Parto da Parma per raggiungere Reggio Emilia e precisamente la stazione ferroviaria Mediopadana servita dal treno ad alta velocità Italo. La giornata è decisamente invernale, freddo, acqua a dirotto e vento. Con me si è aggregato anche l’amico Tommaso. Il viaggio è piuttosto breve. Raggiungiamo Firenze Santa Maria Novella in un’ora circa. Qui, con grande con stupore troviamo un clima quasi primaverile. Individuiamo i rispettivi hotel, prendiamo possesso della camera e dopo ci rechiamo al Maraton Expo, zona Campo di Marte, per ritirare il pettorale. Passeggiata in centro città, cena a base di pizza e poi a nanna. Sveglia alle 06:30. Il primo pensiero mattutino è rivolto alle condizioni atmosferiche. Apro la finestra e noto che sta albeggiando. Il cielo è quasi sereno, l’aria è frizzantina. Faccio colazione abbondante, mi preparo e aspetto l’amico Tommaso che alloggia poco distante dal mio hotel. Insieme ci incamminiamo verso le via del centro per raggiungere la partenza situata sul Lungarno Pecorari Giraldi/Lungarno Zecca Vecchia.
Inizialmente siamo in pochi, ma via via si forma un gruppo sempre più numeroso di runners.
Superato Ponte Vecchio ci dirigiamo verso il Lungarno e da lontano si scorge un serpentone variopinto di persone che all’unisono si muove verso la partenza. Si respira un clima di grande festa ed emozione. Ultimi preparativi per affrontare al meglio la maratona. Depositiamo le borse e poi dritti verso le gabbie di partenza. Qui iniziano i primi problemi. L’ingresso alle griglie assegnate, consentito dalle ore 08:00 alle ore 08:45, è stato molto difficoltoso in quanto siamo stati costretti ad incanalarci in una strettoia
da una parte delimitata dalla recinzione delle gabbie e dall’altra delimitata dalla balaustra dell’Arno e fintanto che l’atleta non trova il proprio ingresso, in relazione al colore del pettorale assegnatoli, è costretto a rimanere imprigionato in una bolgia incredibile, senza via d’uscita.
Prima della partenza, prevista per le 09:15, abbiamo rispettato un minuto di silenzio rivolto alla tragedia che si è abbattuta sulla Sardegna. Per primi partono gli atleti diversamente abili e dopo gli 11 mila podisti che per tutta la mattinata e fino alle 15, hanno invaso Firenze e zone limitrofe.
La giornata è ideale per correre una maratona e partiamo baciati dal sole. Come Torino, anche Firenze è la mia prima volta. Non conosco il tracciato, ma questo non mi spaventa. Mi avvio con passo costante e con un andatura tale da chiudere la maratona sulle 04:15. Per i primi 6/7 chilometri corro con il mio amico Tommaso, ma lui ha un passo diverso dal mio e quindi lo lascio andare. Verso il 10 chilometro, da lontano, noto un runner che indossa i miei stessi colori sociali. Mi avvicino e trovo Simone, alla sua prima maratona. Ha un passo determinato. Gli dico che forse è partito troppo forte e lui risponde che vorrebbe chiudere in 4 ore. Gli dispenso alcuni consigli e lo lascio andare. I ristori lungo il percorso mi sembrano piuttosto liquidi che solidi. Dei tanto pubblicizzati
integratori Enervit, presenti al 31° chilometro, se ne vedono pochi, di gel nemmeno l’ombra, ma soltanto buste vuote gettate per terra. Segno che erano bastati solo per i primi. Ma come si dice, l’esperienza insegna, ed io porto sempre al seguito un integratore in più, non si sa mai….
Il percorso è piuttosto scorrevole e molto bello, tranne il tratto che attraversa la zona Campo di Marte. Gli ultimi 4 chilometri completano la bellezza del tracciato perché si ritorna nel cuore di Firenze percorrendo Ponte Vecchio al km 39, via Por Santa Maria, via Vacchereccia, Piazza della Signoria, via Calzaiuoli, Piazza Duomo (passaggio tra Duomo e Battistero giro lato Ricasoli – Servi). Di seguito, via del Proconsolo al km 40, via Ghibellina, viale Giovine Italia Piazza Piave, Lungarno della Zecca Vecchia, Piazza Cavalleggeri al km. 41, Corso dei Tintori, infine Via Magliabechi al km 42 per terminare la gara con l’arrivo in Piazza Santa Croce.
Anche a Firenze, come a Torino, le medaglie sono andate a ruba. Forse le hanno vendute ai turisti. Fortunatamente ho chiuso la mia gara prima che arrivasse l’ultimo pullman di gitanti e quindi ho potuto toccare con mano la medaglia. Molti, invece, giunti dopo 5 ore 4′ e 13”, al posto della medaglia hanno trovato un cartello indicante che erano esaurite. Magra consolazione o meglio, profonda delusione.
A questo punto mi chiedo se sarebbe il caso che nei vari regolamenti alla voce “tutti i finisher riceveranno la medaglia ufficiale della maratona subito dopo la gara in zona arrivo” venisse aggiunta la voce: “se ciò non avvenisse la medaglia verrà recapitata al domicilio” e così i meno veloci metteranno in conto anche questa possibilità.
La direzione organizzativa, in merito all’accaduto, la sera durante il Marathon Party ha comunicato che le medaglie saranno spedite per posta a coloro che non le hanno avute nei tempi più brevi e ha deciso di regalare a coloro che sono stati sfortunati protagonisti di questo disguido l’iscrizione gratuita alla Firenze Marathon per una delle prossime edizioni della manifestazione, a scelta di ciascun podista.
Errare humanum est, ma dopo la lettera di scuse del Presidente del comitato organizzatore Giancarlo Romiti, credo che tutto questo a Firenze non accadrà più.
Alla consegna della medaglia ho notato una situazione anomala. Generalmente le persone preposte alla consegna del riconoscimento aspettano l’atleta subito dopo l’arrivo per cingere al collo il trofeo. A Firenze, invece, gli addetti ai riconoscimenti erano al di la delle transenne e hanno consegnato le medaglie nelle mani dei singoli finisher.



