ColleMar-athon e 6 Ore di Foiano della Chiana. Grande festa negli splendidi borghi marchigiani e toscani

002L’ho già scritto commentando alcune delle passate edizioni: questa manifestazione è nota per le splendide damigelle sorridenti, gli armigeri a guardia delle porte di accesso ai castelli, le verdi colline e i dolci crinali. Dopo averla corsa, rimangono impresse nella memoria la cordialità, cortesia, simpatia e professionalità di tutti gli addetti. Il motto “Maratona dei Valori” scelto dall’organizzazione è pienamente azzeccato.

L’altimetria è impegnativa: i tratti in discesa (dislivello negativo di 600 m) sono controbilanciati da lunghe salitelle (dislivello positivo di 280 m) che spezzano il ritmo e le gambe dei maratoneti che avevano iniziato a spron battuto. Dai 320 m di Barchi, arroccata dentro poderose cinta murarie sul cucuzzolo di una collina, dopo aver attraversato la Rocca di Moldavio fra ali di dame e cortigiane vestite con costumi d’epoca, si arriva alla spendida Marina dei Cesari di Fano dove anche quest’anno l’esperto speaker Roberto Brighenti commenta da par suo gli arrivi di tutti. Simpaticissimi gli spugnaggi, con spugne di varie forme e colori. Ne ficco sotto i pantaloncini alcune a forma di fiore, cuore e mucca: un regalo gradito per il mio nipotino.

Unico neo (si fa per dire): la scelta della data in concomitanza con il ponte del primo maggio, che costringe a lunghe code per tornare a casa. Quest’anno quasi cinque ore da Fano a Bologna (170 km).

Sei giorni dopo Fano, sabato 9 maggio, mi ritrovo a Cesena con l’anconetano Giancarlo Filonzi e l’abruzzese naturalizzata sanmarinese Cristiana (Cri) Di Pietantonio. Ci accompagna anche il cagnolino Pepito, che correrà con Giancarlo la sua ennesima maratona/ultra, pronto ad iscriversi al Club al raggiungimento delle 50.

003Come già domenica scorsa, il “borgo” la fa da padrone. Mentre nei secoli passati erano antichi centri rurali fortificati, oggi i borghi sono romantici centri storici di piccole località, caratterizzati da armonia del tessuto urbano e valorizzazione delle tradizioni storico-culturali ed enogastronomiche locali. Eccoci dunque a Foiano della Chiana, un gioiellino dell’entroterra aretino che mai avrei scoperto senza questa Sei Ore giunta alla terza edizione. Il circuito di 1.014 m, ondulato e totalmente chiuso al traffico, è tutto all’interno del borgo. Per ultimare la maratona, dopo un primo giro corto di 621 metri, occorre tagliare ancora 41 volte il traguardo.

Con il sole che scalda i nostri cuori, alle 13:00 si parte. Più che il sole cocente, rendono questa gara abbastanza impegnativa l’umidità e il dislivello di una decina di metri da ripetere 42 volte. L’ora della partenza è però azzeccata: pur dardeggiando all’inizio, dopo qualche ora il sole si abbassa sull’orizzonte e le ombre delle case si allungano sul circuito, allontanando calura e afa dal percorso.

Così come a Fano, anche qui a Foiano si può soltanto elogiare l’efficienza della macchina organizzativa: i ristori sono fornitissimi, il percorso è incantevole e il circuito, relativamente breve, permette di osservare gli amici durate la loro fatica e scambiare battute ad ogni incrocio. Una palestra provvista di spogliatoi, WC e docce con l’acqua sempre calda è a disposizione di tutti. Ci sono anche materassini in gommapiuma per ospitare gli atleti da venerdì sera a domenica mattina.

A parte i vincitori assoluti maschili e femminili provenienti da un altro pianeta, incitati a gran voce ad ogni giro dai propri allenatori, non posso fare a meno di ammirare la grinta di molti soci del Club, oggi almeno una trentina. Un plauso ai primi delle rispettive categorie: complimenti a Renzo Ciampi (53,560 km) e tanti auguri a Re Giorgio Salimbene, che oggi ha voluto onorare con 58,508 km il suo sessantesimo compleanno. Molto bene anche Pepito che ha trascinato il padroncino Giancarlo per 54,725 km. Dulcis in fundo Cristiana Di Pietantonio, oggi frizzante più che mai per avere tagliato con pieno merito il traguardo delle 50 maratone/ultra.

004A bordo circuito scatta foto a ripetizione il resiliente Michele Rizzitelli con la prima falange del 5° dito del piede destro fratturata, a cui facciamo i nostri auguri di pronta guarigione. Essendo impossibilitato a correre, ha il tempo di realizzare il più completo servizio della sua folgorante carriera fotografica (quasi 1000 foto pubblicate sul sito).

Per i passaggi giro per giro, cliccare sui seguenti link:

www.icron.it/services/classifica/icron.php?gara=2015272&div=Maratona&page=1&numRows=50

www.icron.it/services/classifica/icron.php?gara=2015272&div=6%20ORE&page=1&numRows=50

Dopo le premiazioni di rito, verso le 20:30 inizia il pasta-party. In realtà è una vera e propria cena allestita in un bella taverna con volte a botte, ubicata all’interrato di una palazzina del centro storico. Gentilissimi addetti in livrea e guanti bianchi portano primo, secondo e dolce finale con vino e birra a volontà. C’è anche una bella orchestrina che, in attesa di iniziare le danze, allieta il banchetto a suon di musica.

Dopo avere offerto torte e spumante, per festeggiare le sue 50 fatiche Cristiana si esibisce in un ballo liberatorio. Il chiacchiericcio della caciarona compagnia, fino ad allora assordante, termina di colpo. L’attenzione è calamitata da Cristiana. Tutti restano a bocca aperta, alcuni con gli spaghetti gocciolanti di sugo che ancora sporgono dalla bocca in attesa di essere risucchiati all’interno dello stomaco.

Qualcun altro descriverà le danze che pare siano durate fino a notte fonda. Mentre la festa prosegue per la maggior parte dei convitati, noi tre dobbiamo partire. Ci aspetta un viaggio di almeno 3 ore e a malincuore salutiamo l’allegra brigata.

Come scrive Pupetta su Facebook: “Grazie a tutta l’organizzazione per l’accoglienza, la gara, l’intrattenimento post gara, il pasta-party e la nottata danzante!… Un abbraccio virtuale, ma pensato col cuore, a tutti gli amici ritrovati e a quelli conosciuti.”

Clicca qui per la classifica

Clicca qui per le foto – cena (di Mario Liccardi)

Clicca qui per le foto – gara (di Michele Rizzitelli)

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