CAGNANO VARANO 6/8 ORE 2022

di Vito Carignani

Loredana Pandelli della prestigiosa Podistica Soletum a scrivere- I primi 5 minuti di corsa ti chiedi chi te lo ha fatto fare, dopo lo capisci benissimo. Risposta – in special modo quando a quasi ottant’anni, ne mancano 475 alle otto ore. Soleto, uno dei nove comuni della Grecia Salentina è quasi, collettivamente, connesso al Terzo Settore del volontariato, D. Lgs 3 luglio 217 n. 117 e D. Lgs 3 agosto 2018 n. 105. Podistica prestigiosa, non solo gare, corsa, tanta solidarietà, umanità, condivisione degli altrui bisogni.

Che fare, se mancano 475 minuti alla fine delle 8 Ore a Cagnano su percorso di 1 km, stupendo, tuttavia intriso di trabocchetti con alta probabilità di andare “per le terre”.

Aprire le quinte del palcoscenico mentale, riannodare i quasi venti anni di conoscenza, contatto con tale meraviglia, semplicemente detto Promontorio del Gargano.

Grazie a Pasquale Giuliani, la composita struttura civica che lo affianca, non ultima la Parrocchia, ho spaziato da Sannicandro, Carpino, Vico, la costiera, su sino ai quasi mille metri di Monte Sant’ Angelo, passaggio della via Francigena per finire ad Alessano di don Tonino Bello, il Capo di Leuca. La Foresta Umbra, i laghi di Varano e Lesina, ancora contrade, il transitar di greggi, mucche che attraversano le strade in pascolo o quasi appollaiate lungo viadotti.

I primi 5 minuti al ricordo di 2.500 metri di sterrato, parte finale di una delle tante. Era mezzogiorno, giovane in bici, continuamente, a fornirmi bottigliette; acqua gettata in testa ad evitare incauti colpi di calore. Un altro anno, l’improvviso volto della Madonna su monumento, simil a Menhir. Figure, tortuosi saliscendi dei 50 km di gara.

Genti garganiche empaticamente assemblate, comunità occupanti tavolini disposti a cerchio antistanti bar, tutt’uno con cani scodinzolanti, in piazza diffusi. L’apparente lento trascorre del tempo, trasporta il forestiero all’essenza partecipata della storia, tradizione, costumi, usanze, in definitiva, etnie del luogo. Musica, canti popolari, vicende, rappresentazioni ancestrali. Il tutto concentrato in CRAY- DOMANI- la prima volta vista nel basso Salento, parco naturale di Torcito, in quel di Cannole. Opera scritta da Teresa De Sio in collaborazione con Giovanni Lindo Ferretti. Ricalca Il Don Chisciotte. A cavallo Lindo Ferretti, Principe. A piedi il servo Teresa De Sio. In giro per le Puglie all’ascolto di quattro colonne della musica popolare pugliese. A Carpino, i Cantori del luogo, Antonio Piccininno e Antonio Maccarone. Ad Apricena di Foggia, il cantore poeta Matteo Salvatore. Di lui, Italo Calvino ebbe a dire- Le parole di Matteo Salvatore noi le dobbiamo ancora inventare- Eugenio Bennato a declamarlo- Grande poeta di povera gente, figlio diverso del sud dell’Italia, la sua canzone è un emigrante che va a cercare fortuna in Germania-

Alla fine del viaggio, nel mentre il Principe ammonisce gli uomini “la luna gira il mondo e Voi dormite”, sempre di Matteo Salvatore; i due viandanti approdano nel Salento a ballar la “Taranta” con Uccio Aloisi di Cutrofiano. Come le donne pizzicate dalla fastidiosa “Arakne” mentre raccoglievano il grano, poi costrette a ballare, dimenarsi per mesi. Esorcizzate da suonatori di violini, tamburrelli. Sino agli ’60 del secolo scorso in pellegrinaggio a piazza San Pietro di Galatina a chiedere la grazia a “Santu Paulu te le tarante”.

Nelle maratone, in cui si tornava da Sannicandro, indimenticabili le luci di Carpino incastonato nella sua naturale rientranza rocciosa. Carpino; Hotel de la Ville, per più anni nella prima settimana agostana, balli, sudate in Piazza del Popolo, tarantelle, quasi minuetti al ritmo della chitarra battente. Andrea Sacco quasi schermendosi al mio saluto “buonasera maestro”. Anni prima in concerto al cinema Santa Lucia di Lecce con Antonio PIccininno, Antonio Maccarone ed i Cantori. Ricordi e il riandar alle passate maratone di Pasquale, ha lenito fatica, stress. Ormai sera al giro di boa, belli i lampioni riflessi in caleidoscopio di luci ai tetti spioventi delle secolari casette. La mia prima risale al 15 maggio 2005, fatta con il compianto, mai dimenticato avv. Mario Nachira di Galatina.

Comprendo in abbraccio virtuale tutti gli amici maratoneti ed ultra conosciuti a Cagnano.

Al di la di ogni preferenza, menziono Michele D’Aprile, Domenico Martino, Franco Draicchio. Quell’anno, purtroppo, erano 50; saliscendi continui, cambio di ritmo, una faticaccia. A proteggerci la Madonna in monumento alla cima di un cucuzzolo, quale Menhir proteso nell’azzurro.

Al superarmi, Michele asserì – quante volte hai tagliato? – Si, la torta- la mia risposta. Come tagliare? Già difficile seguire il percorso col rischio di perdersi tra la Foresta Umbra. All’arrivo, chiarimmo. D’allora, Michel è un fratello più piccolo.

Domenico Martino, solarità espressiva totale. Se hai frulli per la testa, al sentirlo svaniscono d’incanto.

Franco Draicchio: grazie per avermi fatto conoscere Serra De’ Conti, uno spettacolare maniero diffuso. E poi, la sua Signora è nata a Carpino. Basta ciò;

33 atleti classificati alla 10 km. Ottimo Di Lizio Riccardo in 34.49, media 3.28 km;

7 partecipanti alla 21 km. Cittoglie Diego di Bergamo primo in 1.40;

52 in classifica alla 6 ore. Prima donna Savini Lorena km 62. Quarta Zecchino Luisa 52 km percorsi.

Primo uomo Amabrini Fabio 72 km;

Infine,

36 classificati nella 8 ore,

prima donna Bellagamba Elisa di Bergamo 78 km;

primo degli uomini Pasquariello di Benito Bergamo, 83 km;

secondo assoluto il mio amico Stefanelli Franco con 72 km percorsi.

129 presenze hanno ripagato il notevole impegno organizzativo.

Percorsi 43 giri in 7ore e 16 minuti, a passo nei restanti 46 minuti avrei fatto 3 giri e chiudere le 8 ore 1° classificato degli SM 75. Più volte per telefono ho chiesto al Club l’iscrizione alla maratona; mi è stata assicurata. Prima della partenza alle 16 di sabato, riconfermata per l’ennesima volta, sempre dal rappresentante del Club presente.

Convinto di essere iscritto, di partecipare alla maratona, allo scoccare del 43esimo giro mi sono fermato.

Il tour, per l’Italia. delle 6 ed 8 Ore ideato dal Club è un ibrido, un non senso nella specificazione storica delle distanze nel podismo. Non contemplato da Federazioni. Crea disagio a chi organizza le gare. Nel logo dell’amico Pasquale è scritto: traguardi a Km 10, mezza maratona, maratona 50 Km. Vero è che tra maratona 50Km manca la virgola, vero è anche per una virgola Martin perse la cappa.

Non ho inteso dimostrare a 40 anni, immaginiamo adesso a 80.

Mi si dirà: queste sono “quiscuiglie, pinzellacchere “banalità. Non tali, nello spirito dei fondatori del Club: Sergio Tampieri, William Govi, Giuseppe Togni, il mio maestro Cesare Vernole e, modestamente, la mia persona.

Iniziai a fare sport non per battere record, bensì per stare bene in salute in un normale, equilibrato stato psico fisico.

Anche questa maratona è fatta. Se fossi arrivato a mezza notte, forse per l’ultima volta sarei salito su un palco. Mi è dispiaciuto, ci sono stato poche volte.

Agli intenditor, poche parole.

Gargano, crocevia di genti, lingue civiltà, fatica, stenti, sofferenza, il tutto nella naturale gioia di esistere, vivere. La transumanza ha collegato comunità, territori, quasi ad unire di fatto ciò che oggi fatto soltanto nelle intenzioni della Carta Costituzionale. La transumanza a partire da Avezzano, con i Volsci, Sanniti, Ernici della Ciociaria a incontrare i Frentani, Marsi dell’Abruzzo, dopo i Sanniti molisani sino ai Dauni garganici. Approdare alle coste di Rodi, Vieste, Ischitella, infine Marittima, i fertili piani di Manfredonia a svernare.

Certo, attraversare Anversa, Scanno, Cucullo, Sulmona, Villalago e la sua Valle/Gola del Sagittario con l’eremo di San Domenico, oggi primaria meta turistica, doveva costare tanta, ma tanta fatica ai poveri pastori.

Nella morte già certa

Cammineremo con più coraggio,

andremo a lento guado coi cani

nell’onda che rotola minuta.

Così finisce “Settembre”, poesia lirica di Vittorio Sereni.

Bello terminare col “Canto popolare d’Abruzzo”

Tradizionale stornello di Scanno, certo ben noto dai cittadini di Cagnano Varano.

La neve a’ ricoperte li muntagne

La Puglia mi richiama e tu non viene

Domani io me ne parte e voi restate

Per compagnia il tuo cuor mi porto

Quanno so’ arrivato a quelle porte

Leggo il tuo bel mone e mi conforte

Mi porto caramaro, carte e penne

Mi porto il tuo buon cuor e mi conforte.

Un caro saluto.

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