Prima della partenza vengo intervistato da una TV locale, e qui Michele Rizzitelli scatta una foto con la sua macchinetta, che ormai è diventata parte integrante dei suoi lunghi viaggi quando gira l’Italia in lungo ed in largo per correre maratone.
Alle 08:30 in punto, dopo un minuto di silenzio in onore dei morti della Maratona di Boston, si parte da Piazza Bernardi. Si prospetta una bella giornata di sole.
Il percorso ha un dislivello di 670 metri ed il tratto più impegnativo, tecnicamente più difficile, si presenta dopo Casola Valsenio con 5 km di salita fino a Monte Albano, seguiti da circa 5 km di discesa.
Prima di arrivare a Monte Albano, mi raggiunge Angela Gargano, con la quale corriamo assieme un breve tratto del percorso, parlando anche del povero Pietro Mennea, che conosceva personalmente.
Mancano ancora 20 km all’arrivo ed il percorso presenta ancora qualche saliscendi. Il sole picchia.
Il paesaggio è molto suggestivo. I profumi della primavera si mescolano all’acre odore di sudore causato dalla fatica della salita e della discesa.
Finalmente si intravedono i campanili del paese e quindi oramai è fatta.
Ultima curva a destra, ultima curva a sinistra ed ecco il rettilineo che porta all’arrivo in Piazza Bernardi.
Subito dopo l’arrivo, mi cambio velocemente per rientrare in tempo a Torrile (PR), dove abito, per correre un’altra gara competitiva di 10 km, organizzata dalla mia della Società, che si doveva correre domenica 21, ma che era stata rinviata a giovedì a causa del maltempo, realizzando così una “doppietta”.
All’evento doveva presenziare il grande Pietro Mennea che aveva accettato l’invito, ma che purtroppo il 21 marzo, esattamente un mese prima della gara, moriva stroncato da un male incurabile.




