Barocco Maratona – Lecce 1° Edizione

Lecce attira, incanta, accoglie per le bellezze architettoniche, incomparabile territorio, ambiente.

13 km veloci lungo i viali, vicoli del centro storico, i quartieri al di là di Piazza Mazzini. Dopo, via lungo il rettilineo che porta alla marina di San Cataldo, già augusteo porto romano, nell’antichità, snodo nevralgico di merci, legioni in cammino all’estrema parte orientale del vasto impero. Dopo il 21esimo, sei km di bosco a ridosso dell’oasi delle Cesine, litorale dal mare increspato, d’estate brulicante di migliaia di vacanzieri, bagnanti venienti dalla vicina città. La via del ritorno, percorsa da un costante, fastidioso vento trasversale. Gara dura, impegnativa, da oltre 100 non terminata, soltanto 16 al di sotto delle tre ore. Un terzetto africano sul podio, primo Hajjy Mohamed in 2:21:18. Quarto assoluto, Vito Sardella, 2:37:48, compagno di viaggio alla mia 1° maratona di New York nel 1998, dove chiuse 26esimo in 2:26. Questa maratona mi ha ricordato una in Val di Susa, partenza da Avigliana, lungo ampie vie che portavano al Frejus, pattugliate, a ridosso dei numerosi svincoli, dal battaglione di Pinerolo in tuta mimetica. Efficace impegno organizzativo per evitare, prevenire incidenti, danno agli atleti.

Similare, ampio impiego di forze dell’ordine (protezione civile, polizia, carabinieri, intero Corpo dei vigili urbani) disseminati lungo i 42 km da Lecce a San Cataldo. Un sentito grazie a tutti per aver reso la gara quasi come fosse corsa su pista. Per rendere l’idea, ero al 35esimo, prima dello stadio, quando una macchina della polizia municipale scortava, per oltre un km, con lampeggianti accesi, una vettura sino allo svincolo di una via secondaria. Si era oltre le 5 ore di gara con una cinquantina di atleti ancora in movimento!

Dalle mie parti, in passato, c’erano valenti maestri, calzolai, sarti; i primi protetti da San Crispino, i secondi da Sant’Omobono. Immigrarono a nord a cucire scarpe, tagliare vestiti su misura. Tecnici specializzati assorbiti dalle nascenti Di Varese, Ursus calzature di Vigevano, Marzotto, Mario ed Ermenegildo Zegna. Contribuirono non poco alle fortune, trasformazioni di imprese artigiane in grosse aziende di alta moda. Ripresa, sviluppo post bellico a motivo della professionalità, esperienza posta in campo. Grossolano preconcetto, superficialità, il pretendere analogo immediato risultato dal “povero” Simone Lucia, presidente e dagli amici della G.P.D.M., società organizzatrice.

002Supposto una certa carenza nei ristori intermedi, me ne sono dato una spiegazione. Alquanto problematico allocare confacenti postazioni fisse di ristoro lungo il duplice rettilineo Lecce – San Cataldo. Scelta di elastiche postazioni mobili di motociclisti con supporto di acqua. Stefano Baldini, in una maratona dei Luoghi Verdiani dell’amico Giancarlo Chittolini, disse che non sarebbe mai riuscito a fare una maratona con gli amatori, in quanto incapace di seguirli per oltre quattro ore. Il rapporto spazio/tempo fondamentale nelle lunghe distanze. Il team organizzativo, pur tenendo in considerazione i più veloci, ha supportato le retrovie, sino all’ultimo Serio Daniele, 5:50:44 al traguardo. Gara dura per condizione atmosferica precaria, necessario curare “le retrovie”. Su 962 arrivi, soltanto 16 al di sotto delle tre ore; 421 sino a quattro; ben 444 alle cinque ore e 78 al limite delle sei. Gli atleti intermedi sufficientemente assistiti sin oltre il 30esimo km. Al 38esimo, in zona stadio a riparo dal vento, ampio ristoro sino al passaggio dell’ ultimo maratoneta. Encomiabile organizzazione di mezzi mobili a supporto dei 78 atleti oltre le cinque ore: bici, moto oltre ai punti fissi sino all’ ingresso del centro storico. Il tutto personalmente verificato, avendo chiuso in 5:31, oltre che confermato dall’amico Marco Simonazzi, ultra maratoneta venuto da Mantova. Tutto perfettibile, la maggior esperienza migliorerà la seconda edizione. Un bravo di cuore a Simone Lucia, a tutto lo staff per l’impegno profuso in oltre un anno a preparazione dell’evento, innovativo, eclatante, senza precedenti nella storia sportiva contemporanea di Lecce. Gli amici del mio Club Super Marathon Italia, sicuro saranno numerosi alla 2° edizione.

Un suggerimento ai detrattori per principio: se ne stiano a casa onde evitare disagi, inutili tensioni, arrabbiature.

Gara terminata alle 15,30 circa nella splendida cornice di Piazza Sant’Oronzo, intrisa di storia, rare bellezze architettoniche, soprattutto tanto calore umano. In chiusura, il commentatore ha presentato il nostro alfiere Vito Piero Ancora, 952 gare tra 42,195 ed oltre, ai vertici nella classifica mondiale Ultra.

A tutti un caloroso arrivederci al prossimo anno, spero di esserci. Chiudo menzionando Antonio Canuti, Oronzo Luperto, Adriano Macchia, Vincenzo Greco, Raffaele De Carlo, Andrea Barnaba, tutti intorno alle 50 maratone sul groppone, il sottoscritto alla 254esima. I nuovi arrivi Daniele Capone, Stefania Zilli, Daniele Serio: tutti, brillantemente, hanno portato a termine la fatica. Non male, dieci atleti di livello, cresciuti in autonomia, ambiente cittadino privo di supporto, strutture di base, società sportive, soggetto pubblico/privato indifferente alla pratica podistica.

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