Cronaca della 50 km di Romagna – Castel Bolognese (RA), 25/04/2014

Per quanto mi riguarda, questa manifestazione mi procura sempre piacevoli sensazioni perché incontro tanti amici ultramaratoneti ed è un’occasione per salutarci, raccontarci le nostre maratone e bere un caffè insieme.

Delle 33 edizioni, questo è il sesto anno consecutivo che partecipo all’ultramaratona. Ogni anno dico basta, questa è l’ultima volta che corro la 50 km di Romagna perché è una gara molto dura e invece, quando durante le gare che si corrono in giro vedo le locandine pubblicitarie dell’evento, non resisto all’idea di iscrivermi alla successiva edizione.

foto 2Già dalle prime luci dell’alba si capisce che la giornata è piuttosto calda e così è stato. Il termometro segnava circa 26 gradi.

La partenza e l’arrivo coincidono con lo stesso punto e cioè la gara parte da piazza Berardi, situata a Castel Bolognese, e arriva nella stessa piazza.

Dopo un primo giro effettuato a Castel Bolognese, il percorso si snoda lungo la valle del Senio dove attraversa Riolo Terme, Borgo Rivola e Casola Valsenio per raggiungere la salita che porta a Monte Albano. Da qui segue la discesa e quindi si attraversa Zattaglia di Brisighella e si ritorna per la valle del torrente Sintria attraversando Villa Vezzano, Tebano e raggiungendo il traguardo di Piazza Berardi.

Il percorso è tanto duro quanto piacevole. I 5 km di salita per raggiungere Monte Albano, seguiti dai 4 km per raggiungere Zattaglia, sono devastanti perché incidono molto sulla tenuta muscolare delle gambe.

La 50 km di Romagna è una ultramaratona ben organizzata, ma come tutte le ultramaratone, trattandosi di lunghi percorsi, è inevitabile imbattersi nel traffico. Ciò nonostante, a mio avviso, rimane una delle ultramaratone più belle il cui percorso abbraccia un paesaggio molto suggestivo.

Una curiosità: al ristoro posizionato verso il 41esimo km offrivano anche la birra ed io non ho resistito a berne un bicchiere e vi dirò che con quel caldo è stata un toccasana anche perché era a temperatura ideale, non calda e non ghiacciata.

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Clicca qui per le foto (di Michele Rizzitelli)

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