Clare Burren Marathon Challenge Ballyvaughan (IRL), 24/05/2014. La Contea di Clare e le leggende del Burren.

foto 2Già, la dolce Ballyvauganè, proprio qui dove parte la maratona. E’ un villaggio di pescatori con casette colorate e qualcuna col tetto di paglia nella baia di Galway; ci sono nella pioggia i pescherecci, le barche a vela e i traghetti che cavalcano le onde dell’oceano per isole Aran. Ma tutto è dolce e silenzioso in primavera. Arrivano i primi pochi turisti che si confondono appena coi pescatori; qualche fortunato sale nel borgo dove c’è un grappolo di case che hanno un qualcosa di melanconico sotto la pioggia. Si possono affitare: “Rent an Irish Cottage”, dice il cartello. Di certo, invece di correre, vien voglia di entrare, accendere il camino e portare il caffè alla bella irlandesina che è ancora a letto da sola.

E’ la ventesima maratona che faccio in Irlanda. Uno dei tanti miei sogni è di collezionarle tutte. Attualmente, in calendario sono 54. Poche doppiette e tutte lontane sei sette ore di statali tortuose l’una dall’altra. Per cui ogni maratona un viaggio. Ci vuole un capitale o prendersi un anno sabbatico o maratonico, magari trasferendosi qui, vivendo sotto qualche umido ponte, scrivendo le mie memorie con un computer waterproof. Ho tanti amici runner irlandesi che porto con me in giro per l’Italia e l’Europa tramite mail e FB, e che mi invitano a destra e a manca. Ma io declino dicendo di preferire dormire nei boschi o sotto gli umidi ponti. Il fatto di vivere su un’isola relativamente piccola li rende molto limitati nelle scelte. Ad esempio, quelli di Dublino, al massimo con cinque ore di macchina, arrivano dappertutto, ma per andare in Inghilterra devono fare 4 ore di traghetto, oppure volare. Per cui si sentono in trappola, ma devo dire una trappola d’oro e sono molto restii a sognare esperienze estere come fossero dei frutti proibiti. Se volano preferiscono gli Usa, che per loro sono solo a tre ore e mezza di volo, un ora in più che venire in Italia.

foto 3Ho fatto le 10×10 (dieci maratone in dieci giorni) proprio in questa stessa contea: la contea di Clare. Si correva il pomeriggio alle due e la mattina girovagavo in lungo e in largo per i luoghi magici della contea spesso con Tom l’organizzatore e i suoi figli. Qualsiasi turista, quando atterra a Dublino, una volta visto il Temple Bar, il Trinity College e la Guiness non vede l’ora di prendere la macchina, fare un piccolo Coast to Coast, e venire proprio qui nella contea di Clare, per vedere le Cliff of Moher(le scogliere di Mohair), il Burren (la colline sacre di roccia) e le Isole Aran per le quali specie gli Italiani vanno matti.

Qui dove abbiamo corso noi è la zona del Burren. Molti la scoprono attraverso una delle escursioni a piedi più affascinanti d’Irlanda che si chiama proprio la Burren Way, 43 chilometri immersi in un paesaggio lunare suggestivo attraversando lande solitarie, brughiere e torbiere: questo itinerario parte da Ballyvaughan passando da Rathorney, Formoyle, Ballinacken, Doolin Cliffs of Moher fino a Liscannor. Un’esperienza davvero unica correre qui per ammirare da vicino un paesaggio fra i più affascinanti e particolari d’Irlanda. A dire il vero non l’abbiamo fatto tutto e le scogliere le abbiam viste solo di lontano ma è stato lo stesso fantastico!

foto 4Il Burren è un tavolato calcareo, spoglio di vegetazione, scenario di quasi 160 km², bizzarro e desolato, una regione unica in Europa e nel mondo. La roccia si creò quando la zona era sotto il livello del mare, 350 milioni di anni fa. Poi, 250 milioni di anni fa, il movimento delle zolle sulla crosta terrestre ha causato la frattura del pavimento roccioso, deformandolo nel puzzle che tuttora è visibile. Molte delle rocce sono state col tempo smussate e levigate dalla pioggia, dal vento e dal ghiaccio. Oggi il Burren non offre un terreno adatto all’agricoltura, però la zona era abitata nella preistoria, come testimoniano le centinaia di tombe sotterranee, i numerosi dolmen e i forti circolari in pietra. Uno dei monumenti neolitici più notevoli nel Burren è il magnifico Poulnabrone dolmen: è sicuramente la testimonianza preistorica più famosa del Burren, fra le 70 tombe megalitiche della regione. Risalente al 3800-3200 a.C., quando fu trovato, il dolmen conteneva le ossa di 25 persone, oltre a gioielli e ceramiche. Leggende popolari dicono che i pozzi sacri del Burren possono curare la vista, ma attenti poichè vedrete in fondo ai pozzi e nelle sue grotte dei cavalieri spettrali. Vi è anche un’altra leggenda che dice che dei laghi misteriosi appaiono e scompaiono, portando con loro delle fanciulle che sono state trasformate in cigno.

foto 5Qui durante la maratona ha piovuto e tirato vento tutto il tempo. I colori però erano fantastici specie quando siam scesi sul mare. Il mare verde e i pascoli verdi si fondevano col grigio delle rocce e l’arancione della spiaggia. Per una stranezza del clima, o un capriccio botanico, tra le fenditure del suolo calcareo nascono fiori a profusione e vi si trovano mescolate piante alpine, mediterranee e artiche, e in estate vi fioriscono anche numerose varietà di orchidee (quelle citate della canzone sotto). Inoltre qui vivono animali e farfalle caratteristici dell’intera regione e spesso unici in Irlanda.Questo ecosistema senza uguali è stato creato dalla combinazione di vari fattori, come il rapido assorbimento delle acque nelle fenditure, il clima mite e umido, l’assenza di graminacee e l’estensione contenuta della macchia di arbusti dovuta al pascolo delle capre.

Burren è noto anche per le caverne sotterranee e le grotte, la maggior parte delle quali, tuttavia, è accessibile soltanto a esperti speleologi. Solo le Aillwee Caves, a sud di Ballyvaughan, sono aperte al pubblico. Si tratta di un labirinto sotterraneo di gallerie, di corsi d’acqua che scorrono nel sottosuolo e di grotte con migliaia di stalattiti. Dicono che siano abitate da un Orso Misterioso. Per una strana coincidenza, durante la maratona eravamo assistiti invece che dalle solite ambulanze, da dei fuoristrada con scritto “Cave Rescue”. Letteramente: “Salvataggio in caverna”. Ad ogni passo mi guardavo con circospezione come se dovessi da un momento all’altro cadere in qualche caverna. Ma alla fine son giunto sano e salvo alla dolce Ballyvaughan.

foto 6DOLCE BALLYVAUGHAN

Gocce di pioggia si aggrappano ai rami,
il sole li rende diamanti all’alba.
Gli uccelli cantano una canzone per il mondo intero sa ascoltare
e la natura si è appena svegliata

l’inverno si ritira sconfitto dalla primavera
oh come vorrei aver nessun pensiero.
Vivo nella speranza che tu tornerai attraversando il mare
il Burren, per me e per Clare,

ma mi cullo nel ricordo di quell’estate
mi piacerebbe pensare di essere andata lontano
ma mi sveglio la mattina nel mio letto la mattina da sola
Sono senza di te in una dolce Ballyvaughan

le genziane che stanno in fiore in un oceano di blu
come le orchidee si preparano alla danza
i campi si trasformano tutti in un verde tappeto,
ma ancora tutti i miei pensieri sono con la Francia.

La melodia di un violinista porta una lacrima agli occhi
e i flauti strappano l’anima dal mio petto.
Posso ancora sentire la tua voce sovra l’oceano così chiaro
ma da quando mi hai lasciato la mia anima non ha conosciuto riposo

l’inverno si ritira sconfitto dalla primavera
oh come vorrei aver nessun pensiero.
Vivo nella speranza che tu tornerai attraversando il mare
il Burren, per me e per Clare.

foto 7SWEET BALLYVAUGHAN

Raindrops cling to the branches,
the sun makes them diamonds at dawn.
The birds sing a song for the whole world to hear
and nature she just carries on

the winter’s retreating defeated by spring
oh how I wish I’d no care.
I live in the hope you’ll return cross the sea
to the Burren, to me and to Clare,

but is it the memory of the summer I taste?
you’d think now that would be long gone
as I lie in my bed in the morning alone
I’m without you in sweet Ballyvaughan

the gentians they’re blooming an ocean of blue
as the orchids get ready to dance
the fields they’re all turning themselves into green,
but still all my thoughts are on France.

a fiddler’s air brings a tear to my eyes
as the pipes tear the soul from my breast
I can still hear your voice o’er the ocean so clear
but since you’ve left me my soul has known no rest

the winter’s retreating defeated by spring
oh how I wish i’d no careI
live in the hope you’ll return cross the sea
to the Burren, to me and to Clare.

Clicca qui pe le foto (di Paolo Gino)

 

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Leggi anche