AGGIORNATO CON I RICORDI DEL PRESIDENTE E UN ARTICOLO DI FABIO MARRI DI WWW.PODISTI.NET
Villefranche sur Saone, 19 novembre 2022
di Paolo Gino








Piace vincere facile. E’ riuscita benissimo una delle Gite del Club Supermarathon Italia che ha portato una quarantina di soci in Terra di Francia a Villefranche sur Saone circa cinquanta km a Nord di Lione. Ventimila i partecipanti, di cui maratona alla ormai Storica gara sui 42 km 1852 arrivati, folto il numero dei runners anche alle due serate conviviali, la prima il venerdì 18 con 800 partecipanti, la seconda sabato 19 con quasi duemila partecipanti. Sicuramente il pasta party più grande del mondo.
Riuscita anche la scenografica presenza dei nostri soci seduti su un lungo tavolone al centro della sala con una camicia bianca donata loro per l’occasione a lato di un altro tavolone dei “Centenari” francesi anche loro con la camicia bianca e i loro loghi. I due tavoli erano una isola bianca enorme di Supermaratoneti Italiani e Francesi in mezzo alle duemila persone coloratissime. I gigli di Francia tornavano alla memoria….
E’ stata un’atmosfera molto festosa quella della 18a edizione della maratona del Beaujolais che ha riunito 20.000 partecipanti alle tre gare. 1852 gli arrivati alla maratona, più dodicimila alla 13 km e ottomila circa alla mezza.
I tre eventi hanno trovato i loro vincitori in un’atmosfera mascherata, tanto festosa quanto sportiva. Incredibile come una cittadina di 36.671 abitanti possa contenere 20.000 runner! Una logistica accuratissima e molto complicata permette ogni anno lo svolgimento di tutto questo. Per chi fa l’organizzatore o solo se ne intende un po’ c’è da rimanere esterrefatti. Allora per la cronaca questi vincitori assoluti:
Il primo posto nella maratona femminile è stato vinto da Vanessa Corgier, con un tempo di 03:14:26, una media di 13,02 km/h. È stata seguita da Roxanne Galarneau con un tempo di 03:16:44, poi Elena Hodieux al terzo posto con un tempo di 03:21:19.
Per quanto riguarda gli uomini, la vittoria è stata vinta da Legese Dadi con un tempo di 02:31:21, seguito da Pierre Barbet con un tempo di 02:34:59, e Julien Magnin, che è arrivato terzo con un tempo di 02:42:22.
La mezza maratona ha visto Esteban Bernigaud (01:15:05) finire al primo posto, seguito da Alexis Garod (01:15:05) e Sébastien Gallée (01:16:40).
La gara femminile è stata vinta da Diane Rassineux (01:27:10), con Melody Lemoigne (01:29:33) al secondo posto e Céline Aujogues (01:31:39) al terzo posto.
Per quanto riguarda la 13 km del Rodano, Flavien Coindard è risultato vincitore (0:43:33), seguito da Florent Lavieille (0:45:20) e Edouard Loison (0:45:28).
Per quanto riguarda le donne, Charlyne Buquet è stata la più veloce della sua categoria con un tempo di 0:51:22. Marion Stephan è arrivata seconda con un tempo di 0:53:18 e Anne-Lise Gruffaz terza con un tempo di 0:55:03.
Per quanto riguarda il Club Super Marathon Italia questa la Classifica e il numero di Maratona:
| CLASS | COGNOME | NOME | TEMPO | NUMERO |
| MARATONA | MARATONE | |||
| 1 | TORELLI | GIOVANNI BATTISTA | 04:09 | 365 |
| 2 | BALDINI | GIOVANNI | 04:26 | 200 |
| 3 | CAPEZZERA | GIROLAMO | 04:45 | 232 |
| 4 | MARRI | FABIO | 05:18 | 375 |
| 5 | GRASSINI | LUCIANO | 05:28 | 102 |
| 6 | SARACINI | GIORGIO | 05:34 | 216 |
| 7 | LETTIERI | ROSA | 05:38 | 443 |
| 7 | TESTA | MICAELA | 05:38 | 66 |
| 9 | NICASSIO | ANTONIO | 05:56 | 320 |
| 9 | SANSONE | PATRIZIA | 05:56 | 230 |
| 11 | ZANOVELLO | NATALE | 06:03 | 176 |
| 11 | TERENZIANI | CRISTINA | 06:03 | 195 |
| 13 | FALEO | MASSIMO | 06:12 | 613 |
| 14 | RIZZITELLI | MICHELE | 06:17 | 1051 |
| 14 | GARGANO | ANGELA | 06:17 | 1053 |
| 16 | DE MARI | CLAUDIA | 06:20 | 50 |
| 17 | FIORE | ALBAROSA | 06:20 | 105 |
| 18 | CAROLI | MARIA GRAZIA | 06:26 | 177 |
| 19 | AMBROSINI | LUIGI | 06:42 | 108 |
| 20 | CAPORASO | ENZO MARIA | 06:51 | 196 |
| 20 | CARLINI | ILARIA | 06:51 | 1 |
| 22 | GAVAZZENI | CARLA | 07:01 | 703 |
| 23 | CARLINI | VALENTINA | 07:04 | 1 |
| 24 | GINO | PAOLO FRANCESCO | 7:28 | 522 |
| CLASS | COGNOME | NOME | TEMPO | NUMERO |
| 13 KM | MARATONE | |||
| 1 | MARIAN | DANIELA | 02:31 | 5 |
| 1 | GIANAROLI | DANIELA | 02:31 | 230 |
Molti i festeggiati durante la serata in primis colui che porta la croce in tutte le maratone è soprannominato Gesù Jesus, alias Gilbert Dantzer, figura emblematica della corsa francese di 68 anni, ha chiuso la sua 300esima maratona in 6 ore e 19 minuti.
Una particolare menzione alle due sorelle gemelle genovesi Carlini Ilaria e Valentina nostre socie affiliate da anni che hanno portato a temine qui la loro prima maratona trainate da Enzo Maria Von Caporaso.
Un ringraziamento anche al nostro Arrotino nazionale che ravvivato le serate sia degli Italiani che dei Francesi e fatto più di duemila foto con Filippo il video maker e autista di auto di supporto alla spedizione.
E uno speciale ringraziamento a Anna Cordero che ha curato la complicata logistica e alla nostra Carla Gavazzeni la decana del Beaujolais che ha fatto da tramite con l’organizzazione fino all’ultimo.
Che dire della gara dal punto di vista personale. Batman e io usciamo allo scoperto per la 11esima volta al Beaujolais. Quest’anno ho al seguito un folto numero di soci che mi sembrano gli abitanti di Gotham City che mi seguono nella notte per salire sull’autobus. Dopo un trasferimento in bus di 40 minuti si arriva alla palestra dei folli, qui tutti rimangono esterrefatti. Siamo a Fleurie dove parte la Maratona. Mi ricordo che quando venni qui la prima volta nel 2011 rimasi scioccato da quanti pazzi ci fossero lì dentro a vestirsi. Mi sentivo fuori posto con la mia magliettina anonima, infatti dall’anno dopo venni sempre con il fidato Batman che ancora oggi non aspetta altro di farsi ‘sto giretto per togliersi la muffa di dosso, anche se è molto sbiadito e strappato, ma ci sono affezionato a sto costume. Mi ricordo che nei primi anni c’erano dei costumi pazzeschi e tutto uno staff per montarli, un po’ come il Lucca Comics per chi ci è stato. C’erano anche navi, automobili, castelli e pupazzoni che i maratoneti si portavano appresso per tutti i 42 km. Tre anni fa un po’ pesanti partirono anche due centenari amici di Pascal Comte: i nostri eroi corsero indossando due aeroplani del peso di una ventina di chili l’uno e dal difficile montaggio con delle bretelle che li facilitavano al trasporto. Purtroppo penso che uno dei due abbia fatto male i conti con la prostata e il freddo. Per far pipì ogni cinque chilometri doveva togliersi e rimettersi tutto, rifacendo il check-in per risalire dall’aereo. Quest’anno il vestito forse più ingombrante era quello di Obelix. Tra i soci belli i costumi dei coniugi Nicassio vestiti da Elfo, i Saracini da Marinaio e Hawaiana, gli Ambrosini e Torelli da isolani delle Tonga, Gavazzeni Wonder woman ma vince per simpatia Maria Grazia Caroli con un indovinatissimo abito da Minnie con orecchie semoventi.
I Duemila festanti maratoneti si dirigono tra le vigne di Fleurie alla partenza dove il presidente Alain Bouhy dà il via tra inni di gioia e bande, quest’anno giro d’onore del paese prima di partire. I primi 4 km son tutti in discesa e bisogna arrampicarsi sui muri per non farsi travolgere.
KM 5. Dopo le vigne di Lanciè si arriva al Castello di Corcelles. Qui negli anni passati c’erano i figuranti della caccia alla volpe e suonavano i corni al nostro passaggio. Batman si chiede dove siano finiti, forse appresso alla volpe: attento pipistrello tra breve faranno sparire anche te! Qui novità dell’anno mi arriva dietro la scopa che mi comincia a pressarmi come Derniere (ultimo) e mi dice di allungare invece di bere.
Km9 Arriviamo al castello più bello quello di Pizay. E’ famoso per i bossi straziati dall’arte topiaria di qualche sadico giardiniere, son fatti a cubetti come i miei pensieri di certe notti insonni. Sono con la Baronessa di Carrobio, alias Wonder woman, alias Carla Gavazzeni, all’ingresso del Parco per immortalarla con la camera Filippo. E arriva raggiante raggiungendo il famoso climax del maratoneta nell’attraversare tutto il parco in una sequenza di sorrisi che fissano la sua immensa gioia.
E qui arriva il bello…. Si scende una stretta ripida scala nelle segrete del castello trasformate in una lunga cantina per il ristoro più famoso della Maratona del Beaujolais. L’odore aspro del vino novello rovesciato sui tavoli e l’alto tasso di umidità fanno si che a Batman si appannino di rosso gli occhiali e la macchina fotografica. Dura solo 2 o 3 minuti, ma quel passaggio lì sotto, è tutto magico come scendere nell’anima rossa della maratona e esserne sputati fuori tra ebbrezza, endorfine e tannino. L’arrotino scacciato dalla Cantina in malo modo si consola vestito da Clown facendo foto al cancello di uscita del castello che è un Relais di lusso. il Château de Pizay è famoso per il Blanc de Blanc e il Nouveau. Usciamo con un bel pezzo di formaggio e una banda che suona un walzerino, qui si ferma anche Gesù alias Gilbert Dantzer, figura emblematica della corsa francese di 68 anni, ha chiuso la sua 300esima maratona con la croce a spalla. Il messia è tornato.
Un po’ di storia: fin dal Medioevo questi vini di Château de Pizay affascinarono gli amanti più esigenti del Beaujolais. Nel 1030, per la prima volta, il nome di Pizay apparve nelle carte dell’Abbazia di Cluny. Nel 1070, vi sono notizie di fortificazioni erette dai signori di Pizay. Nel XIV secolo, vi costruirono una torre e 100 stanze con l’aggiunta di un giardino. Nel castello vi è un albergo a 4 stelle con 64 camere, un ristorante da gourmet, posto ideale per scoprire il fascino dei piaceri del Beaujolais, anche per chi le gambe le usa solo per metterle sotto il tavolo. La proprietà si estende per 100 ettari intorno al castello, ove vi sono piantate 50 tipi di viti.
Km 14, Chateau de la Terrière. E’ stato costruito in Cercié, nel cuore del centro storico Beaujolais, nel 13° secolo. Di fronte al Mont Brouilly, il castello e le sue vigne si sviluppa verso sud su una collina di porfido, al contrario di altre Brouillys che si trovano su terreni più sabbiosi. Questo è ciò che dà a questo vino un carattere unico. Dal 2003, Henry Plasse, il viticoltore e il suo enologo, Fréderic Maignet, sono riusciti a ottimizzare i vini attraverso un rigoroso controllo delle rese, un vecchio lavoro stile dei suoli e di un grande rinnovamento della cantina. Lo abbiamo assaggiato, non male… Riesco a convivere con le scope anche perché riprendo alcuni che son qui fermi a far baccanali. Bella l’uscita tra centinaia di bandiere che son qui da anni.
Km 17. Dopo due colline, si arriva al Castello di Ravatys, ai piedi della famosa collina di Brouilly, acquistato da un ingegnere originario della Lorena, Auguste Solet, alla metà del XIX secolo, che aveva fatto fortuna in Algeria, dove aveva costruito i viadotti della linea ferroviaria Algeri-Costantine. Le sue mura divennero un ospedale militare, durante la guerra del 1914-1918, che ha ospitato 400 feriti. Il Castello di Ravatys venne donato all’Istituto Pasteur di Parigi nel 1937, con i suoi 30 ettari di vigneto. Nel 1990, il castello e l’Orangerie sono stati completamente ristrutturati per accogliere il pubblico: seminari nelle sale e nelle cantine; cene di gala, matrimoni, conferenze, mostre e concerti nell’orangerie; balli nel parco. Tutti i profitti derivanti dalla vendita dei vini e delle attività del castello vengono donati all’Istituto Pasteur per sostenere la ricerca. Qui da sempre mi aspetta Vittorio il marito di Carla Gavazzeni che quest’Anno è senza Lucia ma con Bianca, sempre presente il suonatore di violino e di una vecchia gironda.
Km 21, Siamo alla mezza cancello 3:30 ma passo incredibilmente 2 minuti prima, con scope felici e un po’ avvinazzate. Chateau de la Brassee. Il Castello è stato costruito nel 1830 con le pietre della cava appena dietro le mura. Nel 1987 la signora Romany con il marito acquista il Castello ai piedi del Monte Brouilly. Sulla proprietà sono stati piantati 7 ettari di vigneto. Nel 2007 Thierry Chalon bisnipote della signora ROMANY, di ritorno dalle Indie Occidentali dove aveva vissuto, riprende la magica cultura del vino . Nel 2009 inizia a commercializzare alcuni bottiglie di vino proprio. Ottimo il loro Brouilly del 2009.
Km 22.5, Qui mi accoglie Filippo e l’arrotino che stanno girando foto e filmati, mi immortalano come un ippopotamo grigio danzante della Fantasy di Walt Disney al minuto 3:51 di questo filmato: https://youtu.be/vz3ffVUfzik Mi si vede mentre lascio lo Chateau de Sermezy. Il corpo principale del castello è stato costruito nel 1776. Seguì l’aggiunta di due padiglioni con archi e un giardino. Ristrutturato nel 1927-1929 per l’installazione di impianti moderni dall’architetto Augustin Chaumel che rifà anche l’interno combinando diversi stili (Luigi 15, Cibo, Art Deco, neo-gotico). Il parco inglese si trasformò allora in un giardino alla francese. Il castello è un esempio di architettura delle case di artigianato locale. Si insedia, dal 1979, la Casa Famiglia Rurale Beaujolais utilizzando il parco di 16 ettari, per fornire a tutti gli allievi un ambiente piacevole dotato tutti i comfort necessari per un soggiorno di qualità. Bellissimi i disegni lasciati nel parco dai bambini come piccoli messaggi a noi che correvamo. Bellissima la scala interna. Unico ed indimenticabile il passaggio in mezzo alle paludi in fondo al parco.
Km. 35 Castello di Talancè. Si pensava si essere arrivati e invece da un paio di anni ti fanno passare sopra una collina in un fitto bosco dove un dritto viale sbuca nel castello piccolo picco quello usato per le cerimonie mentre quello grande è appena più sotto ed è un azienda vinicola in cui si passa e c’è il cancello orario delle 15.30 sguarnito per fortuna. I due castelli sono imponenti anche perché in cima a questa verde collina. Nel 1580, la famiglia Talancè acquistò questa bellissima tenuta e il suo vigneto all’interno di questa magnifica cornice chiamata delle “Pietre d’oro”. Château Talancè, costruito nel 16 ° secolo, ristrutturato nel 19 °, e la sua cappella del 17 ° secolo, si trovano nel cuore di un parco di cinque ettari, lontano da tutti gli occhi. Il Domaine de Talancè rappresenta una superficie totale di 50 ettari oltre ai vini è famoso per gli eventi e le cerimonie.
Km 38, Denice. Ci si riunisce con gli ultimi della mezza maratona, e ci partono sulle orecchie quelli della 13 km. Risultato: gran allegra compagnia che attraverso altre decine di “Raviteillment” e assaggi ci portano, dopo una lunga discesa, a 2 km dall’arrivo. Incontro Valentina Carlini nostra socia affiliata affezionatissima alle 10 km di Orta. E’ in panne per via di un ginocchio che le duole. Le ripeto il primo comandamento del maratoneta: Correre in Discesa dai Sacri Libri di Mario Liccardi! E Così parte a razzo e alla fine mi da’ 27 minuti. Il percorso come dicevo prevede il ricongiungimento con l’armata dei 12mila del al 35esimo. Di lì in avanti rimpiangiamo “la solitudine dei numeri ultimi”. Ci chiediamo che ci sarà di bello a stare in mezzo alla stazione centrale nell’ora di punta. Il finale è una coloratissima passerella troppo stretta per tutti quei fenomenali runner vocianti che sono anche pericolosi se non si sta bene in parte.
Km 40 si passa attraverso i 12 villaggi virtuali del Beaujolais, praticamente ogni villaggio che abbiamo attraversato allestisce un Gazebo e offre il proprio vino ai partecipanti, più altri gazebo di città vicine. La confusione è totale. Son tutti fermi a bere non si riesce a passare. Tra questi mi fermo tutti gli anni dagli amici del Charoilas, che conosco perché ho corso per due volte la loro maratona stabilendo il mio PB forse grazie all’ottima carne. Qui c’è la culla dei bovini di razza Charolles in Francia. Per le sue doti di rusticità, per la tendenza a produrre ottima carne e per la sua facile acclimatazione, è allevata in tantissimi altri paesi, e soprattutto è utilizzata come razza incrociante. In passato era razza a duplice attitudine (lavoro e carne), ma con il passare del tempo è stata selezionata essenzialmente per la produzione di carne. La definiscono Razza precoce, prolifica e con un armonico sviluppo delle varie regioni del corpo. E’ la prima razza da carne in Francia. Nel 1987 viene fondata in Italia l’Associazione Nazionale Allevatori Charolaise , allevatori che sponsorizzano la Maratona di Charoilas. Qui ogni anno affondo a piene mani nei loro filetti alla griglia morbidissimi che preparano a quadretti su piatti che spariscono subito. Piero Ancora assente ne ho fatta incetta.
Km 42.195, Villefranche sur Saone. Non si passa attraverso la scuola militare e il mercato coperto. Novità da tre anni l’arrivo in pieno centro, davanti al municipio di Villefranche. Quest’anno hanno tolto anche le transenne ed è un bagno di folla. Si arriva insieme alle due gare e bisogna stare attenti a non farsi travolgere. Ci aspetta una bottiglia nouveau e la medaglia a forma di Tastevin, lo scodellino d’argento dei Somellier.
Qui scoppia il caso di Enzo Caporaso che risulta scomparso e senza telefono al seguito. Verso le 20 allertiamo le autorità di rito polizia e ospedali, se nonché il soggetto in questione alle 21 spunta dal nulla con tono beffardo. Grande spavento per nulla!
Il gruppo dei Supermaratoneti italiani è poi riuscito questa volta ad entrare compatto, grazie all’esperienza maturata negli anni da Carla e il sottoscritto alla famosa festa: “ LA NUIT DE LA MARATHON” con più di 2000 partecipanti. Emozionante la sfilata di tutti i supermaratoneti italiani e francesi con le bandiere.
Negli anni scorsi non si era mai riusciti ad entrare tutti, tanto che nella precedente gita del 2015 avevamo partecipato ad una altra serata ad una tipica festa locale quella dei Sarmontelles. Le sarmontelles sono i tralci della viti che vengono accatastati e poi bruciati in un grande falò la notte in cui viene aperto il nuovo vino, il Beaujolais Noveau. Fu una bella festicciola con solo un centinaio di partecipanti. Per curiosità era proprio vicino al nostro albergo del 2022 che era anche quello del 2015 quando si andò coi pulmini a Saint Jean d’Ardieres.
Arrivederci Magnifique Beujolais.
https://yaka-events.com/resultats/2022/MIB/
CLASSIFICA MARATONA E ALTRE DISTANZE
ALBUM FOTO FB
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UN BEAUJOLAIS AD ALTA GRADAZIONE, DI FABIO MARRI
https://podisti.net/index.php/in-evidenza/item/9508-un-beaujolais-ad-alta-gradazione.html



C’è anche un sentito e ‘mistico’ articolo del nostro Giovanni Baldini
https://podisti.net/index.php/in-evidenza/item/9513-beaujolais-grazie-a-tutti-compreso-il-curato-d-ars.html
Mi unisco nei ringraziamenti al Presidente
, che ha reso possibile l’evento per noi
Grazie mille, anche per il link.