Brunello Crossing mon amour

Percorso facile nella prima metà, strade bianche fiancheggiate da cipressi, soffici sentieri boschivi e larghi spazi aperti per coloro che non amano i percorsi estremi. Difficile nella seconda, causa discese impervie e sassose, congeniali agli specialisti del trail.

002Anche la visita guidate alle cantina del Brunello prevista alle 11:00 è sold-out, i posti disponibili sono esauriti diversi giorni prima dell’evento. Parto quindi da Bologna sabato pomeriggio e alle 16:00 arrivo a Montalcino. Durante il briefing e la presentazione dei top runners, l’organizzatore ci illustra il percorso variato nella seconda parte: lunghezza 44,400 km e dislivello positivo 1.720 m, circa 300 m più dello scorso anno. Sono stati introdotti due cancelli orari: il primo al km 23,4 che si chiuderà 4 ore dopo la partenza e l’altro al km 32,4 dopo 5 ore e mezzo. Alle 19:30 il pasta party con Rosso di Montalcino, bruschetta all’olio, zuppa di farro, ceci e crostata. Baratto volentieri il cinghiale in umido con una piatto di maccheroni e broccoli. Dopo cena, subito a nanna.

003Domenica mattina è una giornata da non dimenticare. Splende il sole e la temperatura, pochi gradi sopra zero, è ideale. Oltre ai toscani, oggi tutti presenti, tanti i soci del Club Super Marathon Italia giunti da Emilia Romagna e Lazio, ma molti anche gli umbri e lombardi fra cui la mitica Carla Gavazzeni, quest’anno dopo Clivus e Ronda Ghibellina, già alla sua terza gara trail. Non poteva mancare Marina Mocellin, talmente amante del trail running da scegliere spesso anche gare non competitive Fiasp che non danno diritto al punto-maratona.

La prima parte del tracciato non è impegnativa. Nonostante la pioggia dei giorni scorsi, il terreno non è quasi mai fangoso. Fotografo molto, indugiando lo sguardo sul percorso che si snoda attraverso tortuose vie di campagna fra vigneti, oliveti, verdi colline e casali isolati. Mirabile al 16^ km il Castello Banfi, al centro di una tenuta che produce un ottimo Brunello.

004 1I pié veloci Monica Esposito e Luciano Bigi, con i quali condivido i primi km del percorso, dopo una curva spariscono dalla visuale. Raggiungo Alfio Polidori, partito di gran carriera ma spentosi in pochi chilometri causa i bagordi consumati nella notte romagnola. Al 23,4^ km il primo cancello di S. Angelo in Colle, piccolo borgo medievale che sorge sopra una collina. Essendo in anticipo di circa mezzora, me la prendo comoda ed entro nella Pieve di San Michele Arcangelo, un edificio romanico del 1200 con all’interno pregevoli affreschi di scuola senese.

005Il tratto successivo è impegnativo: si sale verso il Ventolaio, poi la ripida discesa sassosa del “Patataio” mette a dura prova il mio precario senso d’equilibrio. Dopo un’altra breve ma ripida salita, ecco finalmente il 2^ cancello posto all’ingresso di Castelnuovo dell’Abate che raggiungo 2 minuti prima della ipotetica chiusura. Un’ora e 54 minuti per ultimare i 9 km fra i due cancelli!

Fiducioso che la parte più difficile del percorso sia ormai superata, avendo a disposizione ancora due ore e mezza per coprire 12 km me la prendo molto comoda un’altra volta. Visito e fotografo la splendida Abbazia di Sant’Antimo, una delle architetture più importanti del romanico toscano, risalente al XII secolo. In splendido travertino, si erge isolata su una radura, circondata da ulivi secolari e un pioppo svettante.

006 Poco dopo ricomincio a correre, si fa per dire, perché inizia una infinita salita che ci porterà al punto più alto del tracciato. Dalla cima si intravede all’orizzonte Montalcino abbarbicata in vetta ad una collina. Capisco che le otto ore sono una chimera e abbandono ogni velleità di rimanere nel tempo limite consentito. Corricchiando solo in discesa e camminando molto, arrivo a Montalcino in otto ore e un quarto, oltre il tempo limite ma classificato.

Nessun premio di categoria perche sono tanti gli M70 già arrivati. Senza meriti particolari se non quello di essere il concorrente più anziano, anzi più “adulto” secondo le gentili ragazze dell’organizzazione, piovono dal cielo alcune bottiglie, fra cui un Brunello di Montalcino del 2011 e una grappa di Brunello. Da conservare gelosamente in cantina e stappare nelle grandi occasioni.

007Che dire ancora di questa bella corsa nelle colline senesi? Logistica perfetta, compreso docce caldissime anche per gli ultimi della classe. Percorso segnalato ottimamente con fettucce azzurre pendenti dai rami senza soluzione di continuità. Ciononostante sono riuscito a sbagliare strada tre volte, ma constatata l’assenza delle bandelle ho subito rimediato. Frecce direzionali e cartelli di pericolo nei punti critici del percorso, ambulanze e molti addetti a vigilare. Ristori ricchi, negli ultimi anche bicchieri di Rosso di Montalcino che ho sorseggiato molto volentieri. Scarpe da trail e cellulare obbligatori, numero di emergenza stampato sul pettorale.

008Confrontando le classifiche degli atleti che hanno partecipato ad entrambe le edizioni, è facile verificare che quest’anno i tempi sono aumentati mediamente di mezzora causa il maggior dislivello positivo. Perché quindi lasciare il tempo limite uguale a quello dello scorso anno? Inoltre, mentre il primo cancello si raggiunge abbastanza agevolmente, non così è per il secondo. Con un percorso che, a detta dell’organizzazione, dovrebbe essere ormai definitivo, l’auspicio è che il prossimo regolamento preveda cancelli e tempi limite più generosi onde permettere anche ai più lenti di arrivare in fondo senza patemi.

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