Alle 7.00 arrivo sulla Piazza del Duomo a Bressanone e guardo la cima che dobbiamo raggiungere nel cielo terso del mattino. E’ completamente innevata, con gli atleti intorno che parlano solo tedesco e mi chiedo se siamo venuti a fare uno slalom gigante di coppa del mondo o una maratona? Ma poi mi rassicuro vedendo in mezzo alla folla il mitico “Paganini”, Hartmann Stampfer ,in veste di reporter e chiacchieriamo un po’ dei suoi programmi per il Sud America e qualche altra novità appetibile.
Al ritiro del pettorale mi danno la notizia che sulla cima ci sono 40 cm di neve fresca. Non sono riusciti a pulire il sentiero e quindi il percorso classico viene modificato. Non si fa l’ultimo micidiale strappo dal km. 33,7 (Valcroce m 2050) al Plose (m 2448). Per fare tutti i 42 km ci faranno girare un 7 km in più in valle attorno al fiume Isarco, e poi allungheranno di un paio di km da Valcroce all’arrivo della Cabinovia. Finish Line, quindi, direttamente dove negli anni scorsi arriva il pullman del rientro per prendere la Cabinovia.
La giornata è bella qui nel fondovalle e si sta bene a girare sull’Isarco. Poi si comincia a salire in mezzo al bosco. Intorno a noi le montagne si illuminano all’alba. Mi ritrovo subito solo e mi godo il rumore silenzioso della montagna. A volte qualche staffettista mi riprende e sento il cuore che gli scoppia. Al km 25 si sale sul serio dentro un bosco: in meno di 4 km saliamo di circa 350 m. Non ho visto quest’anno Mauro con cui avevo fatto la conoscenza nel 2011 ed eravamo arrivati ultimi l’anno scorso 2012, un simpatico udinese che fa il ricercatore a Houston(Texas). Gareggiò per la prima volta in maratona alla Brixen 2011 (…ma dico…non ci sono altre corse da scegliere come “battesimo”?). Mi disse che aveva visto la promozione di questa maratona durante un volo tra Venezia e Francoforte e se n’era innamorato….Fantastico! (portava da due anni una canottiera con scritto dietro “Brixen-Texas”).Tra un Brixen e l’altro aveva fatto un Passatore…..Chissà che fine ha fatto?
Abbassando la testa, vedo sull’erba della schiuma e mi domando chi abbia sporcato qui? Ed invece è la prima neve, incredibile, rimango scioccato. Man mano che salgo, aumenta. Intorno al 31° km, si esce dal bosco. Il sole è sparito da tempo e nevischia. Mi riprendo e corro nel fango dei sentierini che gli organizzatori hanno spazzato la mattina. Comincia nevicare. Ad un ristoro, un’anima angelica mi allunga un kway. Ho le mani gelate. Ad ogni spuntone del percorso, come delle marmotte fischianti, i volontari lanciano un po’ di incoraggiamenti in un mix di italiano, tedesco, ladino e inglese! Non bisogna scivolare. Sono, al solito, tra gli ultimi nella neve e il freddo. Dopo Valcroce si comincia scendere un poco. Le mani non le sento più. Ho fatto quasi uno sprint contro nessun avversario solo contro la neve e per me…..
Lassù, gli ultimi anche stavolta ce l’hanno fatta!
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