di Franco Scarpa

E finalmente dopo due anni senza questa epica gara causa Covid19 si torna a correre sulle strade del Passatore. La gara a giri dell’autodromo di Imola del 2021 non fa testo. Il Passatore è il percorso e l’auto che precede la gara. Significativo infatti lo striscione incontrato nel centro della località Tre Fiumi che accoglie i podisti con un “Bentornato Passatore”. Corsa unica, affascinante, trepidamente attesa e temuta fin dalla mattina al ritiro pettorali nel parco delle cascine. Poi al momento della partenza da Piazza Duomo a Firenze tutto svanisce e non vedi l’ora di affrontare le prime curve che portano a Fiesole ed ancor più lungo il percorso.
Del Passatore non si finirà mai di scrivere. Ogni anno, ogni partente, ogni arrivato puó raccontare la sua storia, unica, irripetibile anche se lo corre tutti gli anni. Non parlerò dei primi, atleti di grande valore ma qui il popolo delle lunghe, che costituisce il club, trova il terreno ideale. Ed ognuno potrà raccontare la propria personale storia.
Naturalmente ci aspetta il giorno più caldo del maggio più caldo degli ultimi 100 anni ( così han detto gli esperti ma non c’era da dubitare, il Passatore ed il caldo sono alleati fedeli) e questo fa sentire tutta la difficoltà di un “viaggio” , come definito da tutti, che porta da Firenze a Faenza attraverso Fiesole, Borgo San Lorenzo, il Passo della Colla di Casaglia, Marradi, Brisighella, per citare solo le maggiori località, fino a Piazza del Popolo a Faenza. Un viaggio dove ogni km è un passo avanti ma anche un ulteriore peso sul fisico. I primi 2 km si corrono a stento per uscire dal centro di Firenze, attraversando strade strette, ma l’attesa e l’andatura “al passo” ( dimenticando che di andatura “al passo” se ne farà dopo molto di più) saranno il prezzo da pagare per godere alla partenza della splendida cornice di Piazza del Duomo e San Giovanni con il Duomo, il Battistero e il Campanile
Di Giotto. Inevitabile ripensare ad una delle Maratone della
speranza del 2020 fatta in collegamento con Milano e con Calcaterra ed il percorso ridotto fino a Vetta le Croci. E si va avanti. Organizzazione da lì in poi assolutamente alla pari con gli anni scorsi. Ristori fornitissimi con il tradizionale brodo e la
Pasta al passo della Colla. Meno affollamento quest’anno per la soppressione del trasporto sacche ai traguardi intermedi ( solo invio a Faenza) poiché le auto di chi aspettava i podisti si sono distribuite fino a 2 km dopo il passo . Lo spettacolo del panorama ( anche se tanti luoghi li attraversi al buio) e il costante incoraggiamento e sostegno del pubblico (anche alle 2-3 di notte trovi persone, non solo parenti dei podisti, lungo il percorso) e tra podisti stessi è il momento più toccante che ti fa capire quanto non conti la competitività ma l’obiettivo di arrivare fino in fondo. Un viaggio dove l’amicizia ed il sostegno reciproco tra compagni di viaggio è il miglior viatico.
Simpatico il richiamo dei festaioli di un barbecue incontrato lungo la strada “ noi qui a mangiare e voi non avete capito niente (😂😂😂😂).
Purtroppo tanti ritiri ma le condizioni erano davvero difficili per il caldo pomeridiano alla partenza.
Ci sarò ( il piatto delle 10 volte mi aspetta) e ci saremo ancora in tanti perché è la manifestazione che più delle altre ti fa sentire insieme agli altri nello stesso viaggio e teso a raggiungere le stessa meta.
Bentornato Passatore e aspettaci, saremo sempre con te.



bellissime impressioni Franco, ancora complimenti per il tuo 10 anniversario
Sauro