Cronaca della 2^ Maratona di Crevalcore (BO)

A rappresentare la Polisportiva Torrile siamo in due. Io che corro la maratona e Renato Sacco che corre la mezza della Befana. Inoltre, c’è anche Luca Terenzini dell’Atletica Manara, che correrà anche lui la 42 Km.

Questa seconda edizione della maratona, nonostante i problemi causati dal terremoto, è stata egregiamente pianificata da Monica Barchetti e Andrea Accorsi, entrambi di Crevalcore ed entrambi campioni di Ultramaratona, Gianfranco Gozzi, Presidente del Club dei Supermaratoneti e Claudio Bernagozzi, anche se, a mio avviso, migliorabile sotto due aspetti che approfondirò più avanti.

foto 2Circa 800 partecipanti tra le due gare: 267 maratoneti che hanno tagliato il traguardo e 531 atleti che hanno concluso la mezza della Befana. Da elogiare il comitato anche per la raccolta dei fondi per progetti di ristrutturazione, il cui ricavato sarà consegnato all’Amministrazione comunale. Partenza ed arrivo di entrambe le gare sono previste all’interno dello Stadio Comunale. L’unica differenza è lo starter: 09:02 per la maratone, 09:45 per la mezza. Tanti, come il sottoscritto, si sono chiesti perché la maratona partiva alle 09:02 e non alle 09:00?. Nulla è lasciato al caso. Il 7 gennaio 2005, alle 09:02, a Bolognina di Crevalcore ci fu un tragico incidente ferroviario che provocò tante vittime. Per questo motivo, per l’atleta che sulla 42 Km transitava per primo al km 8,5 a Bolognina di Crevalcore, luogo del disastro, è stato riservato il premio speciale “Memorial 7 gennaio 2005”.

Il villaggio maratona è ben organizzato. Gli atleti possono disporre di spogliatoi, bagni, docce e deposito borse. La maratona è valevole come 2^ prova del “Trittico d’inverno”, dopo quella di San Silvestro corsa a Calderara di Reno (BO) il 31.12.12, e si concluderà il 13.01.13 con la Maratona dalla Pace sul Lamone (RA).

foto 3Quest’anno al trittico, indipendentemente dalla classifica di merito, saranno premiati anche tutti coloro che avranno preso parte alle tre prove. Il tracciato della maratona è misto con alternarsi di asfalto e sterrato ed è un circuito da ripetere due volte. Buona l’assistenza lungo il percorso. Nulla da eccepire sui ristori.

Mi permetto, però, di dissentire su due aspetti: la modalità di trasmissione della scheda di iscrizione e la medaglia. La scheda di iscrizione doveva essere “obbligatoriamente” inviata via fax con allegato giustificativo di avvenuto pagamento. A tal proposito non capisco perché il tutto non poteva essere inoltrato semplicemente per posta elettronica, visto che il fax non è alla portata di tutti e personalmente mi crea problemi in quanto spesso sono costretto a registrarmi alle gare al termine ultimo della iscrizione, ovviamente non per scelta, bensì per problemi di lavoro.

La medaglia. E’ indubbio l’impegno profuso dagli ideatori della medaglia. Tre cuori con i colori dell’Italia che racchiudono una delle immagini del terremoto che hanno fatto il giro del mondo, la croce della Chiesa di San Silvestro a terra tra i detriti e sullo sfondo il Palazzo Comunale in piena Zona Rossa. La medaglia è sempre una medaglia e quella che ti danno dopo una maratona, per me, ha un significato particolare perché quando tagli il traguardo e tocchi con mano la medaglia oppure la mordi, la stanchezza, lo stress emotivo e quant’altro, come per incanto svaniscono ed il pensiero è già alla prossima.

foto 4Detto questo, alla fine della gara la gioia di per avere portato a termine la mia 67^ maratona è stata sopraffatta dalla medaglia: cartone!!!. Dopo averla ricevuta al collo non ho potuto morderla per paura di bucarla e l’ho dovuta togliere immediatamente per paura che, a contatto con gli indumenti bagnati, il cartone si gonfiasse. Sono stato persino “deriso” da mia figlia che deve ancora compiere 8 anni perché quando gliel’ho fatta vedere mi ha risposto che le medaglie non sono di cartone! Effettivamente la definizione di medaglia e tutt’altra cosa. Basta consultare un qualsiasi dizionario e si legge che la medaglia è descritta come un piccolo disco di metallo più o meno prezioso, coniato o fuso, ornato da figure e scritte, a ricordo o commemorazione di qualche avvenimento o persona e non credo proprio che si possa parlare di medaglia, ma di un pezzo di cartone pressato a forma di cuore, leggermente plastificato. Io ho questa impressione e sarei grato se qualcuno mi smentisse.

Al di là di questa mia piccola delusione, ribadisco ancora una volta che la manifestazione è stata ben organizzata e spero di non avere offeso nessuno con queste mie esternazioni, ma mi sono sentito in dovere di dire ciò che pensavo in merito, solo con spirito critico-costruttivo, non di certo con disprezzo. Di medaglie ne ho viste di tutte le forme e materiale; rotonde, ovali, quadrate, a mosaico, di porcellana, ma mai di cartone!!!.

Auguro a tutta la popolazione di Crevalcore un buon 2013, con l’auspicio che l’anno nuovo porti tranquillità e serenità a tutte quelle famiglia che hanno vissuto momenti difficili dopo i tragici eventi di maggio dell’anno scorso. La vita purtroppo ci regala gioie e dolori. Sta in ognuno di noi dargli un senso.

Concludo con un aforisma del Dalai Lama. “Ci sono due giorni all’anno in cui non puoi fare niente: uno si chiama ieri, l’altro si chiama domani, perciò oggi è il giorno giusto per amare, credere, fare e, principalmente, vivere”.

Crevalcore sta dando prova di tutto ciò.

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