CIAO TANINO

Comunque eravamo pochi ma uniti, una specie di famiglia che si ritrovava nelle maratone la domenica e che condivideva lo spirito del ‘popolo delle lunghe’ fatto di fatica ma anche di filosofia e di spirito di avventura e di curiosità, di amicizia e di divertimento, di sfida e di tranquillità nell’affrontare con amore 42 e 195. Non eravamo noi a fare la maratona ma era la maratona a fare noi.

Gaetano era un maratoneta buono ed un uomo buono, gentile, coraggioso e sempre disponibile ed entusiasta delle esperienze che condivideva con i ‘matti come lui’.

Più volte mi disse che la cosa più bella è stata conoscere persone straordinarie che avevano grande umanità e che costituivano quasi in mondo a parte. Eravamo pochi ma uniti da un comune spirito. Si viaggiava insieme, a volte all’estero in quanto in Italia non c’erano maratone tutte le settimane ed in estate spesso si andava al nord perché più fresco. C’era la maratona, ma c’era anche viaggio, avventura, amicizia e condivisione di esperienze diverse e curiose.

Poi la vita divide ed unisce i sentieri delle persone. Fui trasferito a Torino per lavoro dove rimasi 9 mesi da ottobre 2004 a luglio 2005. Lui abitava a Grugliasco, che è come un paese se pur nella periferia di Torino e come me non conosceva la capitale del Piemonte. Io abitavo nel centro storico di Torino.  Gaetano era già in pensione. Come due forestieri abbiamo cominciato insieme a scoprire Torino, a correre nelle sue vie squadrate e nei suoi parchi grandi e costeggiati dal Po. Abbiamo scoperto lo spirito di questa città costeggiata di alte montagne e con un cuore segreto, tutto da scoprire. Si cominciava a correre, poi si visitavano posti e monumenti, si scoprivano gastronomie e si coltivava la nostra amicizia. In 9 mesi ci siamo visti sempre, più volte la settimana e naturalmente anche la domenica in gara. Spesso ho cenato presso la sua famiglia, e ricordo i suoi fratelli e soprattutto sua madre che era preoccupata perché ci riteneva troppo magri, e ci viziava nei pasti in qualità e quantità.

A seguito di una caduta da un ciliegio nel cortile di casa Gaetano ebbe conseguenze deambulatorie, ma nulla poteva fermare la motivazione di Gaetano, che pur aumentando i tempi non rinunciò a correre la 42.

Poi Gaetano mi ha introdotto ai fanghi di Abano, e per più di dieci anni ci siamo incontrati due settimane all’anno alle Terme, condividendo il calore del fango e delle saune, le corse in collina e le cene ed i pranzi in amicizia. Franca condivideva quasi sempre almeno un week end con noi e spesso con lei si correva la 42 a Reggio Emilia.

Negli ultimi anni, insieme a Caterina ed Adriano, andavamo con Gaetano da Abano a Brescia, da Giuditta, che aveva ospitato Togni nell’ultimo periodo, e con lei ci si recava al cimitero dove depositavamo una medaglia della appena effettuata maratona di Reggio Emilia sulla sua tomba ricordando l’umanità, la forza e la simpatia del Grande Beppe. Poi si andava a bere con Giuditta la cioccolata calda con panna al bar nel parco lì vicino, parlando delle stranezze vissute insieme nelle nostre avventure.

Non si è mai dimenticato di telefonare di tanto in tanto e specie a Natale per salutare,  donare un po’ di calore e rinnovare l’amicizia.

Ci sarebbe molto altro da dire dell’umanità, correttezza, valori di vita e visione del mondo del mio amico Gaetano, chi l’ha conosciuto ed ha avuto l’onore e il piacere della sua amicizia lo sa bene.

Ciao Tanino

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