Si tratta di una gara impegnativa che mette a dura prova tutto l’apparato locomotore a causa delle salite e delle discese. In sostanza, l’ultramaratona copre l’intero percorso della staffetta che si corre in 6 frazioni e quindi da Piazza Berzieri si arriva a Casa Passeri percorrendo solo una parte in salita con relativa discesa. Da Casa Passeri si arriva al Monumento al Partigiano percorrendo un tratto di salita facile per 10 km. Dal Monumento al Partigiano si arriva al centro di Pellegrino percorrendo una salita inizialmente dura di circa 1 km e poi sul piano. Da Pellegrino il percorso è tutto in salita per circa 4,5 km, fino al valico dei Mille Pini. Dai Mille Pini si arriva a Grotta percorrendo una discesa ripida sino a Pontegrosso, poi salita impegnativa. Da Grotta si arriva a Piazza Berzieri, punto di partenza, percorrendo un primo tratto in salita seguito da discesa. Poi ancora 1 km di salita e poi tutta discesa fino a Salsomaggiore.
Sono stato l’unico della Polisportiva Torrile a cimentarmi nella UKM; altri componenti hanno partecipato alla staffetta con un risultato finale di 03:50:18. Io, invece, ho concluso la mia gara in 05:03:35. Grazie ai ragazzi della staffetta che durante il percorso mi hanno incitato e scattato qualche foto.
Dopo la gioia dell’arrivo, la delusione della medaglia. Su 6 edizioni, questa è la 5^ che corro e ogni anno spero che l’organizzatore della manifestazione foggi una medaglia degna di una Ultra Maratona, ma questo mio desiderio resta illusorio. Evidentemente non c’è la volontà perchè anche la medaglia ha un suo costo. E vabbè anche questo “pezzo di latta” andrà a far parte del mio medagliere, ma più la guardo e più affiora la pochezza della scelta. E’ incredibile, ma tra le tante medaglie quella della UltraK Marathon spicca in modo incontrovertibile. E’ proprio inguardabile. Sarà perché sono particolarmente sensibile all’orrido? Per ogni corridore il gesto di oltrepassare la linea del traguardo e quello di ricevere la medaglia al collo dovrebbe essere paragonato a quello di una calamita dove l’atleta è il polo positivo e la medaglia il polo negativo o viceversa in modo tale da creare un’attrazione. Io non ho mai avuto questa sensazione fino ad ora. Auspico che un giorno, qualcuno rifletta sulla scelta di questa medaglia.
Con grande piacere ho notato la presenza di alcuni supermaratoneti che cito e mi scuso se dimentico qualcuno: Gambaiani Mauro, Niego Antonio, Zecca Luigi, Morelli Massimiliano e Paglione Enzo che mia ha raggiunto poco prima dell’arrivo e con il quale abbiamo tagliato assieme il traguardo.


