…….. mi è molto comodo fiondarmi fuori casa, risalire via del Porto, attraversare di corsa via Marconi lontano dalle strisce con il rischio di essere investito da moto e motorini che la fanno da padroni, percorrere i portici di Via dei Mille, oltrepassare d’un balzo Via dell’Indipendenza e, arrivato in Piazza VIII Agosto (*), girare a sinistra su per la rampa che mi introduce nel paradiso terrestre del Parco della Montagnola.
Breve descrizione storico-turistica della Montagnola
La Montagnola è nata dall’accumularsi delle macerie della Rocca di Galliera, “cinque volte levata contro la libertà bolognese, cinque volte dal popolo atterrata” (Carducci): ricostruita ogni volta dallo Stato Vaticano fra il 1300 e il 1500 per controllare la città da una zona sopraelevata, e sempre rasa al suolo dagli indomiti cittadini bolognesi.
Già nel 1600 la piccola altura fu destinata al pubblico passeggio per le carrozze, divenendo così il primo parco pubblico bolognese.
Nel 1805 Napoleone trasformò il parco in una “promenade” alla francese: il luogo diventò così “un sito delizioso ed alquanto elevato” (Ugo Foscolo, Ultime lettere di Jacopo Ortis). A fine 1800 inoltre, sul lato di via dell’Indipendenza, fu realizzata la maestosa scalinata che i bolognesi chiamano “il Pincio”, decorata da rilievi e gruppi scultorei ispirati a episodi della storia di Bologna.
Il mio paradiso terrestre della Montagnola
La Montagnola è attraversata da una pista circolare asfaltata di circa 650 m circondata da fontanelle e sculture naturalistiche in cemento di fine ottocento, panchine, e parco giochi per bambini. Ad entrambi i lati della pista, la vegetazione è arricchita da maestosi platani, filari di lecci, tigli e fresche conifere.
Pur ubicata nel cuore di Bologna accanto alla stazione delle autocorriere e i viali di circonvallazione, la Montagnola è un luogo silenzioso. Non è molto frequentata, perché da oltre 100 anni il primato di parco pubblico cittadino è passato ai Giardini Margherita situati ai piedi della collina nella parte opposta della città.
Nonostante la presenza di spacciatori, gazzelle della polizia e cani antidroga, chiudo gli occhi dimenticando di trovarmi immerso nello smog bolognese. Con un po’ di fantasia, correndo un giro dopo l’altro e osservando tartarughe giganti, leoni, pitoni e sirene, mi sembra di essere nel paradiso terrestre. Chi si accontenta gode.
(*) Piazza VIII Agosto, intitolata alla battaglia vinta dai bolognesi contro gli austriaci nel 1848, ospita ogni venerdì e sabato il Mercato della Piazzola, piuttosto noto non solo in città ma anche fuori regione. Nell’occasione la piazza si colora di bancarelle cariche di vestiti, scarpe, articoli per la casa e accessori vari, mentre lungo le rampe che portano alla Montagnola, si trova la zona riservata al mercato multietnico africano.


