10^ Ecomaratona del Chianti. 16/10/2016, Castelnuovo Berardenga (SI). 950 m D+. Tempo limite 8 ore. 597 arrivati.
In occasione della 10^ edizione dell’Ecomaratona e dei 300 anni del Consorzio Chianti Classico, quest’anno si parte dal Castello di Brolio, raggiunto con servizio navetta da Castelnuovo Berardenga. Percorso nuovo per i primi 25 km, con passaggi al Castello di Cacchiano, cantine e aziende agricole.
Ad eccezione dell’attraversamento del borgo di San Gusmè famoso anche per la fontana di Luca Cava, la maggior parte del percorso è privo di asfalto.
Si è immersi nelle dolci colline senesi, in un ambiente naturale caratterizzato da suggestivi casali sapientemente ristrutturati, vigneti e uliveti alternati a boschi e altre coltivazioni. Da correre senza patemi d’animo, per via del tempo massimo generoso di 8 ore, a portata di tutte le tasche. È come una passeggiata liberatoria in un ambiente incontaminato.
7^ Ecomaratona del Barbaresco e del Tartufo Bianco d’Alba. 06/11/2016, Alba (CN). 800 m D+. Tempo limite 6 ore 30 minuti. 258 arrivati.
Tre settimane dopo il Chianti, eccomi finalmente per la prima volta al Barbaresco d’Alba, 300 km all’andata e altrettanti al ritorno. Alba è un ricco centro in provincia di Cuneo che deve la sua fortuna a vino e tartufo, frequentato in tutte le stagioni da vacanzieri italiani ma anche stranieri. Ne approfitto per rifornirmi di Barbera, Barolo, Nebbiolo e Dolcetto, insieme al Barbaresco gli ottimi vini rossi delle Langhe che hanno fatto la fortuna di questi luoghi.
Il pomeriggio passa velocemente visitando il centro storico di Alba e gli stand del Mercato mondiale del Tartufo.
Pettorale personalizzato, con il nominativo del partecipante. Ricco pacco gara, con maglia tecnica di alta qualità, bottiglia di Barbaresco, e buono omaggio “Piemonte in Tavola”, un vero e proprio pranzo completo post gara, che sarà servito all’interno del PalaMarathon. Dopo la maratona mi aspetta però un viaggio di oltre 300 km per tornare a casa. Cedo quindi volentieri il buono pasto a mia moglie, che certamente apprezzerà più di me, povero vegetariano, il ricco menu di eccellenze gastronomiche locali a base di carne cruda macinata, tortellini al brasato e arrosti vari, innaffiati da ottimo vino. Dopo il pranzo, nell’ampio locale-ristorante all’interno del PalaMarathon, saranno premiati con bottiglie di vino e tartufi i primi tre di ogni categoria e estratti a sorte ricchi premi e cotillon. Una vera festa.
Il gonfiabile di partenza/arrivo è ubicato dietro il Duomo di Alba. Ci sarà grande battaglia, perchè sono al via Lorenzo Trincheri (a caccia del tris) e gli altri vincitori delle prime sei edizioni. Le loro gigantografie sono esposte sui balconi prospicienti la zona di partenza.

L’esperto speaker li presenta uno per uno fra gli applausi dei presenti. Si gode il suo momento di gloria anche il nostro Graziano Guerrieri, citato per avere tagliato il ragguardevole traguardo di oltre 400 maratone e ultra.

Qualche minuto dopo le 9, la partenza. Il percorso si sviluppa all’interno dei territori del Tartufo Bianco d’Alba e di produzione del Barbaresco, recentemente dichiarati dall’Unesco patrimonio dell’umanità. Si corre attraverso le spettacolari colline delle Langhe e i comuni di Alba, Barbaresco, Neive e Treiso.


Come al Chianti, qui predominano i vigneti, oggi colorati d’autunno. Al posto degli olivi, ci sono coltivazioni intensive di noccioli. A differenza del Chianti, per almeno il 60% il percorso è composto da strade asfaltate. C’è anche un po’ di traffico, per cui occorre rispettare il codice della strada. Suggestivi gli attraversamenti dei comuni di Barbaresco, Neive e Treiso.

A Barbaresco, dopo il giro intorno alla Torre, il ristoro offre anche calici di vino.

Dopo il 18^ km, ecco Neive, uno dei borghi più belli d’Italia. Qui lo stop è obbligatorio. Entro nella neoclassica Chiesa parrocchiale dei SS. Pietro e Paolo e fotografo le pitture ubicate dietro l’altare.
Poi, non sazio di sacralità, una ulteriore capatina nella contigua Chiesa settecentesca dell’Arciconfraternita di San Michele, con all’interno le icone tipiche del rito greco-ortodosso.

Mentre esco dall’Arciconfraternita, passa e va Carlà oggi orfana di Sarkozy, con la quale farò corsa parallela fino alla fine.
Con Carla è impossibile dialogare. Durante la gara, mi concede al massimo qualche battuta. Concentrata nella sua caratteristica andatura da marciatore, Carla non ammette distrazioni.


È tutta tesa a concludere la maratona nel tempo limite consentito (6 ore e 30 minuti), per SuperTapascioni come noi obiettivamente scarsino. Mi stacca in salita, la riprendo facendole maramao in discesa, e mantengo a fatica la posizione in pianura. Scompare dalla mia visuale sulla tremenda ripidissima salita del 38^ km, ma nella successiva lunga discesa la raggiungo nuovamente, staccandola in maniera, sono certo, definitiva.


Ad Alba, a poche decine di metri dal traguardo, mi affianca e si produce in un uno scatto imperioso.
Attenta a te Carlà. Domenica prossima a Ravenna, con o senza Sarkozy, sarà tutta un’altra storia.
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