Appuntamento nei pressi del casello autostradale alle 04:45 e partenza alla volta di Cesenatico, al Parco Levante. Arriviamo intorno alle 06:40, parcheggiamo e ci avviamo verso il pullman navetta che effettuava il trasporto degli atleti alla partenza ovvero a Mercato Saraceno. Ivi giunti, ritiriamo il pettorale e ci avviamo verso l’arco della partenza, almeno così sembrava. Ci prepariamo, depositiamo le sacche sul pullman predisposto per il trasporto all’arrivo e sostiamo nei pressi dell’arco della partenza, posizionato sul piazzale di un centro commerciale. Qui noto diversi Supermaratoneti, molti dei quali erano reduci della Maratona del Mugello corsa il giorno prima, tra i quali il mio amico Lorenzo Gemma. La partenza era prevista per le ore 09:15, ma con anticipo ci fanno partire di passo, preceduti dalla banda musicale; quindi, di passo, percorriamo circa 300 metri, poco più poco meno. Ci fermiamo fino all’ora della partenza, e nel frattempo la banda ci delizia con qualche suonata che conclude con l’inno di Mameli prima dello start. Alle 09:15 si parte. Io e Renato corriamo fianco a fianco fino al 13° chilometro. Dopo io mi stacco e raggiungo l’arrivo in 04:29:49. Renato chiude la sua fatica in 05:13:18.
Come accennato all’inizio, si è trattato di una gara deludente. L’unica nota positiva è stato partecipare con Renato Sacco, e rivedere diversi volti noti dei compagni del Club Supermaratoneti, al quale oramai appartengo anch’io, tra cui il mio amico Lorenzo Gemma, al quale voglio dire grazie per quello che fa nel Club ed in particolare per l’organizzazione della Maratona del Presidente e grazie per tutte le volte che lo incontro in gara perché lo considero una persona “speciale”. Quando non lo vedo, lo sento e chi lo conosce sa di cosa sto parlando e questo basta per darmi una carica in più. Ritornando alla deludente gara, espongo i motivi. Punto primo: qualcuno mi deve spiegare perché è stato allestito l’arco della partenza quando, invece, questa è avvenuta altrove. Punto secondo: sul sito si legge che la Maratona dell’Alzheimer è la prima a tracciare il suo percorso tra i paesaggi della Romagna collinare e marittima. La sola, nel territorio, a svilupparsi prevalentemente in discesa. A tal proposito, posso affermare che di colline ne abbiamo attraversato, ma del mare non abbiamo sentito neanche l’odore; inoltre, la maratona non si è affatto svolta prevalentemente in discesa. Forse i primi 10 km si sono sviluppati prevalentemente in discesa, ma ci sono stati anche diversi strappi in salita. Qualcuno, però, ha dimenticato di citare le interminabili piste ciclabili. Punto terzo: sul sito si legge ancora: “L’organizzazione metterà a disposizione dei partecipanti gruppi di assistenti di gara, incaricati di correre la maratona ad un ritmo costante, per arrivare al traguardo nei tempi di 3:00, 03:15, 03:30 e 03:45”. Ebbene io non ho notato pace maker lungo il percorso. Punto quarto: il personale preposto alla vigilanza e dislocato lungo i punti nevralgici, rotonde ed incroci pericolosi, non è stato all’altezza della situazione in quanto io ho attraversato incroci e rotonde in presenza di autovetture. Punto quinto: ristori poco forniti. Punto sesto: il pacco gara prevedeva, tra l’altro, una maglia in ricordo della manifestazione che non mi è stata consegnata in quanto “finite”. In merito, qualcuno mi deve spiegare perché le maglie al mio arrivo erano finite quando già qualche giorno prima sul sito si leggeva: “… 600 competitivi, 400 pre-iscrizioni alla passeggiata, questi i primi numeri che decretano il successo della Maratona…”. Dalla classifica (Maratona, 30 km e Handy Bike), e questi sono dati ufficiali, gli atleti che hanno concluso le varie distanze sono n. 565, così suddivisi: Maratoma 283, 30 km 280 e Handy Bike 2. Punto settimo: il P.P.P. ovvero il Pasta Pesce Party. La ciliegina sulla torta. Sempre sul sito, alla voce regolamento si legge: “Grazie alla collaborazione con l’associazione Pescatori a Casa Vostra, dalle ore 11.30 alle ore 14.30, presso il Parco Levante per atleti ed accompagnatori (quota accompagnatori 6 euro), si svolgerà un bellissimo Pesce Party con ricco menù a base di risotto ai frutti di mare e pesce fritto al cartoccio”. A questo punto la domanda sorge spontanea: se il tempo massimo per la maratona è di 6 ore e il Pasta Pesce Party finisce alla 14.30, chi conclude la maratona in 05:15 mangia???. No!!! Allora, il 16 agosto u.s. invio una mail all’organizzazione rappresentando l’incongruenza e mi viene fornita la seguente risposta: “…Non preoccuparti c’e da mangiare per tutti, è stato un errore che grazie alla tua indicazione provvederemo a correggere!” BUGIA, non è stata apportata alcuna modifica. Per farla breve, nonostante avessi chiuso la mia maratona verso le 13:45 circa, ho aspettato il mio compagno di squadra per andare a pranzo insieme; quindi verso le 14:30 vado a prendere da mangiare e qui trovo la sorpresa. Mi viene somministrato solo il risotto ai frutti di mare e delle patatine fritte, ma non il fritto misto come previsto. Alle mie rimostranze, mi viene riferito che il fritto era finito e qualora ce ne fosse ancora era un’opzione ovvero o il risotto o il fritto misto. Allora ho capito che l’italiano è un opinione. Questa è stata la mia maratona Alzheimer.


