I particolari fanno riflettere. Di buon mattino la domenica, dopo una breve sosta nella parrocchia Santa Maria delle Pietà, incontro via Coriolano e due indicazioni in bella evidenza: “Sentieri dell’Arcangelo- Grotte di San Michele di Monte Sant’ Angelo e di Cagnano Varano”. Coriolano, condottiero dell’Urbe, combatté i Volsci, virulento popolo umbro stanziale in una vasta zona del Lazio. Nel contempo, si oppose ai patrizi romani avverso al loro potere di palazzo. Parimenti l’Arcangelo Michele, difensore degli amici di Dio, è riconosciuto da ebrei, cristiani, dall’ Islam. I 53 km che dividono Cagnano da Monte Sant’ Angelo, riflettono il legame spirituale, etnico delle genti garganiche. Il contesto civico allargato da significanza a luoghi intrisi da un’alta spiritualità, con risveglio di curiosità, conoscenza, stupore nei visitatori. Si tramandano storie oltre il tempo, dense di significato oltremodo mistico. Effetto, sensazioni prodotte dal Crocifisso del lago di Varano e vicina chiesa S.S. Annunziata. Custodito al Suo interno un prezioso reperto ligneo del Crocifisso. Il fascino dell’icona ha sviluppato all’ estremo la fantasia popolare sino a pensare ad un vero ritratto del Salvatore scolpito in tempo molto vicino alla sua morte. Addirittura opera dell’evangelista Luca, protettore dei pittori. Sino all’ apparirgli Gesu’ e dire: “Luchist, addovi me vidist, che tant bel mi facisti? – Luca, quando mai mi hai visto per avermi ritratto così bene? – Un anno, Pasquale ricordi ci donasti 50 km in giro unico. Si saliva, scendeva, saliva tra bovini acquattati a bordo strada, quasi ad ammonirci: poveretti, dove andate? Al culmine di un’ascesa stagliarsi l’imponente iconica figura della Vergine benedicente. Feci conoscenza con Michele D’Aprile. Ebbe a dirmi: “ma quante volte mi hai superato?” Quasi avessi tagliato ad ogni sentiero. A fine gara si instaurò un rapporto più che affettuoso, fraterno. Che brava, buona persona Michele!
Luoghi, ambienti, gente immutata nel tempo, ben distante dalla consueta monotona omologazione, caratterizzante i percorsi turistici di massa dell’oggi. Ecco Carpino. La piazza ricolma, agorà dei trascorsi agostani con pernottamenti all’ Hotel de la Ville a vivere la settimana del festival di musica etnica. Ritrovo la piazza, anche oggi, strapiena, festante. Tanta umanità nei carpinesi assiepati alla base di un palo alto 6 metri, in cima appesi salumi, caciotte, soppressate, salsiccie affumicate ed altro: LA CUCCAGNA. Ripetute ascese a vuoto da parte di spericolati, infestati dal grasso unto sul palo.
Correva l’anno 2005, il mio caro amico super maratoneta Avv. Mario Nachira, al tempo erano misurati i cursori delle lunghe distanze nel Salento. Deteneva il primato il non dimenticato Maestro Cesare Vernole con oltre 100 maratone. Dicevo, Mario Nachira mi parlò di una gara a Cagnano Varano, in pieno Gargano, da Lui corsa l’anno prima e prima edizione, in un caldo asfissiante. Domenica 15 maggio 2005, animati da tanta intrepida buona volontà, ci avviammo da Lecce alle 4 del mattino per raggiungere Cagnano alle 8, in tempo per la partenza. Prima parte Cagnano, Sannicandro Garganico sopportabile. Il resto, immersi in una cappa di calore. Gli ultimi 2,5 km, sterrato da periferia Carpino all’ arrivo, accompagnato da un giovane in bici per il ricambio delle bottigliette, a proseguire con 2 in mano. Al traguardo in 3 ore e 30 minuti; un’avventura restata in memoria.
Al volgere del crepuscolo, ormai decorse le 5 ore, sovrappongo al pettorale la canotta del Gran Sasso 30 luglio 2023 ed il simpatico commentatore Raffaele Luciano ad annunciarlo al mio passaggio. Al successivo, mi fermo, sollevo la canotta, mostro a Raffaele il sottostante pettorale 301, le mie maratone ed ultra ad oggi, raffigurante non me, bensì Pasquale Giuliani sui tornanti di Campo Imperatore. Avuto il microfono, col dovuto tatto, nomino Franco Schiazza, Giovan Battista Malacari, Pasquale Giuliani. Notevole espressione di valore, impegno, correttezza, abnegazione ad organizzare, far vivere, conoscere le genti di Curinga, d’ Abbruzzo, Cagnano, in totale empatica condivisione a tanti partecipanti nel tempo.
Personalmente esaustivamente contento essere, a distanza di venti giorni, giunto ai traguardi di Santo Stefano di Sessanio e Cagnano. 50 km tra incomparabile naturale splendore, bellezza dei monti d’ Abbruzzo e 45 giri nelle Otto Ore a Cagnano tra plauso continuo del pubblico.
Bene ha fatto Massimo Faleo a commemorare Felice Russo, più vivo, bramoso che mai nella passata edizione. Ciao Felice, resto al 2022 quando domandasti a Francesco Capecci il compimento dei miei ottant’ anni per, finalmente, togliermi dalla tua categoria. Felice, i miei sono ottanta. Tu, purtroppo, non sei più con noi.
Conversano Riccardo Ass. Maratoneti Andriesi, 1° della Otto Ore con 82 giri;
Mendoza Maricel Gonda ASD Sabaudia Athletic Club 1° donna con 72 giri;
Menzione particolare ai 5 amici salentini, me compreso, con 45 giri alla veneranda età di oltre ottanta primavere.
Secondo assoluto Candido Antonio ASD Tre Casali 78 giri;
Stefanelli Franco ASD Club Supermarathon Italia 61 giri
Antonucci Rodolfo, mio concittadino, AS Podistica Parabita 54 giri
Palamà Patrizio Club Correre Galatina 49 giri
Alla fine, non ultimo, soltanto uno scarno commento in merito a quanto pubblicato da Pasquale Giuliani.
Caro Pasquale: “Amministratori, Notabili del momento, lasciano il tempo che corre. Il tutto effimero.
Il prossimo anno, Tu sarai sempre indefessamente al timone, coadiuvato dal Rev. Parroco don Matteo Graziano e tutta la Squadra di Volontari, col loro esemplare umano slancio. Io, spero continuare ad esserci, con impressa sul pettorale la tua nuova figura lungo i pendii del Gran Sasso.
E’ mio etico costume al “non ti curar di lor, ma guarda e passa” aggiungervi: “al guarda………….sputa e passa.”.























