Cristiana Di Pietrantonio senza veli

Ho sempre amato fare sport. Da quando avevo 20 anni, frequentavo e frequento la palestra, facendo tutte le attività che vi si svolgono: yoga, spinning e acquagym. Dedicando attualmente molto tempo alla corsa, non ho possibilità di svolgere anche le attività in sala corsi. Ma sono di natura iperattiva ed ho fatto un’esperienza bellissima, insegnare per la mia società e per un’associazione no profit, di cui sono tesserata. Insegno ginnastica alle persone over 60. Un’attività che mi ha divertito tanto e mi ha dato delle la soddisfazioni, soprattutto nel sentirmi dire: “Quando vengo qui sono tutta storta, ed esco che sono dritta e sto meglio”. I miei 8 anni di yoga, mi sono stati sicuro di supporto!

foto 2La mia prima maratona l’ho corsa a Roma nel 2011. Poi altre due, a Parigi e Lisbona. L’anno successivo, nel 2012, non ho corso niente di importante.

Nel febbraio del 2013, io e la mia amica, dopo degli allenamenti da autodidatta, ci siamo iscritte, dopo un anno di pausa, alla nostra prima maratona, quella di San Valentino: incubo! Ritirata al 30° km per crampi. Ero iscritta in coppia. Il mio compagno, che era di Terni, fece di tutto pur di finirla. Poverino, aveva una infiammazione al tendine, ed io mi demoralizzai molto… che ciofeca (così si dice a casa mia)…!!! La stessa sera, durante il viaggio di ritorno, la mia amica sentendo un maratoneta, che era con noi in treno, che avrebbe corso la 100 km, esclama: “Perchè non la facciamo anche noi?”. Ovviamente, io ho pensato fosse folle, mi ero ritirata al 30esimo km, non avevo chiuso neanche la maratona, come avrei mai potuto pensare di poter correre la 100 km?

In quel momento mi sentivo insicura anche di fronte alla maratona, ma forse sapendo che Terni non sarebbe andata bene, nonostante fosse ad un solo mese di distanza, mi ero iscritta alla maratona di Roma. Ovviamente ero molto titubante, ogni km ripensavo alla maratona andata male al 30esimo km. Anche a Roma sofferenza. Sono disidratata. Arrivo al ristoro del km 32. Cammino… sento che non sto male come a Terni, e penso: La finisco, questa la devo finire!”. Finita: 4:40, meglio di ogni mia più rosea previsione!

Avevo già corso 3 maratone nel 2011 e la prima era stata Roma 2011 in 4:47; mi ero migliorata, forse potevo guardare positivamente alla maratona. Il mio ex compagno di corsa a Terni, era diventato il mio coach a distanza, mi diceva come allenarmi, cosa mangiare prima della maratona, ed io e la mia amica, miglioravamo resistenza e tempi. Il personal best arrivò per entrambe alla Maratona Alzhaimer del 2013. Poi lei è riuscita a migliorarsi sempre più. Io, invece, avevo un altro traguardo da raggiungere: le 50 maratone.

foto 3In occasione della Maratona di Reggio Emilia, ci danno il numero telefonico di Alfio Polidori per chiedergli se poteva darci un passaggio. Non avevo mai sentito parlare del Club Supermarathon, anche perché avevo comunque fatto ancora poche maratone e non conoscevo il Popolo delle Lunghe. Ma quel giorno in macchina con Alfio c’era anche Bucci, praticamente centinaia di maratone a testa, ed io e la mia amica ci guardavamo e pensavamo fosse pura follia! Come si può correre una maratona così vicina all’altra, io ero già in crisi, perché mi accingevo a correre Reggio Emilia solo 15 giorni dopo Firenze, e pensavo che sarebbe stato difficilissimo! Così me ne avevano sempre parlato. Da loro sentiamo dei parerei diversi… Allenarci per la 100 km? Sì, ma avremmo dovuto fare o allenamenti più lunghi, o fare più maratone! E… allora, ok, si fanno più maratone!

Il 2014… obbiettivo: più maratone per preparare la 100 km. Mia prima maratona l’Incoronata di Foggia, con alcuni Supermaratoneti. Mi alzo prestissimo per andare a Foggia, sono positiva, ma forse solo all’apparenza, o forse anche solo l’inesperienza! Di nuovo, come per Terni l’anno prima. Prima maratona dell’anno, ritirata al 32° km. Lorenzo Gemma, in quell’occasione, mi disse che ero stata folle a ritirarmi, che non avrei dovuto farlo. Fu molto duro… e ci rimasi anche male, mi veniva quasi da piangere! Ma mi insegnò una cosa che solo voi capite, non è indispensabile il tempo in una maratona… ma finirla! Grazie Lorenzo! Ora ho capito, che si possono finire le maratone ed esserne contenti e felici, anche se non si fa il best time!

Ho corso 28 maratone nel 2014… totale maratone 38! Combattendo con dolori muscolari e asma da sforzo, che sembrerebbe sia il motivo dei miei problemi di respirazione durante la corsa.

foto 4Come ad esempio alla Collemarathon, la mia 49° maratona. Se non fosse stato per il supporto del socio Carlo Zampini, che mi ha aiutato a non cadere per colpa dei giramenti di testa e del respiro corto e mi ha consigliato di fermarmi al 40 km ed aspettare che ritornasse regolare e non affannoso. Abbiamo ripreso a correre e a camminare fino al traguardo. Conclusa, anche se in 5:34. La mia maratona più lunga, quasi più di una 50 km. All’arrivo ho detto a tutti che mi era costata più delle 48 precedenti! Ma ora so che, anche se non sto benissimo e se ho freddo (e ora per prudenza, metto 2 kway), che piano piano… un passo avanti all’altro (frase che mi piace usare spesso quando mi chiedono, come si fa a fare tante maratone)… ci sono 6 ore di tempo per concludere una maratona e, se necessario, possiamo usarle tutte. Chi ci obbliga ad usarne solo 4?

Ho cambiato anche società nel 2014, perchè la vecchia aveva il Trofeo Maratoneta a tempo, ed io che cominciavo ad avere le maratone a 4:45 o 5 ore, potevo contare solo su 1 punto, contro i 12 punti della maratona a 4 ore, sulla quale non potevo più sperare, anche se alla partenza mi prefiggevo ogni volta di fare un tempone, ma la realtà mi dimostrava il contrario.

Sabato scorso, a Foiano, ho corso la numero 50. Traguardo cui ambivo, ma che non sapevo se sarei stata capace di raggiungere! Ora lo so, grazie Club Supermarathon. Siete un valido supporto durante i 42 km a tanti runner… e anche un gruppo di folli nel senso buono!

foto 5Anche io, grazie alla Rimini Marathon, mia numero 47, ho provato la felicità di correre la mia prima maratona come supporto e vivendo la felicità del traguardo insieme alla persona che affiancavo. Mi è sembrato di correre la mia prima maratona, anzi forse questa l’ho solo vissuta come pura felicità! Al 40° km, mi veniva da piangere per la felicità. Ora l’esperienza mi insegna che se sei al 40° km, la maratona è finita: la porti a casa. La ragazza che ho accompagnato mi diceva ogni tanto che non ce la faceva, ma aveva l’intenzione di finirla anche strisciando! E invece l’abbiamo finita correndo mano nella mano Ero felice per lei e per la mia numero 47, finita in doppietta con la 50 di Romagna! Evvaiii!

A Foiano ho avuto tanti compagni di viaggio, e sinceramente avevo anche tanti timori e dubbi, sapevo che era la numero 50 e non volevo fallire. Invece ce l’ho fatta! Grazie ad Antonio, che mi ha supportato per 21 giri. Grazie ad Alessandro, che ogni volta che mi doppiava mi chiedeva se stessi bene. Grazie a Morellino, che mi prendeva in giro ogni volta che ci raggiungevamo o incrociavamo. Grazie a Michele e Giuseppe, che ogni volta che mi fotografavano mi facevano ridere. Un grazie speciale a Piero e Silvana Lucarini: se sono venuta a Foiano è merito vostro. Grazie a tutti per aver già concluso la mia numero 50 in anticipo. Nei miei programmi sarebbe dovuta essere il Passatore!

Silvana, Grazieeee. A Rimini mi avevi parlato tu della gara di Foiano, e di fare lì la mia numero 50, che avresti pensato tu a farmi i dolci in modo da festeggiare il numero 50 insieme a tutti, invece che da sola all’arrivo al Passatore! Ed è stato così, mi hai fatto dei dolci buonissimi! Mi hai fatto praticamente un bellissimo regalo!

Piero, è stato un orgoglio per me, arrivare insieme al traguardo a Foiano. Ti avevo conosciuto durante la Maratona del Presidente e già in quella occasione mi eri stato da supporto con il mio problema del respiro. Poi lo sei stato di nuovo a Perugia, e sono stata felicissima di aver concluso insieme la mia numero 50.

Ed in fondo grazie ad una persona che si è ricordata di me, anche se è un pò che non ci vediamo. Grazie a Mario Ferri, per la tua ciambella di pane, numero 50 (era buonissima…).

Un grazie speciale, ad una persona entrata tra i Supermaratoneti da poco, ma che è stato il mio compagno di viaggio in tante maratone, a partire dalla maratona di Terni del 2013 in cui mi sono ritirata, grazie anche a te, Marcello Arena, per le tante maratone corse insieme, in cui mi sei stato di grande aiuto!

Questa è stata la mia piccola avventura nel mondo dei maratoneti.

Ora, purtroppo, a traguardo raggiunto devo pensare al lavoro. Il lavoro mi chiama, altrimenti non ho più un lavoro, ahimè. Non potrò più essere tanto presente, quindi spero di poter fare una maratona al mese, e se libera anche di più. Ma non come in queste ultime 2 settimane, 4 maratone in 15 giorni! Così il mio fisico mi ringrazierà che lo stresso di meno, e ricomincerò anche a respirare meglio.

Mi è stato chiesto quale maratona mi sia piaciuta di più, sicuramente la San Gimignano-Siena come ultramaratona. Mi piace molto il paesaggio della Maratona di Suviana anche se mi sono ritirata al 32° km, perchè stavo male e avevo la caviglia gonfia dalla caduta fatta al 4° km. Ma la maratona più bella, sarà che è stata la prima, sarà che ha sempre il suo fascino, sarà che è bella di suo è: Roma!!!

 

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