


Bene ha scritto il Sindaco di Castrignano Dei Greci, che: sport e solidarietà possono formare un binomio vincente.
Solidarietà si collega direttamente al ruolo del volontariato. Da precisare che il volontariato non rende servizi gratuiti a tutti i cittadini, senza distinzione. Penso alla Podistica Soletum di Loredana Pandelli. A Alberigo De Cecco, che, il sabato prima della Maratona, in Piazza Salotto di Pescara dirige una moltitudine di bambini, quasi fosse Claudio Abbado Al Metropolitan di New York. Dietro le quinte di quel frangente: tanto lavoro, applicazione.
Ho memoria di Cesare Vernole a “prendere per mano” il giovane, inesperto Giammarco Buttazzo, farlo ruotare sulla pista del Campo CONI Santa Rosa- Lecce, sviluppando il test Conconi con un minuscolo cronometro. Ancora Sandra Buscicchio intenta ad avviare bambini e bambine, in calde, assolate mattine d’ estate, sul prato entro la pista di quel Campo.
Abbozzi di memoria consoni alla mia radicale consapevolezza che il podismo amatoriale sviluppa una funzione sociale e comunitaria mirata ad una sana, naturale educazione. All’ uopo, gli Organi Tutori, preposti al rispetto di normativa e regolamenti, è necessario agiscano con dovuto buon senso.
Le maratone domenicali delle Associazioni Sportive Dilettantistiche partecipate da soggetti impegnati nella vita quotidiana in ben altre occupazioni, hanno risvolti ben differenti dai 42,195 km a chiusura delle Olimpiadi.
Superato in 6 ore e 13 il traguardo in Piazza Del Sole, mi viene incontro Lorenzo Gemma (6 ore e 06) a dirmi: “Vito vai a parlare, non ci vogliono classificare”. Fatto riferitomi un istante dopo la gioiosa accoglienza dei presenti nel vedermi arrivare. Ritengo non debba chiedere scusa a chicchessia per quanto detto, in attinenza alla dialettica del momento. Il Giudice FIDAL a dirmi: “Non posso fare diversamente, devo mandare il rapporto a Roma!!”
La prima classifica ha fine con Carofiglio Gaetano 05:59:33. La riguardo il giorno dopo, lunedì. Aggiunti i restanti 11 atleti al traguardo; da Mirabile Mario a Capecci Francesco 06:48:22.
29 settembre 2024, Maratona di Pescara, in classifica dopo il tempo limite: Patruno Nunzia, Carignani Vito, Ammannati Antonello, Ancora Vito Piero, Pavirani Ettore e Rapino Angelo, ultimo 06:31:52.
Maratona di Venezia, 27 ottobre 2024: 2780 arrivati, di cui 55 oltre le 6 ore, ultima Fortunati Silvia, classificata 06:17:43.
Altro riferimento inerente la maratona della Grecia dello scorso anno. Oltre il tempo limite sei atleti in regolare classifica: Simone Francesco, Preite Piero, Fina Vanessa Elena, Gargano Angela, Di Leo Maria Rosaria, Faleo Massimo.
Ripeto, il mio linguaggio duro, sferzante, apparentemente quasi violento dovuto nella circostanza. Nessun pentimento, ravvedimento di sorta. Assolutamente inopportuna la motivazione del giudice di gara “mandare il verbale agli organi FIDAL federali di Roma”.
I vertici del podismo, storicamente in confusione tra FIDAL, UISP, IUTA, continuano nella finzione di non recepire l’essenzialità del settore amatoriale al reperimento delle risorse finanziarie, vitali all’ Atletica Leggera Nazionale.
Negli anni ’90 erano 44 mila amatori ad aver fatto almeno una maratona. Si rapporti l’esponenziale progressione dei dati correnti.
Sul punto, ricordo la posizione di Pietro Mennea nel contesto, al termine del’ attività agonistica. Invito Cristian Bergamo, quale responsabile gare FIDAL/ Salento a far operare “la rettifica della rettifica” con la cancellazione dell’obbrobrioso ATLETI FUORI TEMPO MASSIMO, PERALTRO TRATTEGIATO IN ROSSO, AGLI ATLETI INTRODOTTI FUORI LE 6 ORE.
Ancora Vito Piero, Gemma Lorenzo, Capecci Francesco, Gambelli Ferdinando, Faleo Massimo: degni di lustro, riconoscimento nazionale e mondiale, per aver fatto e continuato a fare la storia del podismo amatoriale.
PER QUANTO MI RIGUARDA, SE NON LO SI FA: ESIGO ESSERE DEPENNATO DALLA CLASSIFICA. ATLETI FUORI TEMPO MASSIMO RICORDA TANTO ALTRETTANTE NEFASTE STORICHE NOMENCLATURE DI PROSCRIZIONE.
Termino questo scritto, che tanto avrei gradito di altro contenuto, con note di gioia, contentezza.
Il richiamo a squarciagola della sig.ra Marina, in mountain bike, a scandire il mio nome nel mezzo di tortuosi, stupendi muri a secco. Avevo smarrito la via maestra, senza il Suo intervento avrei continuato andando a funghi- 28esimo km-
La visione bucolica di moltitudine, variegata promiscuità ovina ed il lento, quasi sinfonico andar per prato a brucar l’erba riflessa dai raggi dell’autunnale sole.







