C’era Alberigo Di Cecco, vincitore della Maratona di Roma nel 2005 (2:08:02), attualmente uno dei migliori interpreti al mondo della 100 km.
Completava il trio dei grandi, il forte Matteo Pio Notarangelo.
Per una manifestazione di alto livello, una madrina d’eccezione, Veronica Inglese, campionessa italiana della 10 km su strada 2013, medaglia di bronzo ai Campionati Italiani Assoluti di Mezza Maratona, domenica scorsa, alla Giulietta&Romeo Half Marathon di Verona. La 23enne barlettana, all’esordio nella distanza e giunta alle spalle di Valeria Straneo e Anna Incerti, ha stupito Massimo Magnani, che certamente la convocherà per i mondiali danesi. Armonica e leggera nel fisico, determinata e intelligente tatticamente, si esprimerà al meglio nella maratona. Per adesso, è bene che si dedichi alle gare più brevi per crearsi una velocità di base.
Lo sport amatoriale era egregiamente rappresentato dalla Supermaratoneta Angela Gargano della Barletta Sportiva che, con le sue 607 maratone/ultramaratone, cappeggia incontrastata la classifica nazionale. Il sito web giapponese World Megamarathon Ranking + 300 la colloca in terza posizione a livello europeo e in sesta posizione a livello mondiale. E’ inserita nel Guinness World Records per aver portato a termine 100 maratone nell’anno 2002.
D’eccezione anche la pista dello stadio comunale, che ha visto la partenza e l’arrivo degli oltre 1500 concorrenti. Nel 1980, Pietro Mennea, con 19:96, stabilì il record mondiale dei 200 metri piani a livello del mare; quello in altura a Città del Messico del 1979, con 19:72, è tuttora record europeo.
Verso le ore 12:00 di sabato 22 febbraio, mentre mi allenavo sul lungomare, mi sono visto superare da Mimmo Ricatti. Mi ha lanciato un veloce “Ciao”, ed è scomparso all’orizzonte per una galoppata di 15 km.
Domenica, all’alba, si è prima sciroppato un’altra quindicina di chilometri, poi s’è fatto vedere alla partenza della gara.
La marea degli atleti ha invaso la città, percorrendola da nord a sud e da est a ovest, su strade ermeticamente bloccate al traffico automobilistico.
Non ho fatto parte di quell’onda montante. Mi è stato assegnato il ruolo di medico di gara di stanza sulla pista. A mia disposizione, c’erano due autoambulanze attrezzate, mentre altre tre erano dislocate lungo il percorso. Non sono entrate mai in azione, a dimostrazione che nessuno più s’improvvisa corridore.
Da qui, ho seguito l’evoluzione della corsa, sotto qualche goccia di pioggia, un sole che faceva i capricci e con lo speaker, Roberto Paoletti, molto professionale, che intratteneva il pubblico assiepato in tribuna.
Matteo Pio Notarangelo e Mimmo Ricatti hanno fatto subito il vuoto. Alberigo Di Cecco, che ha ormai il passo dell’ultramaratoneta, si è difeso in terza posizione.
Nel finale, il campione barlettano ha deciso di andarsene e, senza troppi problemi, se n’è andato. 1) Domenico Ricatti 1:07:58, 2) Matteo Pio Notarangelo 1:08:16, 3) Alberigo Di Cecco 1:10:01.
Fra le donne: 1) Erica Teresa Delfine 1:30:34, 2) Alessandra De Luca 1:30:46, 3) Mariella Dibenedetto 1:31:21.
Questa prima edizione della Cargraphik Half Marathon, ideata e realizzata in un solo mese, ha raccolto il consenso degli atleti, dei commentatori, del pubblico, degli sponsor e dei politici.
Un tal fatto la dice lunga sulla fame di corsa che c’è da queste parti e del grande serbatoio da cui si può attingere. Ha soltanto bisogno di un direttore d’orchestra che lanci il “là”.
Enzo Cascella ha, ancora una volta, dimostrato indubbie capacità organizzative. Sa creare seguito, è coinvolgente, dispone di ottimi collaboratori, sa trovare gli sponsor e si trova a suo agio nei tortuosi palazzi della politica. Deve curare meglio i dettagli, che fanno grande una gara. Deve trovare il coraggio di negare l’iscrizione a quelli dell’ultimo minuto, per non far trovare gli ultimi classificati senza medaglia. Ma questo capita anche nelle migliori famiglie…Firenze, Torino, ecc.
Clicca qui per le foto (di Michele Rizzitelli)




