





Il Passatore, nelle 22 volte arrivato a Faenza, mi ha insegnato che l’essere solo è una sfida, occasione per guardarti dentro. Riflettere sulla propria esistenza, senz’ altro non è qualcosa di negativo. Ore trascorse, fatica, oscurità, ombre fuggenti nella notte, assopimento, portano a stato mentale quasi oltre i limiti della realtà, conoscenza. Per volontaria reazione a continuare, come da legge del contrappasso, tendi al superamento dei propri limiti. Ti spingi al di là delle soggettive possibilità, quasi entrando in uno stato trascendente l’umano.
Ferdinando Gambelli, al proposito, scrive: “l’uomo che mi spariva avanti e poi mi apparve”. Semplicemente cercavo di mantenere una parvenza naturale il mattino della domenica, dopo 80 km. Esigenze fisiologiche obbligandomi alla sosta o l’acquisto, al ben noto bar – caffè Lamone di FOGLIANO, ameno Borgo di Brisighella, di una “corona” con buccia di limone annessa, a corroborarmi corpo e spirito. Dato che la testa iniziava a girare simil a “Rosa dei Venti”, appresso gettata in contenitore di rifiuti urbani. Non prima di averne chiarito il possesso a componenti della “Misericordia- Firenze”, Fondazione di “assistenza medica” operante dal tempo di Dante Alighieri. Uno del Gruppo a vedermela in mano ed in virtù del mio stato fisico e d’ animo, a dirmi: “con la corona, Lei è un Principe”.
All’ arrivo, dopo 19:41:42, mi viene incontro Giorgio Calcaterra per un istintivo abbraccio ed io a ritrarmi, madido di sudore, polvere.
Ultimi 400 metri, folla faentina plaudente a bordo transenne. Contesto umano in grado di comprendere, raffrontare emozioni, intenzioni, altrui stati mentali. Percepire con chiarezza: sforzo, impegno, sofferenza, tensione emotiva in vista del termine gara, l’ottenimento del risultato.
Quando Claudio Guidotti- settimo piatto per 35 Passatore ultimati- bacia il nipote in prossimità del traguardo, riflette completamente il simbolo del cento chilometrista.
Memoria fissata per sempre nella mente: Signora e giovane figlia decise a portare il mio trolley da Piazza del Popolo al vicino autobus, diretto alla palestra per docce e ricambio indumenti. Oltre la commozione, a salutarle entrambe con un bacio sulla guancia. Trascendente empatica connessione nel condividere, vicendevolmente, il mio stato per il raggiunto obiettivo.
Oltre al piacere, sento l’obbligo di menzionare Vito Piero Ancora, compagno di viaggio da oltre trent’anni. Ha terminato la cinquantesima edizione in 17:23:51. Al 31 dicembre 2002 aveva in carico 110 maratone, divenute oltre 1.800, tra maratone ed ultra, al 31-12-2024. Atleta di levatura mondiale capace di passare dallo stato di stress, in pieno controllo durante la gara, alla situazione di benessere psicofisico evidenziato dal solare sorriso all’ arrivo, riflesso da profondo stato di piacere.
Brillanti salentini Buscicchio Gabriele ed Stefano Eliseo, al traguardo in 09: 42: 36 e 09:43:52. Seguiti da: Re Gabriele, Stefanelli Franco, Re Fernando e dal mio compaesano, amico Canuti Antonio.
Abbiamo concluso la gara ben trentuno della Società Podistica Manoppello Sogeda, tra cui Zaini Antonio in 08:29:47. Personalmente contento dei suggerimenti, consigli ad Agricola Maria Rosaria, che con soddisfazione ha ultimato il suo primo Passatore in 17:21:43.
In arrivo, anche, le care Cosma Barbara e Fina Vanessa Elena, al solito, giunte irradiate dal sincero, solare spontaneo sorriso.
Simonetta Cameruccio, tenace ultra maratoneta della Podistica Loreto, ha commentato il mio 22esimo Passatore: “Puoi dirlo forte, meriti riconoscimenti che vanno oltre quelli podistici, sei un esempio di costanza, resilienza, perseveranza e sacrificio. Le autorità dovrebbero organizzare incontri con la tua testimonianza per spronare i giovani, che a volte si perdono……………..lo sport è insegnamento, lo sport è vita, lo sport è lezione di vita!”
Grazie Simonetta; trascritto non per auto elogio. Dico soltanto: peccato!
In coadiuvo con: andrologo, psicologo, cardiologo specializzato in medicina dello sport, nutrizionista, ortopedico, potrei essere di supporto in conferenze educative rivolte ai giovani. Simile ai fanti, che avanzavano con baionetta sguainata.
Evidentemente non fattibile nell’ attuale contesto civico-sociale.
Il cammino è come la vita. C’è il punto di partenza e l’arrivo. Nel durante, condivisione, aiuto reciproco. Soli comprendiamo, quasi sentiamo una voce interiore, che diventa compagno di viaggio: l’Amore, fattore base dell’esistenza. Tra intoppi, mancanze, smarrimenti, errori, ti porta ad: afferrare, cogliere con la mente il senso di qualcosa.
In tali enfatiche emozioni, ma sempre nel chiaro, limitato approccio con la realtà, faccio a me stesso una promessa: dal 22esimo…………. spero pervenire al 25esimo col quinto piatto!!
Appresso: THE END, come nei film western della mia infanzia.












