BRUNELLO CROSSING :NON C’E’ DUE SENZA TRE

In un simile contesto la fatica sembra essere più lieve e solo chi è predisposto al contatto con la natura, come i trail runners verrà pervaso da una sensazione di libertà e benessere, si evade dalla realtà cittadina e ci si immerge nella natura, dimenticando i rumori e la vita frenetica urbana. Tre i percorsi competitivi : 44/23/13 km, rispettivamente con dislivelli di 1.710/949/480 metri positivi. L’esperienza degli organizzatori dell’evento ha determinato il successo dello stesso, perfetto in ogni dettaglio, prediligendo la sicurezza degli atleti tramite la capillare disposizione lungo tutto il tracciato di balisse e cartelli vari:  impossibile sbagliare strada nemmeno per i più distratti , quattro i ristori sul percorso degni di “tre stelle trail“ con grande varietà di dolce , salato e bibite già a partire dal primo, e con menzione speciale per l’ultimo, a soli 4 km dal traguardo, dove un formidabile volontario dell’ “Eroica “ , famosa corsa con biciclette vintage che si svolge su queste colline, che offriva una tazza di ottima zuppa di farro, incurante delle considerazioni di chi tentava di rifiutarla facendo presente che mancavano solo 4 km. Organizzazione di alto livello anche nel pre e post gara, sia al sabato che nel pomeriggio della domenica, con distribuzione pettorali e servizi vari ben segnalati all’interno del borgo di Montalcino; ottimo il pasta party con antipasto , primo e secondo, dolce , vino e acqua a volontà ,all’altezza della miglior tradizione senese il tutto, all’ interno del chiostro cinquecentesco della chiesa di S. Agostino.
Ricco anche il pacco gara persino per gli iscritti alla camminata non competitive di 13 km ( a cui ha preso parte con mia grande gioia, mia moglie) che partiva dal borgo di Torreneri e dopo quattro soste eno/culinarie all’interno di cantine locali , rientrava a Montalcino; comodo anche il servizio di navette per andata o ritorno per i partecipanti.
Numeri importanti, non potrebbe essere altrimenti,  nell’affluenza: 347 / 464 / 238 i classificati nelle tre gare, più circa 500 i partecipanti alle camminate.
Nomi altisonanti nelle posizioni di rilievo della gara regina con Marco de Gasperi , Luca Miori , Ivan Geronazzo  ai primi tre posti: 3h 26’, 3h39’ ,  3h43’ i tempi. Troviamo poi Franco Collè, Oliviero Bosatelli  in 11ma posizione seguito da Alexander Rabensteiner e Peter Kienzl al 14mo posto.
Stephanie Manivoz prima tra le donne con Simona Morbelli al secondo posto ed Elisabetta Lastri terza rispettivamente in 4h13’ /4h25’/4h41’.
Se tutto questo non bastasse per fare un pensiero alla gara, aggiungiamo la non trascurabile opportunità di gustare ottimi piatti annaffiati da vini non comuni,  e abbiamo confezionato un bel fine settimana grazie anche alla calda accoglienza presso l’Albergo Il Giglio.
Il territorio è un connubio di arte e paesaggio, spazio geografico ed ecosistema che, proprio per la sua estrema bellezza ha consentito tramite la via Cassia per millenni le comunicazioni tra Roma ed il nord Italia. La valle è un eccezionale esempio di come il paesaggio naturale sia stato ridisegnato nel Rinascimento e rispecchi gli ideali del “buon governo” (XIV e XV sec.)  in cui l’armonia tra l’uomo e la natura raggiunge livelli sublimi. Le dolci colline ricoperte da una fitta vegetazione di vigneti, oliveti, cipressi, faggeti e castagneti, interrotta da antichi abitati di origine medievale, case rurali e rocche con torri impervie che si disperdono nell’isolata e tranquilla natura dei luoghi: è questo lo scenario che si presenta ai nostri occhi, scenario suggestivo, proprio come ritratto dai maestri della scuola senese.
Si percorrono comode carrabili sterrate fiancheggiate da cipressi sino a giungere tramite un ripido pendio in cima ad un imponente poggio (località Poggio alle Mura) da dove domina la valle il Castello Banfi, il cui primo nucleo fu costruito strategicamente già à prima dell’anno 1000 per poi giungere ai 440 m del piccolo borgo medievale di Sant’ Angelo in Colle, antico possedimento dell’abbazia di Sant’Antimo (che ebbe il suo periodo di massimo splendore tra l’XI e il XII secolo, con ampia giurisdizione su chiese e territori circostanti) posto su uno dei poggi che circondano la valle del torrente Starcia, affluente dell’Orcia. Non mancano gli attraversamenti tra gli onnipresenti filari di vite, e qui il panorama si apre verso il Monte Amiata.
E’ la volta di affrontare delle ripide discese verso valle per poi risalire verso il Ventolaio ove, il percorso del Brunello Crossing di 44 km si ricongiunge con il percorso di 23 km e da qui ci si avvia su di una discesa detta “il Patataio” per attraversare un altro borgo medievale, Castelnuovo dell’Abate. Poche centinaia di metri per esser al cospetto delll’Abbazia di Sant’Antimo, un complesso monastico olivetano in stile romanico. 
Dulcis in fundo quando ormai, si è in vista della turrita Montalcino è d’obbligo , come accennato in precedenza, una sosta al ‘’ristoro’’ del km 40, gestito dal team dell’ “Eroica” ove, è posta in bella mostra una bicicletta d’epoca e l’addetto, acchitato con maglia e pantaloni in lana dei ciclisti di una settantina di anni fa o forse più, ci rifocilla con un bel piatto di minestra di farro innaffiata dall’ottimo olio toscano. L’arrivo è ad ‘’un tiro di schioppo’’, non cedo neanche un minuto e in salita, sull’ultimo tratto di sterrato riprendo a correre affiancando le mura di Montalcino. L’ingresso nel centro storico del paese ha luogo attraversando la sua porta medievale per percorrere poi sempre in salita un tratto lastricato ove inaspettatatamente e con somma gioia incontro ,reduce della camminata, mia moglie Sabrina , che mi ha sostenuto sempre e sopportato con le mie ‘’fobie’’; quest’episodio, il corso finale, il traguardo nella piazza sono le emozioni più belle di questa magnifica gara. La missione è compiuta. Si è trattato ancora una volta di un viaggio interiore; ciò che rimane é come sempre un bagaglio umano di notevole spessore, ci si mette in gioco per testare la propria resistenza fisica, la capacità di sostenere certi ritmi, superare i propri, ascoltare interiormente se stessi, le proprie emozioni e fatiche percependo alla fine valori essenziali, quali il rapporto con gli altri.Nelle stesso tempo sono soddisfatto perché mi sento bene, non ho dolori ma soprattutto, ho avuto modo di ammirare panorami unici che mi danno la forza per ripetere l’impresa il prossimo anno. Altri giorni ancora passeranno per ripensare malinconico e orgoglioso alla gara conclusa e cercare nuove sfide in me stesso, cosciente di essere ancora più forte e consapevole nell’animo. Con la mente perfettamente sgombra di ogni preoccupazione, ritengo di aver trascorso una giornata perfetta, soddisfatto per il mio piccolo risultato.
PAOLO REALI

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