Questi tragici eventi, nostro malgrado, ci fanno rispolverare il cuore e la fragile natura umana. Noi, con le nostre ali ai piedi, dovremmo portare un messaggio di pace. Una corsa contro ogni terrorismo l’ha organizzata il Comune di Milano per domenica prossima, 21 aprile, per ricordare le vittime di Boston e testimoniare “la propria solidarietà con il popolo statunitense, con i maratoneti e gli sportivi di tutto il mondo”. Simbolico anche il luogo dell’appuntamento: alle 15 in piazza Beccaria, a pochi passi da piazza Fontana.
La tragedia della Maratona di Boston sarà nel cuore dei partecipanti della Turin Half Marathon in programma domenica tra Torino e Collegno.
A Padova, l’evento di domenica 21 aprile sarà dedicato alle vittime di Boston: nastrino nero in segno di lutto consegnato ai podisti e striscione sul traguardo srotolato dopo 4 ore 9:44 con scritto: «We run with Boston».
Domenica prossima, si disputerà regolarmente anche la maratona di Londra con il lutto al braccio. Io ci sarò in mezzo ai quasi 50.000. Gli organizzatori hanno già rinforzato le misure di sicurezza in accordo con Scotland Yard. “Questo è uno di quei casi in cui il modo migliore per dimostrare solidarietà a Boston è andare avanti, senza rinunciare all’evento”, ha commentato Il sottosegretario allo Sport inglese Hugh Robertson.
Alle maratone lavorano migliaia di persone che non pretendono un euro, un dollaro, uno yen. Chi ha trasformato l’arrivo della più antica maratona del mondo in una scena di un film di guerra urbana, ha fatto male i calcoli. Guardate il calendario delle maratone. Centinaia di corse sparse in ogni continente, dal gelo di Capo Nord, al caldo di Las Vegas. E’ un colpo che dà forza al messaggio di chi arriva al traguardo. Centinaia di obiettivi sensibili in movimento, che non appartengono a nessuno, che non sono una ma cento nazioni insieme, cento forme di pensiero e di cultura. Sport e vita di tutti i giorni, strade e preparazioni mirate che si mescolano. Noi arriveremo lo stesso! Nelle grandi maratone, o le piccine che tanto amiamo, affluiscono atleti professionisti e dilettanti d’ogni età, religione, colore della pelle, capacità fisiche e psichiche. Colpire una maratona vuol dire colpire il senso stesso della nostra esistenza comune. Qualcuno ha detto che la maratona è la forma più alta di democrazia. Per questo l’hanno attaccata. Ma domani è il 12 settembre e correremo tutti insieme….



