CAVOLO CE L’HO FATTA: ANNA&COMPA LACRIME E RIMPIANTI


Così la descrive l’amico Simone nel suo libro “Spostando il limite”: Anna,
semplicemente, incredibilmente, meravigliosamente Anna. Amica preziosa,
unica, fondamentale. Socia, organizzatrice attenta e scrupolosa, capo
assoluto di tutti i miei team di assistenza. Tempra d’acciaio in uno
scricciolo di donna.
In squadra con Anna (per gli amici “Figatz”) ho vissuto due incredibili ed
indimenticabili avventure come Staff alla Ultra Milano Sanremo nel 2018 e
2019. Con lei ne abbiamo ne passate di tutti i colori, morendo di fatica e
sonno ma divertendoci come bambini. Eccovi due nostri “zibaldoni” di ricordi
alla rinfusa:
Anna
2017, 2018 e 2019: UMS gestione Impossible Target: non ci sono parole per
descrivere queste 3 edizioni, una più bella dell’altra!….Risate,
incazzature, aneddoti, freddo, caldo, pioggia, sole, corse, emergenze,
ristori, mare, sabbia, sale, lettini, junk food, imitazioni, musica, dee jay
set, birra, spritz, negroni, litigate, prenotazioni, conti che non tornano,
premi, striscioni volanti, gonfiabili che volano, vento, acquazzoni, voce
che se ne va, monta e smonta l’arrivo, apri e chiudi i ristori, trackers,
markers, pacchi gara, liste check-point, croce rossa, bivi, strade chiuse,
traduzioni in tre lingue, indicazioni al volo, deviazioni, lacrime, gioia,
albe, dirette, microfoni maledetti, improvvisazione, scalette, sonno, crew,
pesce innamorato, fritture di pesce, multe, bombolette, tocco del mare…..e
molto molto altro!!!
Compa
Dalle rotonde quadrate di Pavia all’assistenza al barefoot Ercole “Uè, in
sùl pònt a ghè vùn ca l’ha perdù i scarp; a l’è drè rivà a pè par tèra!”;
alla Croce Rossa di Casteggio “Dovremmo allestire il check point, ci …”
“Scusate ma noi non ne sappiamo proprio nulla …”, “Houston, Houston, abbiamo
un problema” e non faccio in tempo a piazzare le vele all’imbocco della via
che trovo gazebo, tavoli, sedie belle sistemati e Annina in cucina a cuocere
la pasta. Alla notte sul Turchino a sbaraccare i ristori, caricare l’auto di
Sabrina la Fata Turchina, superare la fila degli ultimi, raggiungere il
ristoro successivo, liberare gli addetti, aspettare gli ultimi “Belìn ma al
ristoro di prima ci stava uno che sembrava il tuo gemello spiccicato neh!”;
le frontali come lucciole vaganti nella notte turchina; l’attesa di Lucia e
Paolo del servizio scopa. E sbaracca e vai … E “Compa qua dice: a destra
autostrada 20km, a sinistra 7km, che facciamo?” “Ma vai a sinistra che
facciamo meno stradine!” … Cazzo no! A Genova non c’è più il ponte … che gir
da l’oca che ga tùca fa! Ed arrivi in piena notte a Sanremo ed ingaggi una
lotta furibonda con quelli della movida per cercare un buco di parcheggio e
poi quel cogl…ne della reception “Signorina, l’ho vista nel monitor che ha
fatto proprio un parcheggio di m…” “Senta, ci dia le chiavi e poi veda
d’annaffanculo”! E … bisogna allacciare gli ormeggi del gonfiabile su in
cima ma chi ci arriva fin lassù? … Annaaaaa! E arriva la sera ed aspettiamo
l’ultima staffetta e … urla il vento e soffia la bufera ed i gonfiabili
volano. Chiappalo , chiappalo! Tieni, tira, ormeggia, sgonfia e … vien giù
un’acqua che … di corsa in macchina al riparo e cerchiamo di dormire ma con
un occhio solo che il prossimo arrivo sarà alle due e mezza di notte. E sono
le tre di notte ed al Pesce Innamorato aspettiamo la prima donna, “Ma perché
non entriamo dentro che è un po’ più caldo?” “E’ che la porta è chiusa e la
chiave è rimasta dentro” “Allora, intanto che aspetto vado in bagno” “E’ che
anche al bagno la porta è chiusa e la chiave è rimasta dentro”, noooooo!
E per finire il racconto del Passatore 2016 di Anna; io non c’ero e mi
spiace assai sigh!
Partita con un caldo infernale dall’ affollatissimo centro di Firenze, ma
con tanta adrenalina e un po’ di timore, questa gara rimane forse la gara
che ho vissuto meglio, fisicamente e mentalmente! Sicuramente è stato
complice il clima gioioso, reso allegro e giocondo dal gruppo di amici,
capitanato da Simone, a partire dal giorno precedente e dal viaggio verso
Firenze. Le risate si perdono ancora a contarle.
Quello che mi rimane impresso del Passatore, oltre alla caldazza, ai fiumi
di corridori e ai ristori presi d’assalto, sono stati i paesaggi mozzafiato
appena fuori Firenze, la natura del passo della Colla con la sua rigenerante
frescura, la notte illuminata da tante lucine di corridori, i bar aperti
lungo il percorso e l’accento tosco-emiliano dei locali, nonché la fila
ininterrotta di automobili al seguito dei corridori, il caos di persone
sulla cima, il bar sulla salita perché era fondamentale l’aggiornamento
della finale di Champions League. Piacevole è stata anche la discesa dopo la
salita, tosta la crisi al km 80 insieme alla vescica al piede, ma un tuffo
al cuore mi viene ancora se penso a quando Simone, che mi aveva
sapientemente scortato dall’inizio alla fine, mi fa notare, a pochi km
dall’arrivo, il cartello stradale, tipicamente marrone, di cui ogni città
dispone non appena comincia il territorio di competenza. Mi sono commossa a
leggere la scritta Faenza, ancora più che la rotonda in cui viene
posizionato il Passator Cortese, proprio all’inizio della città. Non credevo
a me stessa, poter dire “cavolo ce l’ho fatta” rimane per me la sensazione
più bella da vivere. E infine l’ultimo chilometro, Simone che mi fa i
complimenti, mi fa spazio per lasciarmi passare per prima, il rumore del
traguardo, la folla, il gonfiabile il tempo che si ferma e gli abbracci
finali.
Alla prossima,
Anna&Compa

COMPA 2

COMPA 3

COMPA 4

COMPA 5

COMPA 6

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