Arrivo a Traversara con il mio solito congruo anticipo, verso le 07:15. Pensavo di essere uno dei primi a ritirare il pettorale ed invece l’onnipresente Lorenzo Gemma mi aveva già anticipato. Approfittando del calduccio, sosto nella zona ritiro pettorale e vedo arrivare Caterina Lazzarotto che mi consegna la nuova tessera di socio.
Si avvicina l’ora della partenza e quindi mi porto nella sala bar della piazzetta, all’uopo adibita a spogliatoio e deposito borse. Mentre aspetto il momento giusto per uscire allo scoperto e cominciare a prendere confidenza con il freddo umido, si avvicina una signora la quale, presentandosi, mi dice che mi vuole stringere la mano e fare conoscenza in quanto legge sempre i miei resoconti sulle gare, pubblicati sul sito del Club, ma non aveva avuto ancora l’occasione di conoscermi personalmente. Ebbene, la signora era la mitica Angela Gargano, alla quale ho stretto la mano non prima di essermi tolto il guanto che indossavo. Nel corso della gara, ho avuto modo di conoscere meglio Angela in quanto abbiamo percorso assieme circa 8 km durante i quali abbiamo parlato di tutto e di più, come se fossimo vecchi amici. Questo mi ha fatto molto piacere. Trovo che Angela sia una persona umile e speciale.
Tornando alla gara, a differenza della altre due competizioni dove il tragitto era piuttosto veloce, questa è stata molto più impegnativa, atteso che la gara si è svolta su un percorso quasi totalmente in terra battuta, fatta eccezione di qualche centinaio di metri di asfalto.
La prova è stata difficile poiché si è trattato della terza maratona, anzi di una mini ultra maratona, corsa in meno di due settimane e per essere in grado di portarla a termine, a prescindere dalle qualità atletiche di ogni singolo partecipante, bisognava avere buone capacità di recupero; diversamente si sarebbe andati a finire in un tunnel senza uscita dove l’unica via di sbocco era il ritiro.
Il percorso quindi non è dei migliori, ma nel suo complesso mi è piaciuto molto. In buona sostanza si è trattato di percorrere 5 giri da 9 km e 400 m, per un totale di 47 Km, tutti sulle sponde del fiume Lamone e se non erro i primi 5 Km ripercorrono un tratto della Maratona del Lamone di Russi (RA).
Alle ore 09:00, dalla Piazzetta di Traversara di Bagnacavallo la gara ha inizio. Questa volta le sponde sterrate del fiume Lamone non saranno calpestate da quadrupedi, bensì da una moltitudine di “bipedi implumi”, definizione questa data da Platone, che tenteranno di concludere la terza ed ultima prova del trittico, senza immergersi però nell’acqua miracolosa, ma cercando di coprire centimetro dopo centimetro l’intero percorso che ha messo a dura prova caviglie e ginocchia.
Debbo dire che Enrico Vedilei ha avuto un’idea geniale ad inventarsi una mini ultra trail di 47 km, ottenendo il massimo risultato con il minimo sforzo. Massimo risultato considerato la discreta affluenza di partecipanti, minimo sforzo perché il percorso, essendo totalmente chiuso al traffico, eccezion fatta per i due punti nevralgici dove erano situati due ponti per attraversare da una parte all’altra il fiume, non necessitava un dispendio di personale addetto alla vigilanza. Ottima l’organizzazione pre, durante e post gara.
Io mi sono divertito.



