Chiamale se vuoi utopie

Non abbiatene quindi a male se mentre è in corso l’importante Assemblea annuale, noi corriamo con il Club tedesco attorno al lago di Ojendorf, alla periferia di Amburgo. Il nostro augurio che i lavori siano proficui e l’esperienza dei Consiglieri sia motivo valido per la loro riconferma.

Vi pregherei di leggere queste brevi pensieri e suggerimenti che ci vengono soprattutto dal confronto con gli stranieri. Siamo qui non per esterofilia, ma per la carenza cronica di maratone e ultra in Italia specie nei periodi caldi e freddi. Pensate che il mio amico Dave Brady,“Numero Uno” in Irlanda, l’anno ha corso 105 maratone e ultra tutte in Irlanda, un paese di 4,5 milioni di abitanti. Meno di un decimo della popolazione italiana e quindi in proporzione noi avremmo dovuto trovare da noi 1.050 maratone. Invece per fare doppiette e qualche serie siamo dovuti praticamente vivere da esiliati, come stiamo facendo ora in questo clima siberiano.

Qualcuno dirà che siamo due pazzi senza freno e che il Club è un’altra cosa e rappresenta gente normale che si fa una maratona al mese. Certo ne fa una al mese perchè non ce ne sono. A meno di viaggiare come facciamo noi, inoltre in Italia non esiste un movimento che coordini e incrementi il numero di gare, soprattutto in certi momenti dell’anno. Chi più di noi supermaratoneti, che siamo sensibili a questo problema, può risolvere questa carenza di gare?

Abbiamo un sogno, forse un’UTOPIA, che ci serve però per andare avanti. Trasformando a modo nostro una frase di Galeano direi: “Ci avviciniamo un chilometro, e l’utopia si allontana un chilometro. Corro per dieci chilometri e il traguardo si sposta di dieci chilometri più in là. Per quanto io corra, non la raggiungerò mai. A cosa serve l’utopia? Serve proprio a questo: a correre”.

Quindi non essendo presenti in assemblea facendo nostre alcune delle proposte di Pasquale Giuliani, chiedo formalmente di inserire nell’ordine del giorno dell’Assemblea di sabato 7 p.v., anche i seguenti argomenti, perché se ne cominci almeno a parlare e non si perda un altro anno:

1) Proposta di modifica dello Statuto.

a) Consiglio Direttivo

– Convocare le riunioni del Consiglio in seconda convocazione come per le Assemblee di condominio, per evitare la possibilità del mancato numero legale. I Consiglieri decidono a maggioranza dei presenti.

– Aumentare il numero dei Consigli Direttivi anche on line tramite skype. Penso che ogni Consigliere abbia il computer e una connessione. Molto semplice ed economico. Unico modo per unire l’Italia. Mi sembra semplicistico sperare sempre che un friulano e un pugliese si incontrino per caso prima di una maratona a Bologna.

– Fatto almeno questo passo, mettere on line gli ordini del giorno prima del direttivo, portando in Consiglio proposte costruttive dei soci. Avere L’obbiettivo di un Consiglio Direttivo ogni mese. Momento in cui i segretari portano i loro resoconti e i Consiglieri proposte convenzioni etc.

– Rendere pubbliche le assemblee del direttivo tramite streaming tv. Costo sopportabilissimo e si ha una partecipazione diretta. Un Club motociclistico cui appartengo, già 4 anni fa adottava questo metodo si chiamava “Giovedì al Club”. Ogni primo giovedì del mese, tutti i soci che volevano si collegavano per vedere il Consiglio. Il Presidente parlava e faceva relazionare ad uno ad uno i Consiglieri tramite skype o telefono. Alla fine si leggevano i messaggi o mail che i Soci mandavano in diretta, in qualche caso si richiamava il Socio. Tutto era registrato e lasciato on line sul sito

b) Numero di gare per iscriversi. Vogliamo che l’entrata a 50 resti, e si modifichi immediatamente la parte dello Statuto che prevede l’entrata a 100. Aumentare il numero degli affiliati anche con 0 maratone. Facendoli partecipi ai Consigli senza votare, vietandogli di portare maglie, ma solo il gagliardetto con scritto affiliato. Renderli partecipi di sconti per iscrizioni di gruppo, gite e organizzazione di eventi. Ormai è l’indirizzo verso cui tendono tutti i Club mondiali.

c) Proposta di portare le elezioni del Direttivo a frequenza annuale in modo che non si creino oligarchie con poca rappresentanza della base dei Soci

d) Elezioni del Direttivo on-line. E’ antidemocratico e assurdo che qualcuno debba farsi 600 km per votare! Secondo due alternative da analizzare:

– d1) Come già scritto da Mariolino in un commento di qualche giorno fa, creare una pagina nel sito ove entrare con password in maniera anonima e votare. In questo modo il voto rimane segreto.

– d2) Oppure, come già in uso nel 100 Marathon Club irlandese (non so cosa facciano gli altri Club europei), ma anche in alcuni Club sportivi italiani, semplicemente inviare una mail al Presidente senza segretezza alcuna. Chi è eletto ha solo grane. Non ci sarà mai la corsa all’accaparramento delle poltrona.

e) Aumento del numero dei consiglieri: da 7 a 11, ma anche 13 (come propone Pasquale) anche se porta sfortuna. Occorre assolutamente profittare di questa occasione (19 candidati) per far partecipare più maratoneti alla gestione del Club. Occorre anche “avvalersi della collaborazione di altri Soci possibilmente dislocati in fasce diverse dell’Italia (nord centro sud)”. Se non ne approfittiamo ora, quando? Fra tre anni? Una rotazione degli incarichi rende sempre migliore qualsiasi organizzazione. I malumori della base per scarsa rappresentatività vanno ascoltati. Si rischia una spaccatura, e che a breve nascano dei Club geolocalizzati che dividano l’Italia.

2) Proposta di eventuali miglioramenti dell’assetto sociale:

f) Sponsorizzazioni onerose del Club. Il Club deve aiutare i Soci che vogliano organizzare gare come da Regolamento che spera venga approvato in assemblea. Si potrebbe mettere in preventivo l’acquisto di una postazione chip da dare in comodato gratuito ai Soci organizzatori di maratone e formare un paio di Soci o affiliati ad usarla. Dove stiamo correndo oggi in Germania a Ojendorf Amburgo, se la sono comprata e la usano tutte le domeniche per le gare che il Club tedesco organizza o sostiene.

g) Pranzo sociale e Assemblea: al Nord, Centro, Sud a rotazione anno per anno. O perché no farne tre mettendo il famoso salvadanaio a porcellino in mezzo al tavolo. Far ritrovare il più possibile i Soci stabilendo degli orari e fissando con gli organizzatori dei tavoli durante il pasta party. Oppure agire con messaggi sul sito.

h) Aprire un blog (serio) dove si possa discutere più apertamente e fare vita sociale magari collegato a Facebook. Molte notizie anche su di noi le riceviamo passivamente di seconda mano. Per i maratoneti francesi, il blog è la vera anima del Club. Ad esempio fare annunci per chiedere passaggi, organizzare pulmini e trasferte all’estero, prenotare tutti insieme nello stesso ostello o albergo, fare auguri e complimenti, insomma stare insieme.

i) Iscrizioni di gruppo: provare a farle sempre, ma quelle effettivamente convenienti e con le modalità descritte da Pasquale che, mi sembra, risolva tutti i problemi. Oltre a questo, una volta stabilita la cifra, mettere assolutamente un facile sistemino nel sito in modo che il Socio si iscriva tramite noi e paghi con bonifico. Lo fa Christian Hottas per 4 gatti! Mi addolora il buon Luciano Bigi che passa le notti a mettere in fila le mail, telefonate, sms col rischio, come spesso accade, che qualcuno che decide un’ora prima dica che ha mandato un sms. Inoltre la figura del capogruppo va eliminata perché è assurda e costosa. Gli organizzatori distribuiranno a prescindere anche i nostri pettorali. I pettorali gratuiti devono essere dichiarati subito.

l) Abbigliamento e Gadget. Il Club italiano ha poca visibilità. Occorre che si possa in qualche modo vendere per corrispondenza le maglie e i gadget (spero anche un kway), come si fa in tutto il mondo anche se costa un euro in più. E’ assurdo che il Presidente faccia il commesso viaggiatore, o che i Soci si facciano le maglie e gli adesivi da soli!

Grazie, buon lavoro e buone corse a tutti.

Salutoni da Amburgo.

Ancora Vito Piero e Gino Paolo Francesco

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