Consigli per affrontare le supermaratone

Allora si possono elencare dei consigli utili per affrontare saggiamente tali prove certamente impegnative in una sfida che sovente ha tutto il fascino dell’ignoto.

foto 2PREPARAZIONE Anzitutto è indispensabile una preparazione accurata, senza la quale non è proprio il caso di spostarsi per raggiungere l’Amazzonia, l’Algeria, il Colorado, l’Egitto. Le supermaratone non ammettono assolutamente principianti del running o sprovveduti; piuttosto si rivolgono a podisti esperti, temprati da un allenamento regolare e costante, e altresì abituati a disputare maratone e ultra (50 km, 100 km, 6 ore, 12 ore, ecc.). Non è tanto importante il livello dell’atleta, quanto la familiarità con la corsa e le lunghe distanze: l’impegno che si affronta, richiede capacità fisiche e mentali rodate in allenamento e in gara.

ALLENAMENTO È necessario allenarsi su terreni simili a quelli di gara: salite, sassi, sabbia, sentieri sterrati, al fine di assuefare articolazioni e muscoli a tale genere di sforzo. Se la competizione prevede tappe in altura, è opportuno abituarsi a correre in quota.

RITMO-VELOCITÀ GARA Durante la gara vera e propria è fondamentale trovare il ritmo più adatto alle proprie capacità, né troppo veloce né eccessivamente lento, e mantenerlo costantemente, senza strafare specialmente nelle prime tappe, quando si hanno più energie e si è più integri muscolarmente.

foto 3EQUIPAGGIAMENTO Importante è munirsi di un idoneo equipaggiamento per affrontare queste prove estreme dove non è raro trovarsi in crisi e soli: scarpe, zaino, borraccia, cappello, occhiali, ecc.

ALIMENTAZIONE La propria alimentazione sarà basata per il 70-75% dai carboidrati (pasta, riso, pane, cereali in fiocchi, semola, patate, piuttosto che zuccheri semplici).

IDRATAZIONE Idratarsi abbondantemente prima e durante la competizione.

BUON SENSO Essenziale è conoscere e rispettare i propri limiti, evitando eroismi assurdi e deleteri.

È bello ritrovarsi alla fine di ogni tappa sotto una tenda o comunque al riparo e le fatiche della giornata non divengono che un vago ricordo: sono questi i momenti più belli, quelli in cui nascono nuove e profonde amicizie sia tra i podisti stessi che con la gente dei luoghi attraversati.

Per concludere, la confessione di chi ha vissuto un’esperienza simile, ci fa percepire il senso profondo delle supermaratone:

«Vivere senza telefono, senza telex, senza tutti gli ammennicoli della vita moderna, per un’intera settimana, equivale a un favoloso smarrimento. Il deserto, la foresta, il placido scorrere del Nilo non conoscono l’affanno quotidiano di fare, “brigare”, guadagnare, che scandisce le nostre giornate. Qui finalmente si ha il tempo di vedere, di fermarsi, di pensare. Qui c’è il silenzio. E il silenzio fa miracoli. Si ritorna coi piedi per terra. Si è meno stressati, meno aggressivi. Si dà il giusto peso alle cose. Ci si rende conto che non esistono solo il denaro, il potere e l’ambizione. E man mano che la fatica avanza, si avverte che qualcosa sta cambiando. Profondamente. Dentro di noi» Jean-Paul Delbert.

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