Brescia Art Marathon. Sempre in ricordo di nonno Beppe

Brescia mi ricorda anche l’Hospis Domus Salutis, la casa di cura privata nella quale Giuseppe Togni ha soggiornato per brevi periodi, e il cimitero di Mompiano dove nonno Beppe è sepolto.

Un mese dopo la sua morte, nella memorabile edizione 2014, una trentina di supermaratoneti con la foto spillata sul retro della canotta gli hanno reso omaggio correndo in gruppo all’interno del cimitero fino al loculo di Beppe dove ci aspettavano Sara Jurkic e la cara Sig.ra Giuditta che si è presa cura di Togni durante gli ultimi anni della sua vita. Dopo un breve saluto, via di corsa per continuare la gara (vedere le foto).

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Anche oggi, al termine della maratona, alcuni di noi si sono recati da Beppe per lasciargli la medaglia di Brescia 2017, certi che il nonno apprezzerà.

Il percorso. Si parte da Viale Europa, un’area periferica dotata di un capiente parcheggio gratuito a quattro passi dalla metropolitana. Mancando un tendone adibito a spogliatoi, ci si cambia in maniera precaria seduti per terra o all’interno dell’unico bar aperto preso d’assalto nell’occasione.

Quattro nostri atleti fra i pacemaker: Roberto Boiano 3:45, MariaSole Paroni 4:30, Carmine Lobianco 4:45, Sabrina Tricarico 5:00.

La prima metà del percorso è apprezzabile, si attraversano zone agricole ricche di vegetazione, alberi da frutta in fiore, canali irrigui e belle dimore padronali. A parte Roberto scattato come sempre a razzo, dopo qualche chilometro mi raggiunge MariaSole scortata da Sir Marathon Fausto Dellapiana. Poi arriva Carmine Lobianco, infine passa e va Sabrina Tricarico.

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Dopo essere transitato alla mezza in 2:28, ad un bivio presidiato da un addetto messo lì a fare la bella statuina, invece di andare a destra proseguo dritto. Confortato dal filippino Gary Eden, mio compagno di sventura, mi rendo conto della mancanza di cartelli chilometrici e qualsiasi anima viva cui chiedere informazioni. Torniamo sui nostri passi. La bella statuina di cui sopra si giustifica asserendo di avere fischiato due volte al nostro indirizzo, inutilmente. Per il noto proverbio “non c’è due senza tre” avrebbe anche potuto sforzarsi di fischiare una terza volta!!

Riacciuffata la retta via, poco dopo compare il cartello del 28esimo: l’ultimo chilometro, percorso in 32 minuti 45 secondi! Abbandono quindi qualsivoglia velleità cronometrica, tanto più che il percorso è ormai privo di interesse. Attraversiamo zone industriali e periferiche caratterizzate da traffico in entrambi i sensi di marcia. La corsia a noi riservata è separata dalla carreggiata con qualche transenna oppure precari “birilli” bianchi e rossi in gomma che spesso, sfiorati dai maratoneti e dalle auto, rotolano in mezzo alla strada.

Brescia è un centro industriale e commerciale ricco di monumenti e cospicue opere d’arte. Per evidenziare la caratteristica artistica della città, l’Organizzazione ha inserito la parola “Art” nel nome della Maratona. E infatti, meglio tardi che mai, l’Arte arriva. Finalmente in Centro, dove oggi vige la domenica ecologica senza auto e moto rombanti, posso finalmente ammirare, e fotografare, le bellezze disseminate lungo gli ultimi due chilometri del percorso. Vedere le ultime foto della galleria allegata.

Clicca qui per la classifica

Clicca qui per le foto (di Mario Liccardi)

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