BEAUJOLAIS TRES JOLIE

AGGIORNATO CON GALLERIA FOTOGRAFICA E VIDEO

La classica gita del Club Supermarathon Italia ha portato anche ne 2023 una cinquantina di soci in Terra di Francia a Villefranche sur Saone pochi km a Nord di Lione.
È stata una edizione da record in tutti i sensi con 28.000 partecipanti,

  • 2 800 corridori sulla maratona
  • 900 corridori sulla maratona della staffetta
  • 7.300 corridori sulla mezza maratona
  • 7 200 corridori sui 13 km del Rodano
  • 3 500 escursionisti su Rando POUR ELLES
  • 1 600 corridori sulla Family Marathon (+ 2400 e più su gare per bambini etc nei comuni attraversati dalla maratona)
    Una partecipazione femminile ancora in aumento quest’anno, stabilendosi nel 2023 al 47% (rispetto al 45% del 2022).
    Anche il numero di partecipanti stranieri è in aumento, salendo al 6% quest’anno, con 75 paesi rappresentati e grandi delegazioni britanniche, belghe, tedesche e italiane, tra gli altri.

Folto il numero dei  runners anche alle due serate conviviali, la prima il venerdì 17 con 800 partecipanti, la seconda sabato 18 con oltre duemila partecipanti. Sicuramente il pasta party più grande del mondo.
Riuscita anche la scenografica presenza dei nostri soci seduti su un lungo tavolone al centro della sala con una camicia bianca donata loro per l’occasione a lato di un altro tavolone dei “Centenari” francesi anche loro con la camicia bianca e i loro loghi. I due tavoli erano una isola bianca enorme di Supermaratoneti Italiani e Francesi in mezzo alle duemila persone coloratissime. I gigli di Francia tornavano alla memoria….

Tutti questi eventi hanno trovato i loro vincitori in un’atmosfera mascherata, tanto festosa quanto sportiva. Incredibile come una cittadina di 36.671 abitanti possa contenere 28.000 runner!  Una logistica accuratissima e molto complicata permette ogni anno lo svolgimento di tutto questo. Per chi fa l’organizzatore o solo se ne intende un po’ c’è da rimanere esterrefatti.

Delle Dieci Maratone “conviviali” che ci sono in Francia è la più partecipata ed amata.

Anche il nostro grande stand all’ Expo ha ricevuto migliaia di visite e sono stati raccolti 750 contatti di Runners interessati agli eventi del Club Super Marathon Italia. Un grazie a Jean Michel e Corinne Colombero nostri soci francesi che hanno animato lo stand.

Molti i festeggiati durante la serata finale. Barbara Cosma che ha raggiunto le 150 e proprio Jean Michel Colombero le 100.

Tra i tanti personaggi quello sempre memorabile è il sosia di Gesù che correre portando la croce con le spine in testa. Jesus, alias Gilbert Dantzer, figura emblematica della corsa francese di 69 anni con più di 300 maratone.
Un ringraziamento al nostro Arrotino nazionale che anche ad 80 anni ha ravvivato le serate sia degli Italiani che dei Francesi e fatto più di duemila foto.
E uno speciale ringraziamento a Anna Cordero che ha curato la complicata logistica e alla nostra Carla Gavazzeni la decana del Beaujolais che col marito Vittorio ha fatto da tramite con l’organizzazione fino all’ultimo.
Dal punto di vista personale sono per la 12esima volta  Batman al Beaujolais. Ormai non corro più e ho seguito ed aiutato un folto numero di soci. Dopo un trasferimento in bus di 40 minuti si arriva alla palestra dei folli, qui tutti rimangono esterrefatti. Siamo a Fleurie dove parte la Maratona. Mi ricordo che quando venni qui la prima volta nel 2011 rimasi scioccato da quanti pazzi ci fossero lì dentro a vestirsi. Mi sentivo fuori posto con la mia magliettina anonima, infatti dall’anno dopo venni sempre con il fidato Batman che ancora oggi non aspetta altro di farsi ‘sto giretto per togliersi la muffa di dosso, anche se è molto sbiadito e strappato, ma ci sono affezionato a quel costume. Mi ricordo che nei primi anni c’erano dei costumi pazzeschi e tutto uno staff per montarli, un po’ come il Lucca Comics per chi ci è stato. C’erano anche navi, automobili, castelli e pupazzoni che i maratoneti si portavano appresso per tutti i 42 km. Tre anni fa un po’ pesanti partirono anche  due centenari amici di Pascal Comte: i nostri eroi corsero indossando due aeroplani del peso di una ventina di chili l’uno e dal difficile montaggio con delle bretelle che li facilitavano al trasporto. Purtroppo penso che uno dei due abbia fatto male i conti con la prostata e il freddo. Per far pipì ogni cinque chilometri doveva togliersi e rimettersi tutto, rifacendo il check-in per risalire dall’aereo. Quest’anno il vestito forse più ingombrante era quello di Obelix. Tra i soci belli i costumi dei coniugi Nicassio e Leopardi Barra vesti ti da hippie e Adriana Zappalà da Pocahontas, Faleo da Capo Pellirossa e Gemma da Braccio di Ferro.

I Duemila  festanti maratoneti  si dirigono tra le vigne di Fleurie alla partenza dove il presidente Alain Bouhy dà il via tra inni di gioia e bande, quest’anno giro d’onore del paese prima di partire.
Una cosa particolare è che fanno accucciare tutti in partenza e poi ci alza Eva facendo una spettacolare Ola.

I primi 4 km son tutti in discesa e bisogna arrampicarsi sui muri per non farsi travolgere.
KM 5. Dopo le vigne di Lanciè si arriva al Castello di Corcelles. Qui negli anni passati c’erano i figuranti della caccia alla volpe e suonavano i corni al nostro passaggio. Com ex Batman vengo riconosciuto dalle scope con cui ho condiviso tanti anni di carriera ed amicizia comincia come Derniere (ultimo) in cui mi dicevano di allungare invece di bere.   
Km9 Dotato di pass press vip montiamo con sergio arrotino una postazione con striscione proprio nel giardino del castello più bello quello di Pizay. Il giardino è famoso per i bossi straziati dall’arte topiaria di qualche sadico giardiniere, son fatti a cubetti come i pensieri di certe notti insonni. È emozionante vedere sfilare le flotte di Runners arrivare raggianti raggiungendo il famoso climax del maratoneta nell’attraversare tutto il parco in una sequenza di sorrisi che fissano la loro immensa gioia.
E qui arriva il bello…. Si scende una stretta ripida scala nelle segrete del castello trasformate in una lunga cantina per il ristoro più famoso della Maratona del Beaujolais. L’odore aspro del vino novello rovesciato sui tavoli e l’alto tasso di umidità fanno si che a all’ex Batman si appannino di rosso gli occhiali e la macchina fotografica. Dura solo 2 o 3 minuti, ma quel passaggio lì sotto, è tutto magico come scendere nell’anima rossa della maratona e esserne sputati fuori tra ebbrezza, endorfine e tannino. All’uscita l’arrotino scacciato dalla Cantina in malo modo si consola facendo foto al cancello di uscita del castello che è un Relais di lusso. il Château de Pizay è famoso per il Blanc de Blanc e il Nouveau. Usciamo con un bel pezzo di formaggio e una banda che suona un walzerino, qui si ferma anche Gesù alias Gilbert Dantzer, figura emblematica della corsa francese di 69anni, con la croce a spalla. Il messia è tornato.
Un po’ di storia: fin dal Medioevo questi vini di Château de Pizay affascinarono gli amanti più esigenti del Beaujolais. Nel 1030, per la prima volta, il nome di Pizay apparve nelle carte dell’Abbazia di Cluny. Nel 1070, vi sono notizie di fortificazioni erette dai signori di Pizay. Nel XIV secolo, vi costruirono una torre e 100 stanze con l’aggiunta di un giardino. Nel castello vi è un albergo a 4 stelle con 64 camere, un ristorante da gourmet, posto ideale per scoprire il fascino dei piaceri del Beaujolais, anche per chi le gambe le usa solo per metterle sotto il tavolo. La proprietà si estende per 100 ettari intorno al castello, ove vi sono piantate 50 tipi di viti.

Km 14, Chateau de la Terrière. E’ stato costruito in Cercié, nel cuore del centro storico Beaujolais, nel 13° secolo. Di fronte al Mont Brouilly, il castello e le sue vigne si sviluppa verso sud su una collina di porfido, al contrario di altre Brouillys che si trovano su terreni più sabbiosi. Questo è ciò che dà a questo vino un carattere unico. Dal 2003, Henry Plasse, il viticoltore e il suo enologo, Fréderic Maignet, sono riusciti a ottimizzare i vini attraverso un rigoroso controllo delle rese, un vecchio lavoro stile dei suoli e di un grande rinnovamento della cantina. Lo abbiamo assaggiato, non male… Bella l’uscita tra centinaia di bandiere che son qui da anni.
Km 17. Dopo due colline, si arriva al Castello di Ravatys, ai piedi della famosa collina di Brouilly, acquistato da un ingegnere originario della Lorena, Auguste Solet, alla metà del XIX secolo, che aveva fatto fortuna in Algeria, dove aveva costruito i viadotti della linea ferroviaria Algeri-Costantine. Le sue mura divennero un ospedale militare, durante la guerra del 1914-1918, che ha ospitato 400 feriti. Il Castello di Ravatys venne donato all’Istituto Pasteur di Parigi nel 1937, con i suoi 30 ettari di vigneto. Nel 1990, il castello e l’Orangerie sono stati completamente ristrutturati per accogliere il pubblico: seminari nelle sale e nelle cantine; cene di gala, matrimoni, conferenze, mostre e concerti nell’orangerie; balli nel parco. Tutti i profitti derivanti dalla vendita dei vini e delle attività del castello vengono donati all’Istituto Pasteur per sostenere la ricerca. Qui da sempre mi aspetta Vittorio il marito di Carla Gavazzeni che quest’Anno è con Lucia, sempre presente il suonatore di violino e di una vecchia gironda.
Km 21, Siamo alla mezza cancello 3:30. Chateau de la Brassee. Il Castello è stato costruito nel 1830 con le pietre della cava appena dietro le mura. Nel 1987 la signora Romany con il marito acquista il Castello ai piedi del Monte Brouilly. Sulla proprietà sono stati piantati 7 ettari di vigneto. Nel 2007 Thierry Chalon bisnipote della signora ROMANY, di ritorno dalle Indie Occidentali dove aveva vissuto, riprende la magica cultura del vino . Nel 2009 inizia a commercializzare alcuni bottiglie di vino proprio. Ottimo il loro Brouilly del 2009.

Km 22.5, aAltra postazione fotografica con tanto di striscione con l’arrotino che immortala la spettacolare uscita nel parco del castello di Sermezy. Il corpo principale del castello è stato costruito nel 1776. Seguì l’aggiunta di due padiglioni con archi e un giardino. Ristrutturato nel 1927-1929 per l’installazione di impianti moderni dall’architetto Augustin Chaumel che rifà anche l’interno combinando diversi stili (Luigi 15, Cibo, Art Deco, neo-gotico). Il parco inglese si trasformò allora in un giardino alla francese. Il castello è un esempio di architettura delle case di artigianato locale. Si insedia, dal 1979, la Casa Famiglia Rurale Beaujolais utilizzando il parco di 16 ettari, per fornire a tutti gli allievi un ambiente piacevole dotato tutti i comfort necessari per un soggiorno di qualità. Bellissimi i disegni lasciati nel parco dai bambini come piccoli messaggi a noi che correvamo. Bellissima la scala interna.  Unico ed indimenticabile il passaggio in mezzo alle paludi in fondo al parco.

Km. 35 Castello di Talancè. Si pensava si essere arrivati e invece da un paio di anni ti fanno passare sopra una collina in un fitto bosco dove un dritto viale sbuca nel castello piccolo picco quello usato per le cerimonie mentre quello grande è appena più sotto ed è un azienda vinicola in cui si passa qui c’è il cancello orario delle 15.30. I due castelli sono imponenti anche perché in cima a questa verde collina. Nel 1580, la famiglia Talancè acquistò questa bellissima tenuta e il suo vigneto all’interno di questa magnifica cornice chiamata delle “Pietre d’oro”. Château Talancè, costruito nel 16 ° secolo, ristrutturato nel 19 °, e la sua cappella del 17 ° secolo, si trovano nel cuore di un parco di cinque ettari, lontano da tutti gli occhi. Il Domaine de Talancè rappresenta una superficie totale di 50 ettari oltre ai vini è famoso per gli eventi e le cerimonie.

Km 38, Denice. Qui ci si riunisce con gli ultimi della mezza maratona, e i numerosissimi della 13 km. Risultato: gran allegra compagnia che attraverso altre decine di “Raviteillment” e assaggi ci portano, dopo una lunga discesa. Il finale è una coloratissima  passerella troppo stretta per tutti quei fenomenali runner vocianti che sono anche pericolosi se non si sta bene in parte.  
Km 40 si passa attraverso i 12 villaggi virtuali del Beaujolais, praticamente ogni villaggio che abbiamo attraversato allestisce un Gazebo e offre il proprio vino ai partecipanti, più altri gazebo di città vicine. La confusione è totale. Son tutti fermi a bere non si riesce a passare. Tra questi mi fermo tutti gli anni dagli amici del Charoilas, che conosco perché ho corso per due volte la loro maratona stabilendo il mio PB forse grazie all’ottima carne. Qui c’è la culla dei bovini di razza Charolles in Francia. Per le sue doti di rusticità, per la tendenza a produrre ottima carne e per la sua facile acclimatazione, è allevata in tantissimi altri paesi, e soprattutto è utilizzata come razza incrociante. In passato era razza a duplice attitudine (lavoro e carne), ma con il passare del tempo è stata selezionata essenzialmente per la produzione di carne. La definiscono Razza precoce, prolifica e con un armonico sviluppo delle varie regioni del corpo. E’ la prima razza da carne in Francia. Nel 1987 viene fondata in Italia l’Associazione Nazionale Allevatori Charolaise ,  allevatori che sponsorizzano la Maratona di Charoilas. Qui ogni anno  affondo a piene mani nei loro filetti alla griglia morbidissimi che preparano a quadretti su piatti che spariscono subito. Piero Ancora assente ne ho fatta incetta.
Km 42.195, Villefranche sur Saone. Non si passa attraverso la scuola militare e il mercato coperto. Novità da quattro anni l’arrivo in pieno centro, davanti al municipio di Villefranche. Quest’anno hanno tolto anche le transenne ed è un bagno di folla. Si arriva insieme alle due gare e bisogna stare attenti a non farsi travolgere. Aspetta tutti una bottiglia nouveau e la medaglia è cambiata non più a forma a forma di Tastevin, lo scodellino d’argento dei Somellier, ma in anonima medaglia in metallo.

Dopo aver preso navette e due volte il bus il gruppo dei Supermaratoneti italiani è poi riuscito questa volta ad entrare compatto,  grazie all’esperienza maturata negli anni e il sottoscritto alla famosa festa: “ LA NUIT DE LA MARATHON” con più di 2000 partecipanti quest’anno il capannone è stato ulteriormente allargato occupando la parte riservata all’Expo. Emozionante la sfilata di tutti i supermaratoneti italiani e francesi con le bandiere.
Un evento sold out già sei mesi prema Negli anni scorsi spesso non si era riusciti ad entrare tutti,  tanto che nella precedente gita del 2015 avevamo partecipato ad una altra serata ad una tipica festa locale quella dei Sarmontelles. Le sarmontelles sono i tralci della viti che vengono accatastati e poi bruciati in un grande falò la notte in cui viene aperto il nuovo vino, il Beaujolais Noveau. Fu una bella festicciola con solo un centinaio di partecipanti. Per curiosità era proprio vicino al nostro albergo Villeneuve 2023.
 Arrivederci al 2024 Magnifique Beujolais.

CLASSIFICA MARATONA E ALTRE DISTANZE

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1 commento

  1. Magnifique récit, Président !! Quelle belle fête de la course à pied, quelle belle fête de l’amitié de la rigolade et du (bon) vin !!

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