Mentre le spiagge di Fano si riempivano di ombrelloni colorati per il primo sole della stagione e le persone “comuni” si godevano il meritato relax sul bagnasciuga, noi abbiamo preferito affrontare il caldo infernale della ColleMar-athon. Per fortuna, un vento leggero e provvidenziale ha deciso di farci compagnia lungo il tracciato, rendendo la fatica decisamente più sopportabile e quasi piacevole per chi aveva ancora tanti chilometri da macinare sotto il sole cocente. L’organizzazione è stata come sempre ottima e curata in ogni dettaglio, garantendo a tutti i partecipanti la consueta accoglienza che rende questa gara un appuntamento fisso nel nostro calendario.
La vera sorpresa della giornata, quella che scalda il cuore più del meteo, è arrivata però al traguardo. Quest’anno, saggiamente, gli organizzatori hanno fissato un tempo limite di sette ore, permettendo a tutti di vivere la corsa con lo spirito giusto e senza l’ansia del cronometro. E proprio lì, dove la stanchezza lascia finalmente spazio alla soddisfazione, è successo qualcosa di veramente speciale: una targa ricordo dedicata agli ultimi atleti arrivati entro le sei ore e mezza. Massimo e Edi sono stati i protagonisti assoluti di questo momento, premiati come coppia simbolo di resilienza; un gesto bellissimo che profuma di simpatia e tenacia, rendendo il giusto onore a chi vive la maratona fino all’ultimo respiro, lontano dai riflettori del gruppo di testa che a noi, in fondo, interessa ben poco.
Il weekend era iniziato alla grande già dal sabato pomeriggio, tra sorrisi e pacche sulle spalle. Dopo il ritiro delle chiavi in hotel, ci siamo ritrovati con Max, Sara, Luciano con la moglie Anna, Barbara e Alessandro. Altro che “briefing” tecnico o noiosi approcci pre-gara: tra noi è scoppiata subito una vera e propria festa camperistica fuori programma, un tripudio di ben di Dio che avrebbe messo a dura prova qualsiasi nutrizionista. Tra spritz, prosecco, crostoli, salame, cioccolatini e biscotti, abbiamo scherzato sul fatto che eravamo lì riuniti come un “consiglio” per deliberare chissà quali importanti strategie, quando l’unica decisione ufficiale era quale fetta di salame abbinare al prossimo brindisi! Abbiamo mangiato e riso con tale impegno che la maratona della domenica non l’abbiamo solo corsa: l’abbiamo praticamente digerita al passo lungo tutto il percorso. È stata un’altra giornata indimenticabile da incorniciare nel nostro album dei ricordi, tra premi inaspettati e la solita, intramontabile voglia di fare festa che rende unico il nostro gruppo.
Alessandro P.























