Anna Giunchi

Società sportiva: GS Gabbi

Allenatore: G. Turrini

Medico: S. Dall’Agata

Professione: preparatore atletico

Stato civile: nubile

Primato personale maratona: 3h02’30” (Bari 2009)

 

foto 2D. Quando hai cominciato a praticare l’atletica leggera?

R. Nel 2006.

D. Quali motivazioni ti hanno spinto a iniziare?

R. Soffrivo di anemia e ho deciso, come ambizione personale, di guarire e correre una maratona.

D. Preferisci allenarti in compagnia o da sola?

R. Sola.

D. Cosa pensi quando corri?

R. Dipende…a volte penso a quello che dovrò fare nella giornata, altre volte all’allenamento e a come lo sto svolgendo, altre volte a nulla.

D. L’allenamento che preferisci. Perché.

R. Mi piacciono molto le ripetute lunghe, dal 1˙000 m in su, perché costituiscono un test per la prestazione domenicale.

D. Com’è il tuo allenamento?

R. Una seduta al giorno, sul lungomare o in pista a Cervia. A volte doppio, ma non faccio lavori.

D. Quante volti ti alleni a settimana?

R. Sette giorni su sette.

D. Quanti chilometri percorri a settimana?

R. Circa 90.

D. Quante gare fai ogni anno?

R. 40 e oltre, se sto bene.

D. Il tuo rapporto con l’allenatore.

R. Ottimo, perché non è una persona invadente.

Foto 3D. Hai un diario in cui annotare programmi, allenamenti, gare, test?

R. Sì.

D. Il successo che più ti ha gratificato.

R. Il terzo posto alla maratona di Bari, con il personale di 3h02’30”.

D. Quante e quali scarpe possiedi per allenamento e gare?

R. Ne posseggo due paia, ASICS kayano e A1 ASICS da gara.

D. Come ti alimenti abitualmente?

R. Pasta a pranzo, limone al mattino, proteine e dolce la sera.

D. Assumi integratori alimentari?

R. Sì, ma non regolarmente.

D. Sai distinguere la vera fame dalla falsa fame?

R. Sì, spero. E in più distinguo l’appetito.

D. In caso di problemi fisici a chi/che cosa ricorri?

R. Massaggi. Provai con tecar, laser e ultrasuoni, ma non mi diedero benefici.

D. Ti fai massaggiare abitualmente o solo in caso di infortuni?

R. Una volta ogni due mesi, se mi sento carica.

D. Sai gestire l’ansia pregara?

R. Direi abbastanza.

foto 4D. Ti sei mai sottoposta a un esame baropodometrico?

R. A una valutazione posturale? Sì.

D. Hai mai effettuato test di valutazione? Quali e con che frequenza?

R. In università una volta, ma facevo da cavia.

D. Leggi libri e riviste di atletica leggera? Quali?

R. No, le sfoglio se mi capitano sottomano.

D. Segui trasmissioni televisive su questo sport?

R. No.

D. Quale sito frequenti maggiormente?

R. Maratoneta.it e corriromagna.

D. Nella tua società sportiva ci sono atleti disabili? Non ritieni che il settore disabilità andrebbe maggiormente preso in considerazione anche nell’atletica leggera?

R. Nella mia società non vi sono disabili. È un settore che merita attenzione, ma senza eccedere, per evitare che poi accentui le differenze con i normodotati.

D. Lo sportivo che preferisci e perché.

R. Mi piace Schumacher per la sua serietà e determinazione. E per me rimarrà sempre un grande campione, dato che adesso sta combattendo contro la battaglia più grande.

D. «L’importante non è vincere, ma partecipare con il massimo impegno e al limite delle proprie possibilità» (De Coubertin). Sei d’accordo oppure?

R. Sì. Anche se mi rendo conto che vincere fa molto piacere. Tuttavia, una buona prestazione, un personale, pur non vincendo, dà più gratificazione.

D. I tuoi obiettivi sportivi.

R. Per adesso limare qualche personale e divertirmi in giro per il mondo, poi correre per tutta la vita.

D. Ti è piaciuto questo questionario/intervista?

R. Molto, perché esamina in toto gli aspetti della corsa.

D. Alcune note da aggiungere?

R. Lo sport è bello se pulito. Vedo troppe realtà di amatori diventati dei razzi: pensiamo a lungo termine, a quali danni possano procurare anni di gloria artificiali…

 

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