In autostrada, ascolto Radio DEE JAY, canzoni frammiste a intermezzi dialoganti. Commenti alla maratona di Roma, frasi scioccanti, sguaiate, saccenti di due dicitori, ironia sui partecipanti: giovani in pantaloncini simili a mutande, anziani rischianti l’infarto, Roma spaccata in due, disagio, improperi sulla impossibilità di traffico, città blindata.
Paragone irriverente, sarcastico al confronto tra Roma e la maratona di New York. Altro mondo la Grande Mela (sic) con gli automobilisti ed altro, a circolazione sotterranea, estranea al “groviglio infernale” dei podisti. Commento di aulica saggezza, dei due “energumeni” elogianti quella folla oceanica plaudente, udite, udite, non per entusiasmo, ma per il ritorno economico che apportano podisti e accompagnatori nella trasferta a quella maratona.
In uno, alla rabbia nell’ascolto di tanto ed agli improperi rivolti, ho pensato: fatti miei, mia libera scelta, il vivere oltre cinque ore a mò di “sponge bob” la maratona. Non accettabile subire il dileggio, commiserazione di personaggi da bieco avanspettacolo, pur se dicitori di emittente a dimensione nazionale. Personaggi, che sopravvivono, tra l’altro, con i soldi dei contribuenti, perché, sulla carta, facenti informazione, cultura.
Mai come oggi, ognuno è libero di scegliere come vivere e morire. Quale diritto, arbitrio autorizza costoro a gratuita stupida ironia rivolta a 72enni, miei pari, che scelgono di correre per 42 km? Se non lo hanno mai fatto, sarebbe meglio che disquisissero di 72enni bavosi, giranti nel mondo a praticare pedofilia e turismo sessuale verso innocenti, indifesi fanciulli.
Questo, all’ istante, ho pensato nell’ascoltare Radio DEE JAY in autostrada.
Pompei
Versante Porta Marina, parcheggio macchina custodito, un vegliardo che mi porge volume esplicativo del posto. Nel riferirgli la mia prima visita agli scavi, risalente al 1967, sua risposta “altri tempi”. Puntualizzazione mai tanto sintetica pur efficace. Beata saggezza dei vecchi, povera insignificanza di opinionisti da strapazzo di Radio DEE JAY! Pompei, incerottata, avviluppata da tubi innocenti in tutta la zona archeologica; continui divieti di accesso in numerosi dimore, belle quanto la Casa dei Vetti, la Villa dei Casti Amanti. Utensili, reperti in genere, calchi, catalogati in unico sito lungo il tracciato che porta alla Villa dei Misteri. Il visitatore è consapevole di un eventuale potenziale pericolo, per insicurezza di stabilità del posto, durante la visita.
Non paradosso, modo di dire, non senso, ma forse necessità, prospettiva futura. Oggi tanto si parla di sopravvenuta debolezza dell’euro rispetto al dollaro. Perché non si pensa ad una gestione degli scavi da parte di potenze economiche pubbliche o private straniere? Dicono i media del nuovo interesse degli americani in Italia per la suddetta quasi parità di cambio. Non avremmo da vergognarci, tanto, già, non poche bellezze nostrane hanno cambiato padrone, proprietà, con la scusante della globalizzazione. Una specie di Joint Venture, salverebbe sicuramente GLI SCAVI, storico, raro esemplare di unica Bellezza. Che dicono Lor Signori, attuali padroni dei destini italici?
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