Anelli di km infiniti attraversando questo campus fantasma vuoto ed inquietante da una parte, mentre dall’altra l’unica traccia di vita veniva dalle luci fioche del carcere che si stagliava davanti a noi nell’oscurità con il suo doloroso silenzio al cospetto del quale una condanna a 24 ore di corsa è ben poca cosa. Una tragica notizia è giunta alla seconda ora di gara che ha scosso i concorrenti, quella del ritrovamento dei corpi di due famosi e amati Runners locali Maurizio Fenaroli e Giordano Donà dispersi da giorni sulle montagne tra il biellese e la Val d’Aosta e caduti in un dirupo. Uno di questi era iscritto e c’era lì in palestra il suo pacco gara da ritirare… sigh.
Ma la corsa continua. Nel silenzio della notte solo le caldaie del campus si sentono sussurrare, il carcere è quasi tutto spento. Ripenso ai tanti amici Biellesi orgogliosi della loro città e della loro tradizione imprenditoriale, sempre in bilico tra la fine della piccola “Manchester” come la chiamavano per la vocazione tessile e la voglia di diventare “Harvard”. Proprio qui dove il km scorre sotto i nostri piedi, scorre il futuro di Biella. Una scommessa di amministrazione pubblica, Fondazione Crb, Unione industriale. Grazie a questo Campus Its Tam, (tessile, abbigliamento e moda), e alla academy del tessile, Biella sta costruendo un sistema articolato per la formazione che, insieme alle aziende che sono punte di diamante del tessile nel mondo, può diventare una vera e propria “Harvard” del settore. È in questo ambito che rientra la candidatura Unesco, per entrare nella rete delle città creative. E forse non è un caso negativo e fortuito l’apertura della prima filatura laniera cinese sul territorio: la Xinao Textiles Europe, controllata del gruppo omonimo quotato a Shanghai. Corri Biella Corri!!
Allego qui sotto un resoconto locale di Gabriele Pinna tratto dall’Eco di Biella
Bi-Ultra 6-24, un successo la due giorni
Una due giorni di sport e aggregazione da ricordare per lo sport biellese, quella della prima Bi-Ultra 6-24 svoltasi tra sabato e domenica a Biella, nell’area dell’Accademia dello Sport.
Sono stati Matteo Grassi, con 221,280 chilometri percorsi e una formidabile Francesca Innocenti, seconda assoluta con 204,630 km coperti in 24 ore, e il biellese Massimo Sinigaglia (che ha dedicato la vittoria a Fenaroli e Donà, ndr) con 76,322 km e Carolina Gatti prima con 61,712 km nella 6 ore, a iscrivere per primi i loro nomi nell’albo d’oro della Bi-Ultra 6-24, evento podistico inserito nell’alveo delle ultramaratone, organizzato da Biella Running e Apd Pietro Micca, che in questo fine settimana ha fortemente caratterizzato l’area adiacente all’Accademia dello Sport di corso Pella, perfetto quartier generale per una manifestazione che ha senz’altro passato l’esame a pieni voti, anche sotto l’aspetto dell’aggregazione attorno alla gara.
Coinvolti nella corsa di resistenza uomini e donne di ogni età, tra i 70 iscritti nella sfida a se stessi lunga un giorno e gli 80 in quella lunga sei ore, svoltasi domenica L’evento ideato da Giuliano Pavan, Paolo Vialardi e Beppe Natale – che dopo aver coordinato una superlativa squadra di volontari reclutata tra le due società organizzatrici – hanno anche partecipato alla gara, era riconosciuto dalla Fidal (categoria bronze) ed era valido come selezione per i campionati del mondo delle ultradistanze in programma in Francia. Provenienti da tutta Italia, i maratoneti, si sono messi alla prova su di un circuito d’asfalto lungo un chilometro, ricavato nei pressi dell’Accademia dello Sport e dentro il campus di Città Studi. Troppo corto per correrci un giorno intero, si dirà, ma la scelta fa riferimento alla necessità di un rigido controllo dei partecipanti, sia sotto il profilo regolamentare (antidoping compreso, ndr) sia sotto quello fisico, con la necessità di un pronto intervento sanitario qualora se ne presenti l’evenienza, senza sottovalutare l’aspetto che per più di 24h il tratto deve essere rigorosamente chiuso al traffico.
Notte fredda e volontari. Che notte. Quella tra sabato e domenica, al netto del cambio d’ora, è stata uno scoglio difficile da superare per tutti (atleti e volontari), poiché dai 25 gradi della partenza, si è passati ai 3° a notte fonda, per poi risalire gradatamente fino all’arrivo. Il servizio ristoro ha funzionato alla grande, mentre chi ha voluto o dovuto riposare ha potuto farlo al caldo all’interno della struttura dell’Accademia, che durante il giorno ha ospitato anche degli incontri formativi aperti al pubblico con specialisti del settore del benessere psicofisico.








