Commozione ed emozioni a non finire alla Ecomaratona di Monte Sole – Rioveggio (BO), 27/09/2015

foto 2Non dimenticando Sportelli Tiziana, prima donna in 4:22:05.

Ho vissuto l’ Etna, quota 3.000, versante nord, con in vetta sola bandiera, una tenda. 19 Passatore, 10 cinquanta di Romagna, 2 Gran Sasso di 58 km. Tutte gare a caratteristiche differenti. L’asfalto, pur duro, resta sempre asfalto. Ascendere due volte a quota 850, ridiscendere attraversando sentieri stretti, sempre pietrosi, spesso impervi, privi di orientamento, non è per tutti. Encomiabili gli 82 arrivati, unitamente a Vitelli Alessandro, ritirato non per volontà, certamente per cause di forza maggiore.

Profonda umanità, spirito di appartenenza, tensione continua ad onorare la categoria. Fatica, unita alla gioia di rivedere “VITE” vissute di amici, ancor giovani. Massimiliano Morelli, anni 48, corre da 31, nel lontano 1985, prima maratona, da toscano, a Firenze a 18 anni appena compiuti. Onorato far parte del Club Super Marathon Italia, quando scrive: “Ciao per ora, a presto! Grazie di essere Super maratoneti!”. Dopo soltanto 400 “Lunghe!“, chiudere “la scampagnata” in 4:59:50. Che tempra! Sicura volata a 10 secondi meno delle 5 ore.

foto 3Montesole, maratona che non si organizza, si fa! Organizzatore: freddo, essenziale, deciso, razionale, pronto, determinato al raggiungimento dell’ obiettivo. Partenza, tempo massimo 8 ore, aspettare l’arrivo dell’ ultimo, pur se fuori tempo, prima di smontare “gli ormeggi”. Presupposti insiti nella persona, tempra di Gianfranco Gozzi. Solare, accogliente, ispirante fiducia, spirito giovanile, pronto ad accogliere tutti con convincente sorriso, con un pizzico di incoscienza in superficie. Bravo Gianfranco! Finchè sarà possibile, ci tornerò. Meriti una partecipazione sempre più qualificata di amici.

Sabato, mezz’ora dalla stazione di Bologna, Grizzana Morandi, il pulmino ad attenderci, dopo 3 km i campi sportivi di Rioveggio, posto di partenza e arrivo all’indomani. Il torrente Sambro, al tramonto, incastonato tra ponti, lontano l’autostrada. Cena al ristorante Il Portico, pernottamento Hotel La Fornace, come da omonima contrada. Alle 8:30 di domenica, partenza, subito estrema difficoltà per ripidissima discesa, lastricata a cemento. 8 km di asfalto, inoltro tra i 6.300 ha del Parco Nazionale di Montesole in territorio di Grizzana, Monzuno, Marzabotto. Parco in vallate, tranquille colline. Percorrendo ameni sentieri nel verde, appaiono: rovine, resti informi di casolari, croci, stereotipi a forma di cippo, il tutto avulso dal naturale contesto ambientale. Il 14esimo km, riporta alla esecrabile realtà. Indicazione Caprara di Sotto, lato sinistro un imponente monumento, lapide marmorea, crudo memoriale grafico dei caduti dell’eccidio del 29 settembre 1944. Mi fermo all’istante, due bikers in transito ad osservarmi, impietrito sull’attenti, un pianto dirotto, il saluto militare ai Caduti, riprendo il cammino…. Ora che scrivo, ancora gli occhi ricolmi di lacrime. Per la storia, strage di Marzabotto, 770 vittime inermi, in gran parte donne, bambini, trucidati solo perché ritenuti sostenitori di partigiani stanziali in quelle zone. Ai due lati del sentiero, ai tronchi degli alberi, gli articoli principali della Costituzione Italiana. La maratona di Montesole è da fare a testimonianza, comprensione di tale Evento!

foto 4Si torna all’asfalto, dopo l’incrocio, ascesa sempre più irta. Mi son perso il cartello dei km, soltanto… 100 Passi a Pianoro. Passata circa un’ ora, finalmente… Pianoro. Ho… smarrito la retta via, suono ad una villa, la signora ad indicarmi la direzione che porta alla SP 38, con punto di ristoro e cartello del 24esimo km. In un’ora percorsi 3 km! Tabella di marcia nominale + 4 km ai 42,195. Pazienza!

28 esimo km, svolta a destra, cartello discesa pericolosa. Eufemismo, se cadevi, ci restavi tra “sabbie mobili”. Per rincuorarmi, ripetere ad alta voce: “Qua, rimani infilzato da un… cinghiale!”

Finalmente, asfalto, riapparire dei ponti, Rioveggio era dinanzi, ancor lontano.

38 km in 6 ore e 38 minuti, aggiunti i 4 km per strada sbagliata = km 42 Per me la maratona era chiusa lì. Arrivo al traguardo in 7 ore e 6 minuti. Pazienza!

Gianfranco Gozzi, con fare “solare” a chiedermi : “Ti sei perso, Vito?” Era già stato dettagliatamente informato. Un ampio sorriso, un abbraccio. Grande Gianfranco!

Immediatamente appresso la cara amica Carla Gavazzeni, ad aspettarla l’affettuosa mamma, e Riccardi Rocco, classe 1937, unico, eroico.

Dato che tutti i Salmi si chiudono in “Gloria”, ultimi ad arrivare Gianfranco Toschi, Gino Paolo Francesco, Presidente del Club Super Marathon Italia. Si erano, parimenti, dispersi, sbagliando strada.

Questa, la maratona di Montesole, vissuta in pienezza di mente, animo, cuore.

La raccomando ai “tosti“, nel senso di duri. Dovranno farLa!

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