E’ questo atteggiamento che mi rende orgoglioso di fare parte del Club, perché quello dei Supermaratoneti è un mondo a parte formato da atleti giovani e meno giovani, veloci e meno veloci, tutti però legati ad un fattore comune: la voglia di correre e divertirsi, senza il tormento del cronometro.
Eravamo presenti circa in 120 per ricordare il padre fondatore del Club dei Supermaratoneti e primo Presidente, Sergio Tampieri, scomparso tre anni fa, che non ho conosciuto, ma che sarei stato orgoglioso di stringergli la mano. Colui che ha coniato la frase: “Com’è bello quando si corre insieme”.
L’atmosfera che si respira è decisamente confidenziale e, nonostante si tratti di una Maratona, il tutto avviene con assoluta tranquillità. La gara si svolge su un circuito di 3 Km e per poter raggiungere la classica distanza dei 42,195, si parte 195 metri prima della linea del via, che coincide con quella di arrivo. Personalmente cerco sempre di evitare le gare a circuito perché non sono di mio gradimento, ma la Maratona del Presidente ha qualcosa di speciale, di inspiegabile perché nonostante il parco si debba percorrere per ben 14 volte, a me è sembrato aver corso un unico giro. Alla partenza, ore 08:30 circa, l’erba del parco Otello Buscherini era ancora bagnata dalla rugiada. Il circuito è un percorso da gara campestre, con molte curve, controcurve e i cosiddetti va e vieni; un tragitto che sostanzialmente mette a dura prova ginocchia e caviglie, sul quale sicuramente è difficile ottenere dei primati. Difatti il vincitore ha impiegato il tempo di 03:03:16.
La gara è ben organizzata, sotto ogni aspetto. Gli atleti hanno a disposizione spogliatoi, che fungono anche da deposito borse e docce. Ottimo il pacco gara: sei bottiglie di vino, un paio di calze tecniche ed un buono per consumare sul posto una pizza margherita e mezzo litro di acqua minerale.


