Collemar-athon: un 5 maggio bello e bagnato

A dispetto delle previsioni alla partenza a Barchi non pioveva e addirittura in alcuni momenti si intravedeva il sole. Le signore locali hanno tappezzato la porta di ingresso in paese con ricami fatti a mano all’uncinetto, regalandoci una partenza coloratissima, arricchita dai coriandoli sparati allo start.

Si parte verso il mare tra piccoli centri bellissimi come Mondavio, dove si attraversa il borgo e si fa un suggestivo passaggio dentro il castello con figuranti in abiti medievali e tamburi. Altro momento caratteristico, al km 21 viene offerto un bicchierino con delle saporite fragole, e perdiamo volentieri qualche minuto per passeggiare, assaporare e ripartire.

Il sali-scendi del percorso è sicuramente impegnativo ma i panorami e i vari passaggi nei borghi premiano la determinazione a partecipare.

Dopo metà corsa all’orizzonte si vede il mare che ora, essendo mosso, aveva dei colori da cartolina.

Dopo il 30° km inizia una parte in leggera discesa verso Fano.

Fino al 35° km il tempo ha resistito, le nuvole giravano, passavamo tratti in cui era già piovuto, poi però un paio di fulmini che a noi sono parsi relativamente vicini hanno annunciato un temporale violento. Noi siamo stati fortunati e ci siamo solo lavati, ma chi era poco dietro ha dovuto fare i conti anche con la grandine.

Nonostante la burrasca al traguardo c’era lo stoico  Brighenti che ci aspettava.

Tirando le somme, la cosa più difficile non è stato il percorso impegnativo, non è stato il temporale , nemmeno il freddo, ma è stato riuscire a portare a casa la medaglia senza romperla: è bellissima ma delicatissima.

All’anno prossimo.

 

NdR di Fabio Marri. Finalmente una coppia di amici appassionati che ci racconta una gara della quale i media hanno parlato poco o niente! Eppure i classificati nella maratona sono stati 766, nella mezza 515 (sebbene qualche duro e puro insinui che negli ultimi km, causa nubifragio ed eclissarsi dei segnalatori-controllori, alcuni podisti delle retrovie si siano risparmiata la deviazione verso il porto turistico di Fano e la “passeggiata del Lisippo”: il che dovrebbe valere, ai ritmi dei più lenti, una ventina di minuti). Sta di fatto che gli arrivati della maratona risultano 121 in meno rispetto all’anno scorso (soffre forse la concomitanza con la maratona dell’Elba e la mezza di Trieste, e pensare che nella successiva domenica 12 non erano previste maratone); invecee la maratonina segna un leggerissimo aumento, 8 arrivati in più.

Nel percorso lungo, doppio successo marocchino, in campo maschile col vincitore già del 2018 Youness Zitouni (Il Laghetto) in 2.39:02, quasi cinque minuti sul secondo Cristian Carboni; tra le donne con Asmae Ghizlane (Caivano Runners, 8^ assoluta in 2.51:08), un minuto avanti alla riminese Federica Moroni.

Nei 21 km si è affermato Luigi Del Buono (Stamura Ancona) in 1.14:09, 22 secondi meglio di Davide Seri (Osteria dei podisti); la migliore delle donne è stata Chiara Damiani (CUS Ferrara), 18^ assoluta in 1.27:06, quattro minuti e mezzo davanti a Carla Mazza (Piano ma arriviamo).

Il pasta party finale è stata l’occasione per festeggiare alcuni membri del club Supermarathon Italia che hanno raggiunto cifre tonde: 550 maratone o ultra per il pugliese Massimo Faleo e il toscano Massimiliano Morelli; 450 per la lombarda Rita Zanaboni; 400 per il presidente del club Paolo Gino; 150 per Paola Gueli. Si aggiunge che l’ex presidente del Club, il cesenate Luciano Bigi (che già veleggia intorno alle 600 maratone), come preparazione ai 200 e passa km della Nove Colli ha corso una doppia maratona, risalendo da Fano a Barchi e poi discendendo lungo il tracciato  nella sua direzione normale. [FM]

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