbraio 2026.

So che quando  si pensa alla Puglia si ha subito in ment eppure, al centro di queste terre meravigliose, ce ne sono mille altre ricche di storia e bellezzee il Salento, i trulli o al massimo il Gargano, dove sopravvivono antiche tradizioni e consuetudini, quel folklore tanto amato e ricercato dagli stranieri che visitano la Puglia.

Correndo qua e là in Europa mi sono reso conto che anche noi, ciò che cerchiamo ogni volta, oltre ai grandi monumenti, sono quelle piccole città in cui dimora l’antico spirito popolare, le sole in cui riesci a scorgere nettamente le differenze culturali e tradizionali tra i diversi popoli perchè ancora al di fuori, e dunque “sopravvissute”, alla globalizzazione che ci ha resi tutti figli di un unico stampo.

Forse qui c’è l’aria buona ma pensate che di 1550 soci del Club ben 350 son pugliesi e gli unici 4 millenari cioè con più di 1000 maratone eseuuite pure: Gargano,Rizzitelli, Ancora e Gemma.

Proprio di BARLETTA sono poi i due millenari Gargano e Rizzitelli che con Mennea sono diventati i miti e le leggende hanno dato vita e continuano a dare linfa a Barletta: dall’imperatore Federico II di Svevia al leggendario colosso Eraclio, da Ettore Fieramosca il valoroso cavaliere della Disfida a Giuseppe De Nittis il famosissimo impressionista.

Città borghese e mercantile, Barletta ha sposato pienamente il motto di S.Ruggero patrono: Sént R’rrijr,amént d’è forestijr = S.Ruggero, colui che ama gli stranieri, motto che spiega tutta la storia antica, che ha visto la presenza di diversi popoli, Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi, i quali hanno tutti lasciato tracce indelebili nell’arte, con i palazzi e le chiese dallo stile arabo, bizantino, romanico, nel dialetto simile al francese, come nello stile di vita. Fulcro storico e monumentale della città sono 2 quartieri  che così le guide raccontano:

S.Maria, il quartiere degli uomini di mare, con i vicoli stretti e bianchi intorno alla cattedrale, dove le donne si parlano da un balcone all’altro e si passa il tempo libero seduti sull’uscio di casa, proprio come nell’antica tradizione romana, ed è qui che passando per l’ora di pranzo si viene investiti dall’odore di pesce, arrostito sulle fornacelle ai balconi.

S.Giacomo è invece il quartiere dei contadini, le cui mogli sono ogni mattina agli angoli delle strade a vendere frutta e verdura appena raccolta e dove le case sono più colorate e, ad aggiungere colore, ci sono i panni stesi ai balconi come in tutto il regno borbonico.

La Barletta Marathon è stato anche un’occasione per molti come me per rivedere questa bella città con il  centro storico è molto raccolto e la visita può cominciare dal CASTELLO SVEVO: di forma quadrangolare con i suoi poderosi bastioni dagli angoli lanceolati, sulle cui terrazze si gode di un’ottima vista sul mare, da cui si vede il braccio che divide la litoranea in Ponente e Levante, e su cui resiste ancora un vecchio trabucco. Il castello, di pietra calcarea molto chiara, e posseduto tra i tanti da Federico II di Svevia, ospita la biblioteca comunale ed il Museo civico con opere di autorevoli pittori barlettani come Girondi, Gabbiani, Calò, Calderini, tuttavia il pezzo forte è senza dubbio l’unici busto di Federico II presente in Europa.

Incredibile come abbia trovato tra i tanti quadri anche un dipinto che rappresenti TAVAGNASCO li dove un secolo e mezzo dopo organizziamo l’ultradora

A pochi passi dal castello si giunge alla CATTEDRALE DI S.MARIA MAGGIORE, completamente inglobata dalle case circostanti tanto che appare quasi improvvisamente a chi giunge da via Duomo. Come tutte le cattedrali pugliese, anch’essa riprende quella sintesi tra Oriente e Occidente. Insomma millenni di storia concentrati in un unico edificio!Legame ancor più evidente di questa città con la Terrasanta è la BASILICA DEL S. SEPOLCRO, che ha ospitato e ristorato i pellegrini ed crociati di passaggio verso Gerusalemme, ne è prova la reliquia del Legno della Croce, che è custodita in una delle sue cappelle.

Ottimi gli APERITIVI nel bar Eraclio a ridosso della Basilica erge maestoso il Colosso, la statua bronzea alta 5 m, di Eraclio, ritrovata lungo la costa e che probabilmente rappresenta un imperatore bizantino, ma che invece la leggenda popolare vuole essere il salvatore della città: si narra che Eraclio se ne stava sulla spiaggia tutto solo a piangere, quando sbarcarono dei saraceni pronti a conquistare la città. Alcuni di essi vedendo quel gigante si avvicinarono e gli chiesero cosa gli fosse successo, ed Eraclio spiegò che non era stato accettato nell’esercito della città perchè troppo piccolo e debole; i saraceni allora pensarono che se lui fosse stato il più piccolo, figurarsi quanto dovevano essere giganti gli altri e così terrorizzati ripiegarono e Barletta fu salva. Cmq, al di là di ogni leggenda, Eraclio è il simbolo della  città ed è molto amato da tutti, soprattutto dai bambini che si divertono ad arrampicarsi sulle sue tozze gambe e a sbirciare sotto la sua regale tunica.

Tutte le volte che vengo non posso mancare a visitre il barocco leccesee del  PALAZZO DELLA MARRA ,cornice perfetta per ospitare colui che ha dato lustro alla sua città con la sua arte: GIUSEPPE DE NITTIS il più internazionale degli impressionisti italiani, che conquistò Parigi con le sue pennellate e che dopo tante contese è finalmente tornata a casa.

E come non ricordare la bella medaglia a lui dedicata da Enzo Cascella  due anni fa

Da qui, attraverso le 7 rue, dall’antica architettura, si ritorna su corso Vittorio Emanuele con i suoi eleganti e colorati edifici, la chiesa di S.Giacomo con la torre dell’orologio ed il TEATRO CURCI, il cui interno è quasi identico al S.Carlo di Napoli un mini San Carlo

Qui ho concluso il weekend gustandomi una deliziosa commedia gli AMANTI con Massimo Gallo. una commedia inedita scritta e diretta da Ivan Cotroneo con Fabrizia Sacchi e con Orsetta de Rossi Eleonora Russo e Diego D’Elia Si parla di amore, sesso, tradimento e matrimonio, relazioni di lunga durata e avventure

Insomma “Buona la prima” di questa straordinaria edizione numero 1 della Barletta on my Hearth  Marathon.

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