Freddo gelido in zona d’ombra, tenue tepore lungo la costiera per sole ormai alto. Improvviso ripido declivio, all’orizzonte l’incomparabile azzurro del mare, acque frangenti a ripida costa a strapiombo, “terrazze” di minuti lembi, coltivati, zolle di naturale stallatico a concime, contenitori, quasi sospesi, necessari all’irrigazione in estate. Pregiata uva coperta da tendoni, verdi alberi d’agrumi, pendenti limoni giallo oro, cespugli di ginestre di leopardiana memoria.
Incrocio Alberigo Di Cecco, forza, dai Alberigo, urlo; alè, alè, il suo ritorno vocale alla mia lenta andatura. Per me 14, Lui al 27esimo km. Profondità di campo, visibile il “muro urbano” di Positano, incastonato in spuntoni di roccia. A destra, mare, ville, quasi fatati manieri, alberghi pendenti con mini piscine simili a nidi d’usignoli. Lato sinistro del percorso, lo sguardo “si arrampica” su verticali muri, finenti in pinnacoli. Siamo in feudo di Vico Equense. Lungo l’ellittica serpentina di Positano, ancora 5 km alla mezza. Un succedersi di chioschi, multicolori negozietti, corde intrecciate di aranci, di limoni di “pane”, dalla gustosa, spessa buccia, tutto patrimonio dell’umanità. Terra, paesaggio, orografia ancora non deturpati dagli stravolgimenti provocati dall’incuria umana.
Sin qui, bozza articolata il 18 dicembre, in tarda serata, giorno della maratona. Stesura a caldo per non perdere il nesso delle sensazioni provate in giornata. Riprendo lo scritto oggi, 23 dicembre, sperando di finirlo. Dopo un ora ed un quarto di allenamento, un piatto di lenticchie, parmigiano, mela cotogna, melograno, dalle mie parti “sita”. Il tutto innaffiato dal buon vino delle terre salentine.
Eravamo a cinque km dalla mezza, raggiunta in piena via di ritorno verso Sorrento. Il nodo scorsoio della costiera sale, sale sino ad oltre il 29esimo km. Tratto di territorio dai luccicanti riflessi di luce, piena confusione, promiscuità tra mare, roccia, bosco, coltivi in fazzoletti di terra, piccoli cumuli di naturale stallatico atto alla concimazione biologica del terreno. Dal 30esimo, carreggiata verso nord con a sinistra alta parete rocciosa occludente l’ormai pallido sole.
Di nuovo gelida temperatura. Lo sky line di Sorrento appare, scompare sino al 40esimo. Avanzo scortato, seguito da una macchina dell’organizzazione con le luci d’emergenza accese. Sembro il primo, sono quasi l’ultimo! Raggiunto, superato da Massimo Faleo con a fianco due atlete, sempre beato tra le donne! La quarta volta ad indicarmi, ad alta voce, leggenda podistica del Salento.
Ti ringrazio, Massimo. Ormai mi sento leggenda per: coerenza di vita, forza di volontà, rispetto, amore del prossimo, onestà intellettuale, lealtà sportiva, propensione al BENE. Non voglio sembrare simile al Fariseo! Ho “inconsciamente” avuto, applicato tali prerogative. Rifarei tutto, anche gli errori sempre fatti a fin di bene. Il Club Super Marathon Italia presente con pochi, ma qualificati soci: Michele Calabrese, il grande Giuseppe Tundo, ormai veterano mio pari, conosciuto in una lontana maratona di Siracusa, il secolo scorso.
Suggestivi i miei ultimi 600/700 metri tra una fila di doppie transenne, incitamento del pubblico, ammirazione nel vedere una persona molto avanti negli anni, terminare una gara tanto impegnativa. Traguardo tagliato in 5 ore e 16 minuti, oltre il limite stabilito delle 5 ore. Ringrazio Antonio Esposito, tutta l’organizzazione per l’impegno profuso.
Gli amici podisti, in specie i più “tosti” non devono mancare in futuro. Resta l’indelebile ricordo del golfo di Napoli, il Vesuvio, le luci di Pompei, Stabia, Ercolano a corolla del vulcano silente. Il tutto, in sequenza di foto alle sei e trenta, nel mentre si affievoliscono le ombre, diradano gli albori del giorno. Spettacolo, meraviglia della natura!
Buon Natale.
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Come testimonianza della bellezza dei luoghi, ecco due video trovati nel sito dell’Organizzazione realizzati da Marco Puzzo e alcune foto suggestive di Lello Orefice. Sarebbe cosa assai apprezzabile che la Coast to Coast riuscisse ad allinearsi alle altre maratone nazionali, alzando il Tempo Limite da 5 a 6 ore. Forse ci troveremo sotto l’albero questo regalo, chissà….. NdR
Video dell’edizione 2015
Video dell’edizione 2014


