Cronaca della 1^ edizione della Rimini Marathon – 27 aprile 2014

foto 2L’organizzazione, da subito, si è dimostrata all’altezza della situazioni. Già al casello autostradale comparivano i cartelli indicanti il palasport, quartier generale della maratona. Peccato che a causa della partita di calcio, nei dintorni del palazzetto dello sport vigeva il divieto di sosta poiché giocava in casa il Rimini. Ciò ha reso difficoltoso il parcheggio, ma alla fine abbiamo parcheggiato comunque nei pressi delle abitazioni limitrofe.

L’organizzazione, per alcuni aspetti, ricalca quella della maratona di Reggio Emilia. Palazzetto dello sport dotato di tutti i confort che ogni runner vorrebbe avere a disposizioni in ogni gara: ritiro pettorale, oltretutto molto veloce, servizi igienici, spogliatoi e deposito borse sulle gradinate. L’unica differenza è la distanza che separa il palazzetto da quello della partenza ed ovviamente dall’arrivo, circa 500 metri.

La maratona ha ospitato il 1^ Raduno Nazionale spingitori di carrozzelle.

I primi 15 km del percorso sono piuttosto lineari anche perché si corrono sul lungomare fino ad Igea Marina. Dopo, il tracciato sale leggermente fino a raggiungere Sant’Arcangelo di Romagna, credo il posto più bello della maratona parimenti all’ultimo km che porta all’Arco di Augusto. Non sono rimasto entusiasta del percorso, troppi sovrappassi/sottopassi, troppe rotonde.

foto 3I ristori sono stati abbastanza forniti, ma già dal 27emo km, per quanto mi riguarda, posizionato a Sant’Arcangelo di Romagna, i sali erano finiti. Altra nota stonata riguarda l’acqua fornita al 13 o 14 km, se non erro, aveva un sapore sgradevole tendente al ferruginoso.

Alla fine la maratona è stata una giornata di festa per Rimini che si è vista invasa da oltre 1.000 runners.

Riguardo al percorso, di sicuro l’organizzazione nel tracciarlo ha cercato di ottimizzarlo nel migliore dei modi. Io, però, l’avrei fatto al contrario.

Ottimo ed abbondante il pasto finale offerto a tutti, anche agli intrusi che avevano raccattato in giro i buoni, costituito da un trancio di pizza o focaccia, mezza piadina con sarde e birra. La cosa strana, però, è che ho dovuto fare tre file per mangiare e cioè una fila per prendere la pizza, una per prendere la piadina ed una prendere la birra, quando sarebbe stato più facile delimitare la zona con delle transenne per consentire il flusso in fila indiane e, così facendo, ogni singola persona si serviva in un solo passaggio.

Nel fare comunque i complimenti a Gelo Rusin e a tutto il suo entourage, spero che leggendo i tanti commenti sulla gara, compreso il mio, ne farà tesoro per migliorare ancora la Rimini Marathon.

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