A differenza dell’anno scorso, dove le quattro gare delle Terre Verdiane partivano dal Fidenza Village, quest’anno hanno avuto il via dal luogo tradizionale, vale a dire da Salsomaggiore Terme, viale Matteotti.
Siamo in 33 della Polisportiva a partecipare sulle quattro distanze ed io, come al solito, le copro tutte, correndo la maratona. Per la prima volta, alla 17^ edizione, è stata introdotta la novità dei pace maker, suddivisi su: 3h, 3h15′, 3h30′, 3h45′ e 4h. Altra novità, che non condivido, è il tempo limite di 5h15′, motivato dalla concomitanza del carnevale di Busseto.
Pago la quota di partecipazione il 31 dicembre 2013 e provvedo ad inviare via e-mail la mia iscrizione all’organizzazione il 7 gennaio 2014, previo avviso all’organizzatore Chittolini. La mattina prima della partenza mi accingo a ritirare il mio pettorale, ma il personale della distribuzione non trova la busta con il mio nominativo. L’addetto alle iscrizioni, credo fosse della Sdam, mi inserisce nell’elenco degli iscritti alla maratona ed un incaricato mi consegna una busta chiusa con all’interno il pettorale. Ritiro quindi la busta e vado al bar per bere un caffè con alcuni miei compagni di squadra. Al bar incontro il supermaratoneta Vito Piero Ancora il quale apre la busta e nota che il pettorale è quello della mezza maratona; quindi mi invita a controllare anche il mio e con immensa delusione riscontro che anche il mio pettorale è quello della mezza maratona. Telefono immediatamente a Chittolini il quale mi risponde che lui non è sul posto e che non riesce a fare nulla e mi invita di recarmi alla zona ritiro pettorali per risolvere il problema. Io e Piero quindi ci catapultiamo nuovamente nella zona ritiro pettorali e qui ci viene riferito che siamo regolarmente iscritti alla maratona e che ci sono stati assegnati i pettorali della mezza poiché quelli della maratona erano finiti. Mio malgrado mi vedo costretto a correre la mia maratona n. 93 con il pettorale della mezza. Inutile dire che nell’attraversare Fontanellato, più volte vengo richiamato dal personale di vigilanza, a ragion veduta, a cambiare direzione in quanto indossavo, per l’appunto, il pettorale della mezza maratona.
Corro la maratona insieme ad Andrea e lungo il percorso ci uniamo a Caterina e Silvia, tutti compagni di squadra. Ci fa compagnia anche Claudio, del Cus Parma. Mentre Caterina molla leggermente il ritmo, noi rimaniamo quasi compatti fino alla mezza di Fontanellato. Silvia, che non è mai andata oltre la distanza della mezza maratona, corre la Corsa del Principe di circa 29 km, con arrivo Soragna. Intanto Andrea, in compagnia di Claudio, si stacca dal gruppo ed io rimango con Silvia. Corriamo fianco a fianco. Superato il 24 km noto che Silvia ha un calo vistoso del ritmo gara, segnale questo che la crisi stava avendo il sopravvento. Allora decido di stare con lei per darle il mio supporto. Noto con piacere che nonostante si lamentasse del male alle ginocchia aveva ripreso il suo ritmo gara. Ho cercato di distrarla per non farla pensare alla fatica e ci sono riuscito, portandola sino al traguardo e da solo mi avvio verso Busseto.
Giunto al traguardo incontro Chittolini, il quale mi chiede cosa fosse successo con il pettorale. A tale domanda la risposta è stata spontanea: “Tu mi devi dire cos’è successo!” Ovviamente non ha saputo darmi una spiegazione, ma si è scusato per l’accaduto. Alla fine quello che conta è la classifica finale ed io sono stato inserito in quella della maratona, anche se non ho digerito “quel pettorale”.
Avrei voluto dare un giudizio positivo alla manifestazione, invece mi vedo costretto ad esternare alcune critiche, di certo costruttive:
a) Mezzi di trasporto da Busseto a Salsomaggiore. Vista la disponibilità del servizio, suggerirei all’organizzazione di organizzare meglio il trasporto per evitare sovraffollamento degli autobus, con persone costrette a fare l’intero viaggio in piedi, dopo avere magari già affrontato un lungo viaggio in macchina per raggiungere Busseto.
b) Zona ritiro pettorali. Da rivedere assolutamente per evitare la calca di persone che si era formata;
c) Zona consegna borse. Troppo distante dalla zona ritiro pettorali.
d) Tempo limite maratona. Se le prossime edizioni continueranno ad avere un tempo limite di 5h15′, la maratona delle Terre Verdiane avrà qualche iscritto in meno rispetto alle passate edizioni dove il tempo max era di 6h.
e) Pettorali. Anche l’occhio vuole la sua parte e una maratona si deve correre con il pettorale della maratona, punto e basta. Sentirsi dire che viene assegnato un pettorale della mezza perché quelli della maratona sono finiti è demoralizzante. Come sono stato preciso e puntuale ad iscrivermi nei tempi previsti ed a pagare la mia quota di partecipazione, altrettanta correttezza esigo da parte dell’organizzazione e quella di avere corso la maratona con il pettorale della mezza non mi va giù.
Detto questo, devo dare atto a Gian Carlo Chittolini che organizzare quattro eventi in uno, con quattro arrivi diversi, non facile è che ciò comporta un dispendio di energie difficile da capire per chi non appartiene al mondo dei “runners”; perciò è comprensibile che ci sia stato qualche disguido del tipo la mancanza di pacchi gara, solo per alcuni, agli arrivi di Fontanellato e Soragna. Sono certo che Chittolini, facendo tesoro delle critiche fatte, renderà perfetta la prossima 18^ edizione della maratona delle Terre Verdiane.
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