CIAO, PASSATORE.

di Ghino di Tacca

Ciao Stefano Pelloni, Passator poco cortese. Mai avrei pensato che non t’avrei corso per tre lunghi anni consecutivi. Ora mi trovo lontano dalla Colla e dalle salite, dalla notte costellata di tante calde frontali che ti fan sentire meno solo, su e giù per la Via Faentina, con il canto dei grilli e l’acciottolio dell’Ensa a fare da spartito su cui i piedi tracciano le note di una nuova colonna sonora tutta da comporre, passo dopo passo, fino a Faenza. Ora mi culla il respiro del mare, il caldo del mattino e gli amici in costume che si rilassano sulla spiaggia, immemore io e loro delle fatiche maggioline in terra toscoemiliana.

Ma il cuore batte ancora su per l’Appennino, mentre col pensiero snocciolo le tappe di quel cammino di elevazione e purificazione come i grani di un rosario, Firenze, Fiesole, Borgo, Ronta, Razzuolo, Colla, Casaglia, Marradi, Brisighella, Errano…

Mi immagino in fondo al gruppone in Piazza della Signoria o seduto sui gradini di un portone cinquecentesco in Via de’ Calzaiuoli, o in piedi, a scroccare un po’ d’ombra al riparo del lungo stilo del Campanile di Giotto o coccolato dalla mezzaluna della Cupola del Brunelleschi, quando poi la partenza s’è spostata in Piazza Duomo.

Immagino quanto sta accadendo proprio ora, le facce felici e ansiose, il turbinio di colori, la concitazione dell’attesa, il verde soffice dei prati alle cascine e il blu tagliente del cielo senza nuvole.

Come meglio ti potrebbe salutare Firenze, quali migliori auspici per un’avventura da ricordare e celebrare tutto l’anno, soprattutto per le centinaia di debuttanti alla 100 più famosa d’Italia? Quella 100 che fa sentire un po’ tutti, anche noi del Club, ancora come principianti, ancora giovani, nell’afa fiorentina di un pomeriggio di fine maggio, agognando la vetta, la freschezza della notte, e poi ancora l’alba e i lampioni che si spengono sulle strade e le case si svegliano e tu che ti ritrovi in quella piazza plaudente, con una medaglia al collo e un tocco di Parmigiano in mano.

Guardo i bagnanti, qui l’acqua è già abbastanza calda per tuffarsi, poso il mio cocktail e aspiro l’aria salmastra. Sono andato avanti, faccio altro, non mi manca nulla e non invidio chi dovrà tra poco inerpicarsi su fino alle Tre croci nel bollore di un pomeriggio toscano.

Non mi manca nulla. Qui è tutto perfetto.

Solo non capisco perché queste lacrime di nostalgia mi righino il viso.

Un caro augurio a tutti i Soci del Club che oggi partono per Faenza.

Ghino di Tacca

1 commento

  1. Bellissimo comento, anchio dopo tanti anni sto seguendo la gara sui social😘speriamo in un futuro migliore😘in bocca al lupo a tutti 👏👏👏👏

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