Il bacino è alimentato principalmente dal torrente Limentra orientale ed è
situato interamente in provincia di Bologna. La diga di Suviana venne
costruita dalle Ferrovie dello Stato allo scopo di alimentare con le acque
del lago una centrale idroelettrica, che esiste tuttora a valle della diga,
affinché fornisse energia alla nuova linea ferroviaria Bologna-Firenze,
detta la Direttissima. Il lago, che è compreso nel territorio del Parco
regionale dei laghi Suviana e Brasimone, con un’altitudine che va dai 450 ai
1.280 metri sul livello del mare e su un’area di quasi 4.000 ettari, viene
utilizzato non soltanto per la produzione di energia idroelettrica ma anche
per attività balneari e per sport acquatici; è infatti attrezzato con vari
punti di ristoro e con strutture balneari che lo rendono un luogo di
villeggiatura nella stagione estiva.
Grazie al Maurizio adesso ho colmato la mia lacuna in geografia.
E dal 2009 si corre anche una maratona, sempre ben organizzata da un altro
vulcanico ed ex presidente del Club Super Marathon, Gianfranco Gozzi.
Con il Gozzi ho condiviso diverse battaglie, tutte combattute rigorosamente
… nelle retrovie!
Venuto a conoscenza di questa maratona nel 2016, eccomi pronto al via
insieme al socio Road, Daniel Facchinelli, l’anno successivo a metà giugno.
Un caldo bestia sin dalla partenza alle ore 9.00. Avevo saputo che il
percorso era impegnativo, tra cui una bella ripida salita di poco meno di un
km. e avevo pertanto già capito che sarebbe stata una gara “sudata”.
E infatti…..
Due giri da 21 km: belli, panoramici, ma tosti tosti soprattutto, com’era
prevedibile, il secondo giro. Il gran caldo che ha toccato i 30° nel primo
pomeriggio; 20’ per camminare sotto il sole cocente la famosa salita ripida
lunga 800 metri; la stanchezza e le soste prolungate ai ristori mi hanno
fatto concludere questo ultimo giro in poco meno di un’ora in più rispetto
al giro iniziale. Insomma, una sofferenza terminata in poco meno di 6 ore.
Meno male che devo farla solo col pensiero: le salite a me mi fanno morire …
All’arrivo, nemmeno il tempo di cambiarmi e sedermi 5 minuti, l’amico Daniel
viene a propormi di iscriverci all’AlpeMarathon di Chatillon in Valle
d’Aosta, due settimane dopo, dicendomi che il responsabile della
manifestazione aveva atteso che io arrivassi per finalizzare l’iscrizione.
Distrutto e confuso mi uscirono due parole dalla bocca: “va bene”! Ma a
mente fredda, cominciai un po’ ad odiare Daniel….
Meno male che non fai i corsi di nuoto con lui …
Nel 2018, a fine maggio, avrei dovuto correre il mio primo “Passatore”;
sapendo che avrei dovuto affrontare due salite impegnative, soprattutto
quella per raggiungere il passo della Colla, il week end precedente, anziché
scaricare (come si suol dire) e riposare, avevo pensato bene di ritornare a
correre (o meglio a camminare molto), la maratona di Suviana. Già, perché in
quell’anno la gara venne anticipata di tre settimane, anche per evitare l
gran caldo di giugno, e con un percorso completamente nuovo, ricco di salite
naturalmente. Altrimenti che senso avrebbe andare fin su l’appennino?
L’obiettivo, infatti, era quello di allenarmi in salita (camminandole tutte)
per affrontare al meglio il Passatore e divertirmi come al solito.
Naturalmente, tutti mi diedero del pazzo. Correre una maratona con 1000
metri di D+ la settimana prima del Passatore……… Una volta arrivato sul
posto, scambiando chiacchiere qua e là, venni a sapere che c’erano tanti
amici che avrei rivisto il sabato successivo a Firenze.
Il mondo è pieno di matti ed il Club Super Marathon ne è un fulgido esempio.
La domenica mattina, in una splendida giornata di sole ma con un caldo
sopportabile……Pronti via! Subito una leggera discesa fino a dove comincia la
diga per poi raggiungere ed attraversare il piccolo borgo di Suviana. Da qui
e sino all’arrivo sarà un susseguirsi di salite e discese con veramente
pochi tratti in piano (ma del resto è quello che cercavo e volevo) …
Prevedo che sarà un’altra di quelle gare dove ci sarà da sudare, in tutti i
sensi…
Suda, suda che io intanto mi disseto al ristoro di Maria Grazia.
Da Suviana infatti, attraverso scorci bellissimi sul lago, si sale verso
Badi per poi scendere e risalire di nuovo, oltrepassare il confine con la
Toscana fino a Treppio, una piccola frazione del comune di Sambuca Pistoiese
situata a 700 metri s.l.m. dove, sino a pochi anni addietro, veniva parlato
un dialetto molto particolare simile al “garfagnino”.
Il “garfagnino” lo parlava anche il mio amico Gino Fogacci che, prima di
fare il panettiere, era un “maratoneta del lavoro”; ogni domenica sera
partiva da Ceretoli, scarpe grosse e gambe in spalla attraverso valli e
monti per arrivare il mattino dopo a cavare marmo nelle Apuane; ed il
venerdi sera la maratona era meno faticosa perché il traguardo era rivedere
la famiglia.
I panorami mozzafiato continuano ad accompagnarmi lungo il percorso, anche
perché da qui e per un lungo tratto si percorrerà tutto il Monte di Badi
(oltre 800 m. di altitudine), sempre in altura, costeggiando boschi di
castagni ultrasecolari. In prossimità di un belvedere mi concedo una breve
sosta, oltre che per riprendere fiato, soprattutto per ammirare il panorama
davvero incredibile sull’ampia valle che accoglie il lago di Suviana.
L’arrivo è quasi ormai prossimo. Dopo breve inizia infatti la discesa verso
Castel di Casio; dopo di che gli ultimi 5 km. tra tratti pianeggianti e
discese prima di arrivare al traguardo finale quasi a bordo lago.
Meno male che le 11 Maratone della Speranza sono finite; non ho mai “sudato”
così tanto neppure quando correvo.
I Co-Co-Road Colombo&Compa (Maurizio&Ettore)



