Cronaca della 19^ Maratona di Roma

Intanto a Roma inizia il conclave per la nomina del Papa. Sembrava che tutto volgesse per il meglio e invece veniva paventata la possibilità di posticipare la partenza non oltre le ore 16:00, ma solo in caso di intronizzazione del nuovo Pontefice. Questo sicuramente mi avrebbe causato un grosso disagio in quanto dovevo posticipare di un giorno il rientro a casa con tutte le conseguenze che ne derivavano. Finalmente una bella notizia: il 13 marzo, alla quinta votazione veniva raggiunto il quorum e quindi fumata bianca. Il nuovo Papa era stato nominato, per cui la maratona partiva regolarmente, ma con una modifica del percorso che prevedeva l’eliminazione del passaggio nella zona di San Pietro. Peccato!!!

Siamo in 11 della Polisportiva Torrile iscritti alla manifestazione, di cui 3 esordienti: Fausto Bizzi, Matteo Gaibani e Deborah Olari, e con noi si aggregano anche Sergio Cremona del Manara e Maniello Christian della UISP Parma. Alcuni di noi raggiungono la capitale in treno, altri in macchina. Alla fine, però, ci troviamo tutti nello stesso Bed & Breakfast, a meno di cinquecento metri della zona arrivo della maratona, ad eccezione di Ciardo Rocco e Piola Ettore che hanno trovato una diversa sistemazione.

Alle 09:30 in punto la maratona ha inizio. Le condizioni meteorologiche non promettono bene. L’aria è piuttosto fresca anche se al sole si sta bene e di tanto in tanto veniamo investiti da raffiche di vento freddo. Alla partenza siamo io, gli esordienti Deborah, Fausto e la Teresa, alla sua seconda maratona, corsa sempre a Roma. Deborah aveva previsto di chiudere la gara in 5 ore e 30 minuti, io, invece, avevo pronosticato un tempo di 4 ore e 59 minuti.

foto 2Partiamo tutti fianco a fianco. Il mio compito era quello di prendermi cura di Deborah e di farla correre con una andatura tale da limitare al massimo il dispendio di energie, senza farla andare a debito di ossigeno. Spesso ho dovuto frenare il suo impeto poiché si faceva trascinare dalla folla. Più diminuiva la distanza e più mi convincevo che avremmo chiuso in meno di cinque ore. Ripetevo sempre a Deborah che stava andando molto bene e che doveva liberare la mente dal pensiero della gara. Doveva pensare a tutto, tranne a quello che stava facendo. La incitavo in continuazione. Finalmente siamo al 40° Km. Deborah mi dice che non ce la fa più. A questo punto cerco di convincerla che ormai è fatta e che deve tenere duro. A pochi metri ci precede Bonati Lucia della Casone Noceto. Allora dico a Deborah: andiamo a prendere Casone! Ed è stata la svolta. Deborah ormai è in trans agonistica. E’ super concentrata. Siamo quasi sul rettilineo che porta al traguardo, mancano pochi metri e urlo a Deborah: “E’ fatta!!! Ci credi!!!” La risposta?: “No, ancora no”. Finalmente tagliamo il traguardo e Deborah abbracciandomi scoppia in lacrime, scaricando tutta la tensione accumulata lungo il percorso di 42 Km e 195 metri. Anche Fausto, all’età di 61 anni, ha esordito alla grande con un tempo di 5 ore, mentre Matteo chiude in 04:51.

Questa è stata la mia 72° maratona, decisamente quella più toccante dal punto di vista emotivo, più della mia prima maratona. Ecco perché ho esordito dicendo che avrebbe lasciato un segno. Aiutare una persona a realizzare un sogno credo sia una delle cose più belle che possano capitare ad un individuo. Io non ho mai avuto questa occasione durante una gara. Non vorrei peccare di presunzione, ma sono convinto che con i miei suggerimenti, nonostante la fatica, Deborah ha concluso la sua gara in buone condizioni psico-fisiche e per questo le rimarrà un bellissimo ricordo.

Ringrazio tutti, accompagnatori compresi, per la bella trasferta Romana, ma soprattutto Barbara, mia moglie, che sopporta questa mia voglia sfrenata di correre maratone una dopo l’altra, ma che nello stesso tempo mi sostiene. Un bacio a Chiara, mia figlia, che prima di partire per Roma mi ha dato un piccolo peluche dicendomi che era il mio portafortuna e che ho appeso alla maglia portandolo con me in gara, fino alla fine.

Concludo con un frase dello scrittore Paolo Coelho, autore di best-seller mondiali, che dedico a tutti coloro che si accingono a correre una maratona per la prima volta e che può diventare una regola di vita, a prescindere da una gara podistica “Spiega al tuo cuore che la paura di soffrire è peggio della sofferenza stessa e che nessun cuore ha mai sofferto quando è andato in cerca dei propri sogni…“. Quello di portare a termine la maratona era il tuo sogno Deborah, e tu lo hai realizzato. Complimenti!!!

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